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e-borghi travel 1, Montagna e borghi: Gran Sasso, “l’ombelico” d’Italia

Un pugno di pietra alzato verso il cielo. È questa la prima immagine che si ha del Gran Sasso e dei suoi 2.912 metri di altezza, massiccio imponente che domina l’Italia centrale tanto da essere chiamato “Fiscelllus mons - monte ombelico - dagli antichi romani proprio per la sua posizione strategica nella Penisola. E l’inverno può essere proprio il momento giusto per scoprire i minuscoli borghi che punteggiano questo gigante di pietra e dedicarsi agli sport della neve nel “piccolo Tibet”, come è conosciuto Campo Imperatore, il vasto altipiano che sovrasta i borghi fra Castel del Monte, Santo Stefano di Sessanio e Calascio. Un territorio dalla bellezza arcaica, amato da Papa Giovanni Paolo II - una croce di ferro è posta a memoria del Santo che qui ha consacrato anche la piccola cappella della Madonna della Neve - e immortalato dalla cinepresa in film cult come “…Continuavano a chiamarlo Trinità” e in video che spopolano sul web come “Eppure sentire (Un senso di te)” della cantante Elisa.

Borghi medievali e paradiso dei free rider

Il Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga è considerato un vero e proprio paradiso dei free rider: la discesa libera in neve fresca, infatti, regala agli sciatori la sensazione di galleggiare sulla neve soffice come cipria. La “powder”, qui, nel cuore dell’Appennino, vanta una consistenza ancora più leggera rispetto ai fiocchi del nord Italia grazie alla vicinanza al mare, una neve speciale che attrae gli sciatori che amano trascorrere giorni in quota guardando in lontananza le onde e soggiornando in uno dei caratteristici borghi medievali del territorio. Sono 44 i borghi del parco incastonati in una natura selvaggia dominata da cime, solcata da canyon di rocce dolomitiche e attraversata da praterie e ruscelli d’acqua della valle delle Cento Cascate, proprio sopra il borgo di Cesacastina. Una cornice naturale di grande impatto da vivere in tutte le stagioni a piedi, a cavallo - l’ippovia del Gran Sasso è particolarmente apprezzata dagli amanti degli sport equestri -, in moto o in mountain bike.

Campo Imperatore, il piccolo Tibet

Alle pendici del versante aquilano ecco Assergi, borgo cinto da mura dell’XI secolo e dominato dalla chiesa romanica di Santa Maria Assunta che custodisce una cripta scavata nella roccia. La funivia del Gran Sasso supera i mille metri di dislivello e arriva ai 2.128 metri di Campo Imperatore, scenario di attività outdoor in estate e di sci in inverno. Su questo altipiano si scia su 13 chilometri di tracciati sotto il Corno Grande e il Calderone, il ghiacciaio più meridionale d’Europa. È la meta per gli appassionati di kitesurf e di sci d’alpinismo, che da qui possono intraprendere la traversata del Gran Sasso. L’altopiano di Campo Imperatore offre inoltre sessanta chilometri di tracciati agli amanti del fondo fra i quali si distinguono i percorsi nei pressi di Castel del Monte, pittoresco borgo dagli stretti passaggi lastricati, sospeso tra le vette del Gran Sasso e la valle del Tirino.  

Piccole stazioni di sci, epigrafi e zampogne

Sul versante teramano si scia a Prati di Tivo, dove le piste si snodano ai piedi del Corno Piccolo, a Prato di Selva - che vanta i tracciati più lunghi del massiccio - e a Monte Piselli-San Giacomo. Prati di Tivo è una frazione di Pietracamela, borgo affacciato sulla valle del Rio Arno - circondato da secolari boschi di faggio dell’Aschiro – e che custodisce numerose testimonianze delle corporazioni medievali come quelle dai cardatori della lana nella “Casa de li Signuritte”. I 14 chilometri di tracciati di Prato di Selva, invece, si trovano nei pressi di Fano Adriano, un borgo alle pendici del Monte Corvo che vanta una fonte storica, la Fonte della Cannalecchia, contrassegnata dalle sette “F” di una curiosa epigrafe: “Fanesi furono forti, fatevi forti figli fanesi.” Da non perdere, nelle vicinanze, il borgo di Cerqueto con il suo “Museo etnografico delle tradizioni popolari” dove è conservato un esemplare di zampogna unico nel suo genere.

Rocche, eremi e arrosticini

Prima o dopo gli sci, in questo territorio sono numerosissimi i borghi da visitare, tutti caratterizzati da un patrimonio culturale, artistico ed enogastronomico fra i più interessanti della Penisola. Come Rocca Calascio, un minuscolo borgo medievale sovrastato da una rocca millenaria dove sono state girate scene che appartengono alla storia del cinema quali “Il nome della Rosa” e “LadyHawke”. Da non perdere è una sosta alla chiesa esagonale di Santa Maria della Pietà costruita, secondo alcune fonti, intorno al 1451 su disegni del Bramante. Nulla di meglio, per un assaggio completo del territorio, la sua ricca cucina, un concentrato di tradizione e gusto: dagli arrosticini di pecora alla porchetta abruzzese fino agli gnocchi e al castrato senza dimenticare i formaggi. Fra questi sono annoverate eccellenze designate come Prodotti agroalimentari tradizionali” - Pat - come il Pecorino Canestrato di Castel del Monte. Da non perdere anche i legumi, che vantano numerosi presidi slow food  - tra cui il fagiolo di Paganica - e Pat, come la prelibata lenticchia del borgo fortificato di Santo Stefano di Sessanio. 

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