Piatto tipico della cucina siciliana, fu portato per la prima volta dagli arabi, che sbarcarono nell'827 sulle spiagge del borgo in provincia di Trapani
 
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Ricetta: Caponata di melanzane di Mazara del Vallo

Ricetta: Caponata di melanzane di Mazara del Vallo

La caponata di melanzane è un piatto tipico della Sicilia e racchiude in sé la storia, i profumi e la vastità della cucina di questa grande isola. In realtà, furono gli arabi a portare in Sicilia, durante lo sbarco a Mazara del Vallo nell’827, la prima caponata di melanzane. Interessante anche la credenza popolare legata all’origine del nome "caponata": sembrerebbe che i ricchi signori del tempo erano soliti farsi servire un pesce che in Sicilia è conosciuto con il nome di "capone" o "lampuga"; il popolo, non potendosi permettere il lusso di consumare un prodotto così costoso, fecero di necessità virtù sostituendo il capone con la melanzana. E' quindi un piatto povero, poiché gli ingredienti si trovano facilmente e a buon prezzo, e genuino, poiché sfrutta tutti prodotti provenienti direttamente dalla terra. Si consuma principalmente nei mesi caldi, quando la melanzana è perfetta e al punto giusto. 

Ingredienti

  • Melanzane 3
  • Sedano 500 gr
  • Capperi 50 gr
  • Olive nere denocciolate 100 gr
  • Cipolle 1
  • Passata di pomodoro 6 cucchiai da tavola
  • Aceto di vino bianco 1 cucchiaio da tavola
  • Sale q.b.

Procedimento

Puliamo e tagliamo le melanzane a dadi di circa due centimetri e mettiamoli in un colapasta con del sale grosso con un pseo sopra per eliminare l’acqua di vegetazione. Dopo circa 40/50 minuti, sciacquamole, asciughiamole e friggiamole in olio abbondante. Poggiamole su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Laviamo il sedano, sfiliamolo e tagliamolo a pezzetti piccoli. Facciamo bollire in acqua per 10-15 minuti, scoliamolo e mettiamolo da parte. Tagliamo la cipolla a fette e stufatele in poca acqua fino a quando sarà evaporata. In una padella mettiamo la cipolla bollita con abbondante, poi aggiungiamo i pomodori spellati e tagliati a pezzetti. Facciamo cuocere per 6-7 minuti. Aggiungiamo i capperi dissalati, il sedano bollito, l’uvetta fatta rinvenire in acqua tiepida e i pinoli. Aggiustiamo di sale e pepe e fate cuocere per 10 minuti. Sciogliamo un cucchiaio di zucchero in poco più di mezzo bicchiere d’aceto e versiamolo in padella. Aggiungiamo le melanzane fritte e giriamo tutto per amalgamare tutti gli ingredienti. Ultimiamo con le olive cuocendo per un minuto e lasciamo raffreddare servendo a temperatura ambiente.

Foto tratta da www.nonsprecare.it

...buon appetito!

Eventi a Mazara del Vallo

  • Il festino di San Vito (seconda metà di Agosto)
    Dal 15-08-2019 Al 31-08-2019 | Mazara del Vallo (TP)
    Feste patronali

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    Borgo di Mazara del Vallo

  • Rito dell'Aurora - Domenica di Pasqua
    12-04-2020 | Mazara del Vallo (TP)
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2020-04-12 2020-04-12 Europe/Rome Rito dell'Aurora - Domenica di Pasqua Nel corso della mattinata della domenica di Pasqua, in Piazza della Repubblica ha luogo il Rito dell'Aurora: un rito religioso che festeggia la risurrezione di Gesù. In provincia di Trapani si celebra solo a Mazara e a Castelvetrano, introdotta dai padri Carmelitani Scalzi non prima del 1667, anno in cui si insediarono in città. In alcuni comuni della Sicilia e della Calabria viene chiamata Affrontata. Poco prima delle ore nove, un Cristo risorto, avvolto da un manto rosso e con una bandiera bianca, viene condotto dalla chiesa di Santa Caterina, fin sotto l'ingresso di Piazza della Repubblica, sotto il passaggio che unisce la Cattedrale al Palazzo Vescovile. Allo stesso tempo, una Madonna vestita di bianco e avvolta da un manto nero, preceduta da altri dodici confratelli della stessa compagnia, viene condotta all'altro capo della piazza, sulla via XX Settembre. Ad un dato segno, il Cristo e la Madonna, cui è stato tolto il mantello nero, vengono portati al centro della piazza, e, a breve distanza l'uno dall'altra, si inchinano tre volte. Nel frattempo, dalla statua della Madonna, che è cava, vengono liberate delle colombe bianche. Inizia quindi la processione che riporterà le statue alle rispettive chiese: davanti i confratelli, successivamente il Cristo e, più dietro, la Madonna. Prima del 1864, anno in cui venne abolita quest'usanza, nel bel mezzo del rito dall'allora via Maestranza, oggi via Garibaldi, sbucava un uomo, la Morte della Pasqua, vestito con un sacco di tela gialla, su cui era dipinto uno scheletro in nero, con in mano una falce e una cesta. Questo passava tra la folla, e toglieva ai bambini il campanaro, un tipico dolce locale, e qualunque cosa avessero tra le mani, col tacito consenso dei genitori. Questo personaggio passava anche nelle botteghe di generi alimentari, prendendo sempre qualche cosa. Questo rito viene ricordato anche da alcuni modi di dire comuni in città: Sarvatìllu pi la matina di Pasqua (conservalo per la mattina di Pasqua), usato una volta per indicare un capo di vestiario fuori uso, perché durante il rito dell'Aurora si indossavano accessori che si vedevano solo in quella ricorrenza; Ficiru l'arora (hanno fatto l'Aurora), si dice di due persone che non si vedono da tempo e che corrono l'una incontro all'altra. Mazara del Vallo

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