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Quando l’Unesco diventa Dop


Venerdì 17 luglio 2020

La cucina italiana è una delle più amate a livello mondiale e si candida all'Unesco come patrimonio dell'umanità. Visitando il Belpaese si ha voglia di assaggiare il più possibile

Quando l’Unesco diventa Dop

Di corsa. Questo viaggio, per una volta, è di corsa, perché tra ortaggi e centri storici, monumenti e ricette, archeologia e mozzarelle, il Belpaese è generoso e si ha voglia di assaggiare il più possibile. Patrimoni materiali e immateriali, a partire proprio dalla Dieta Mediterranea, riconosciuta ufficialmente Patrimonio Culturale dell’Umanità con la sua pasta al pomodoro, il basilico, l’olio di oliva. Per il basilico è facile: corriamo in Liguria, dove c’è quello di Prà, il cru del basilico genovese, che dalle sue vescicolette emana un aroma intenso e inimitabile, zero mentolato. Per l’olio scegliamo la Toscana. Il borgo di Monteriggioni, porta del Medioevo in provincia di Siena, il cui centro storico è “sponsored by Unesco”, è la sede dell’associazione Nazionale Città dell’Olio, che promuove la cultura, il turismo e i territori dell’olio italiano. Tra gli Evo protetti dalla regione, assaggiamo quello del vigoroso olivo Quercetano, che un tempo aveva addirittura valore di moneta negli scambi commerciali tra i suoi produttori versiliesi e gli arabi. Un olio in via d’estinzione, sotto le ali di Slow Food.

Olio d'oliva

Vino & dessert
Che non è il caso della Malvasia secca di Sardegna: bianco, sì, ma di gradi ne fa 13! Quella di Cagliari è la doc; la sua versione più antica viene dalla Marmilla, regione storica del centro-sud isolano. “Qui sono stati ritrovati utensili per la vinificazione risalenti al 1700 A.C., epoca pre-nuragica, tra cui etichette e tappi di sughero e cera per commercializzare le bottiglie e piattini da sommelier!” – racconta Roberta, alle redini della Cantina Lilliu, che con la sua agricoltura sinergica in aridocoltura ha ripreso a produrre in loco il vino con tale uva dalle note di mandorla. E che straordinario monumento protetto dall’Unesco si trova nella Marmilla? Nientemeno che il nuraghe di Barumini. Chiudiamo con un dolce delle feste, il siciliano Buccellato, ciambella di frolla farcita con fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d'arancia e altri ingredienti che variano a seconda delle zone. E noi come zona scegliamo Piazza Armerina, incantevole borgo medievale conosciuto nel mondo per i Mosaici della Villa Romana del Casale. Un monumento Unesco Dop.

Buccellato

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