L’antico borgo di Castelsardo, il mare, l’aragosta all’aragonese, la Valle della Luna, il Museo del Banditismo di Aggius e la zuppa gallurese.

 
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Un weekend tra i borghi di Castelsardo e Aggius
Tue, 10 Jul 2018

Un weekend tra i borghi di Castelsardo e Aggius

È dalla città della fontana del Rosello, gioiello architettonico di Sassari, che inizia questo weekend nell’estremo nord della Sardegna. E’ la strada statale dell’Anglona che ci porta dal capoluogo verso la prima tappa del weekend, Castelsardo.

Suggestivo centro della costa, sul Golfo dell’Asinara, conserva, nella sua parte più antica, la tipica struttura medioevale.

Domina l’abitato la fortezza del Castello dei Doria, la famiglia genovese che fondò il borgo chiamandolo Castelgenovese, sede del Museo dell’intreccio mediterraneo.

Castelsardo
Foto da ingiroperlasardegna.altervista.org

Alle sue pendici si erge la chiesa medioevale di Santa Maria delle Grazie, che custodisce il Crocefisso ligneo trecentesco del Cristo Nero.

Affacciata sul mare è invece la Cattedrale trecentesca di Sant’Antonio Abate. Centro attrezzato, con porto, spiagge e calette, è ambita meta turistica.

Meta imperdibile del borgo è il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, situato nel castello, dedicato alla tradizione regionale di utilizzare le risorse vegetali del territorio come il giunco, l’asfodelo e la palma nana per realizzare oggetti di uso quotidiano secondo antiche tecniche d’intreccio manuale. Il museo propone una ricca collezione di manufatti, tra cui cestini, setacci, utensili e molto altro, apprezzabili espressioni culturali locali.

Tra le prelibatezze del posto non possiamo rinunciare alla zuppa di pesce alla castellanese, preparata con pesci grossi tagliati a pezzi e pesci piccoli fatti sciogliere nel brodo, il tutto poi cotto in un soffritto di cipolla, aglio, pomodoro fresco e peperoncino. Assaggiamo anche l’aragosta all’aragonese, condita con la salsa preparata con prezzemolo, uova sode, olio, capperi, aglio e limone.

Seconda parte del weekend nell’entroterra. Lasciamo Castelsardo per dirigerci alla volta del borgo di Aggius.


Foto da lavignaredda.it.

Percorriamo la strada provinciale 90 che porta verso Santa Teresa di Gallura, lasciandola poi per proseguire per Aggius, transitando dalla Valle della Luna, detta anche Piana dei Grandi Sassi, particolare altopiano caratterizzato da scenografici affioramenti granitici.

Incorniciato dalla corona di monti definita il “Resegone” di Aggius, il borgo si presenta come un presepio, dove protagonista è il granito a vista che caratterizza murature degli edifici e gli infissi esterni. Visitiamo piazzette, vicoli e slarghi decorati con disegni che rievocano scene di vita paesana. Ci perdiamo tra via Vecchia, via dell’Ordito, Piazza delle Danze, via Speslunga e via Marconi. Scopriamo la parrocchiale cinquecentesca dedicata a Santa Vittoria, la settecentesca chiesa di Nostra Signora d’Itria e le chiese di Santa Croce e di Nostra Signora del Rosario, sedi, queste ultime due, delle rispettive confraternite.

Aggius
Foto da aggiuscomunitaospitale.it

Imperdibili il Museo Etnografico “Oliva Carta Cannas”, dedicato all’esposizione di oggetti e arredamenti tipici domestici, alla quotidianità ed alla tessitura, ed il Museo del Banditismo, che custodisce reperti e documenti relativi ai fuorilegge perseguiti durante la dominazione piemontese per le loro illecite attività.

Un borgo delizioso ed una cornice naturale incontaminata non possono che proporre un’apprezzabile cucina locale. Noi ci concediamo la zuppa gallurese, preparata con pane raffermo, formaggio fresco e pecorino grattugiato. Composto al quale si aggiunge brodo di carne e che si può anche accompagnare con sugo di carne di vitello.

Tra i vicoli di Aggius
Foto da aggiuscomunitaospitale.it

È invece un assaggio di liquore di mirto ghiacciato ad accompagnare l’ultima parte di weekend in terra sarda. Ottenuto dalla macerazione alcolica delle bacche di mirto è un ottimo digestivo. 

Foto principale, Castelsardo, da Steemit.com

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