Un primo piatto succulento e genuino della tradizione procidana.
 
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Ricetta: Paccheri con carciofi alla procidana

Fri, 15 Mar 2019
Ricetta: Paccheri con carciofi alla procidana

I paccheri, originari della tradizione napoletana, e i carciofi, prodotto genuino e succulento coltivato nelle terre della piccola isola di Procida, sono la combinazione perfetta per un primo piatto facile da preparare e dal gusto deciso.

Ingredienti

  • Paccheri
  • Carciofi
  • Aglio
  • Peperoncino piccante/dolce
  • Acciughe
  • Capperi
  • Olive nere
  • Prezzemolo
  • Pecorino grattugiato
  • Granella di pane tostata

Procedimento

Iniziamo con pulire i carciofi tagliandoli a spicchi e mettiamoli a bollire senza farli diventare troppo morbidi. Scoliamoli e prepariamo il soffritto con aglio e peperoncino in olio extra vergine di oliva, aggiungendo qualche filetto di acciuga, capperi e olive nere. Saltiamo i carciofi in padella lasciandoli rosolare a fiamma medio-alta. Una volta pronti i paccheri, scoliamoli e uniamoli ai carciofi saltati aggiungendoci del prezzemolo, pecorino grattugiato e granella di pane tostato.

Foto di Fidelity House

Buon appetito

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Eventi a Procida

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    Dal 05-04-2020 Al 13-04-2020 | Procida (NA)
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2020-04-05 2020-04-13 Europe/Rome Settimana Santa Sono molto seguite nell'isola le manifestazioni religiose legate al periodo della Settimana Santa prima di Pasqua; molto suggestive, tra queste, la Processione degli Apostoli del Giovedì Santo e la Processione dei Misteri del Venerdì Santo. La processione degli "Apostoli Incappucciati" è organizzata dall'Arciconfraternita dei Bianchi, fondata nel 1581 dal cardinale Innico d'Avalos d'Aragona. Terminata la celebrazione della lavanda dei piedi, i dodici "apostoli" (con la veste di confratello) si incappucciano e con una croce sulla spalla e una corona di spine sul capo sfilano in processione per le strade dell'isola, preceduti dal "centurione", e seguiti dai cerimonieri e dagli altri confratelli. Il momento culminante dei riti della settimana si ritrova comunque nella processione dei Misteri della mattina del Venerdì Santo, talvolta anche indicata come Processione del Cristo morto. Le origini del rito risalirebbero alla fine del XVI secolo, organizzata dalla Confraternita dei Turchini (fondata nel 1629 dai Gesuiti) fin dalla seconda metà del Seicento, periodo dal quale trae i suoi caratteri principali. Fino alla metà del XVIII secolo sarebbe stata essenzialmente una processione di flagellanti, trasformata da allora in una processione esclusivamente di Misteri, ovvero carri allegorici di carattere religioso. Tratto caratterizzante della processione, oltre alla partecipazione quasi "totale" della popolazione isolana, è anche la presenza, accanto ai cosiddetti "Misteri fissi", utilizzati ogni anno e provenienti dalle diverse chiese dell'isola, anche di Misteri "variabili" o "mobili", preparati ogni anno da singoli o da associazioni artistiche dell'isola, portati a braccia dai giovani vestiti della classica veste di "confratello dei Turchini" per un percorso fisso, dal borgo più antico di Terra Murata fino al porto della Marina Grande. Chiude la processione la statua del Cristo morto opera dello scultore napoletano Carmine Lantriceni. Nel generale silenzio, il suono della tromba e del tamburo caratterizza il passaggio della processione.
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    I Misteri sono carri allegorici di carattere religioso costruiti artigianalmente di anno in anno dai Procidani, talvolta riuniti in scuole artistiche dedicate. Sono generalmente costituiti da una o più tavole di legno (dette "basi") lunghe fino a 8 metri e larghe circa 2, sulle quali vengono allestite delle rappresentazioni scultoree (o meglio, interpretazioni simboliche) di passi del Nuovo o del Vecchio Testamento, e in particolare della Passione di Cristo. I materiali utilizzati sono generalmente cartapesta, legno, plastica, polistirolo, e stoffa; tipica è la tecnica dello "stampo" che permette di riprodurre un oggetto tridimensionale utilizzando della cartapesta. Generalmente durante la realizzazione (che può durare anche diversi mesi) i Misteri vengono tenuti celati al pubblico, in modo che possano essere visti per la prima volta direttamente durante la processione del venerdì Santo, e spesso subito dopo, nella giornata stessa, vengono immediatamente smontati o addirittura distrutti. Raramente, negli ultimi tempi alcuni di essi vengono conservati per alcuni mesi per renderli visitabili dai turisti nella stagione estiva. Le realizzazioni vanno dalla classica "Ultima Cena" fino a costruzioni molto più complesse (sia nel significato che nella realizzazioni). Spesso i "Misteri" si rifanno a stili architettonici ed artistici di diverse epoche, grazie anche al largo uso di colonnati (alti oltre 4 metri).
    Procida

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