6 imperdibili presepi viventi in Puglia per vivere in pieno la magia del Natale
 
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La Puglia e la magia dei suoi presepi viventi

Mon, 24 Dec 2018
La Puglia e la magia dei suoi presepi viventi

Mirabili scenari paesaggistici. Paesi, talvolta, già “presepi”. Natura incontaminata oppure realtà ancora poco violentate dall’uomo.

Sono le ambientazioni dei presepi viventi pugliesi più interessanti delle festività natalizie, a cavalo tra l’ultimo scorcio del 2018 e i primissimi giorni del 2019, fino all’Epifania. Ne abbiamo scelti sei, uno per provincia.

ALBERONA, SUBAPPENNINO DAUNO DI POESIA

Presepe vivente ad Alberona

Partiamo da nord ed ecco Alberona, in provincia di Foggia.

Siamo nella zona davvero più a settentrione della Puglia (non che non ce ne siano altre ancora più su, si pensi ai paesi della diga di Occhito oppure a realtà come Chieuti e San Paolo Civitate), area anche di borghi, i bellissimi borghi del Subappennino Dauno: 49 piccoli centri, alcuni dei quali noti per l’incanto dei loro centri storici. Alberona rientra tra questi.

Mille abitanti, 700 metri sul livello del mare, Alberona è alveo di pace e quiete (del resto, uno degli etimi possibili del piccolo centro propone proprio l’ipotesi “alveus”). Sono passati 2000 e più anni dalla venuta del Salvatore, eppure Alberona ci mette molto del suo per far sì che i secoli sembrino trascorsi il meno possibile. Dove il “suo” è una naturale morfologia del territorio e delle strutture del centro. Così, tutto il paesello partecipa all’evento. Le case a pian terreno si trasformano. Le chiesette pure. I garage dei contadini anche. E le viuzze di pietra dicono d’antico e di storia.

Più di cento i figuranti della manifestazione, la più grande di tutta la Capitanata. Alberona si fa Betlemme: dalla casa dell’albero (altra ipotesi etimologica) a quella del pane (Betlemme vuol dir questo, si sa).

Alberona è anche città di poeti storici dialettali e di viste panoramiche invidiabili. Il presepe è al suo decimo anno consecutivo, a cura dell’associazione culturale “Giovani nel Tempo”, in collaborazione con la parrocchia Natività di Maria Vergine, con il patrocinio del Club per l'Unesco di Alberona. Un presepe giovane e voluto dai giovani. Una delle novità di questa decima edizione sarà la presenza degli zampognari che allieteranno con le tipiche e antiche melodie l'arrivo dei magi.

Queste le date per visitare Alberona e il suo presepe: 24 (dopo la messa notturna), 26 e 30 dicembre (in queste due date dalle 18,30 alle 21,00). Il presepe chiuderà il 6 gennaio con l'arrivo dei Re Magi.

CANOSA, OPEROSA CITTÀ DAL PRESEPE ORMAI STORICO

Presepe vivente a Canosa

Canosa di Puglia non è oggi propriamente un borgo, tuttavia la includiamo in questa carrellata perché, oltre al presepe, vi affascinerà tanto altro. Situata nella provincia di Barletta-Andria-Trani, domina sia la valle del famoso fiume Ofanto (quello della battaglia di Canne, tra i Romani e Annibale) sia il Tavoliere delle Puglie. Centro importantissimo a livello archeologico, con un patrimonio che in un pezzo così non si può raccontare, tale e tanto interesse esso ancora oggi suscita nei visitatori e negli studiosi. Da visitare la cattedrale bizantina di San Sabino, famosa per il mausoleo di Boemondo. Notissimi anche i suoi ipogei, tra cui il Lagrasta. Datano all’età romana il ponte sull’Ofanto e  l’anfiteatro, per non parlare dei monumenti lungo la via Traiana: la Torre Casieri e l’Arco di Terenzio Varrone. Paleocristiani invece gli scavi di San Pietro, il battistero di San Giovanni, la basilica di San Leucio e il mosaico della Croce di Salomone. Davvero un patrimonio ingente e invidiabile che fa di Canosa una delle principali perle di Puglia per le testimonianze della storia antica.

Il presepe vivente nasce nel 1994 grazie alla parrocchia Maria Santissima del Rosario: quasi 150 i figuranti impegnati, in zona Costantinopoli. Ecco le date: 26, 28, 29 e 30 dicembre più 4, 5 e 6 gennaio 2019.

LA TERRA DI BARI GUARDA A BETLEMME NELLO SCENARIO DEI TRULLI

Alberobello

Alberobello e i suoi trulli non hanno bisogno di presentazioni. Tra le maggiori attrattive dell’intera Puglia, vantano in ogni momento dell’anno maree di visitatori, specie in primavera ed estate.

Espressione del mondo rurale locale, queste costruzioni tanto raccontano dell’inestimabile apparato sociologico e tradizionale offerto da questa lontana civiltà. L’interessante museo dell’identità territoriale di Alberobello e dei trulli non deluderà certo le attese del visitatore. Un luogo che permette di penetrare a fondo questa lunga storia. Alberobello, fra i tanti, fu cara anche a Pier Paolo Pasolini. Dedali e stradine, biancore che assale: immancabile la visita anche al celebre Trullo Sovrano. Qui pure una bella libreria.

Infine, interessante anche la chiesa madre dedicata ai Santi Medici Cosma e Damiano, con affreschi novecenteschi. Negli immediati dintorni, un piccolo museo dedicato alla memoria dell’arcivescovo di Lecce Cosmo Ruppi, in passato presule anche a Larino, in Molise. L’ecclesiastico era nativo di Alberobello.

Quanto al presepe, c’è da dire che si è di fronte ad un appuntamento davvero storico: siamo infatti all’edizione numero 48. Dal 26 al 29 dicembre, dunque, circa 200 figuranti renderanno Alberobello ancora più suggestiva di quanto già non lo sia. In caso di condizioni meteo avverse, ci sarà una giornata di recupero il 30 dicembre. L’ingresso è gratuito, c’è la possibilità di prenotare la visita scegliendo giorno e ora (dabetlemmeagerusalemme.it).

La manifestazione sarà collocata all’’interno del rione Aia Piccola.

PEZZE DI GRECO, IL PRESEPE NEL BRINDISINO ANCORA “BARESE”

Pezze di Greco

Pezze di Greco è una popolosa frazione di Fasano, in provincia di Brindisi. Ancora a fine anni ’20, Fasano apparteneva al circondario di Bari: del capoluogo la città conserva viva la memoria persino nell’accento dei suoi abitanti, decisamente non ancora salentino.

Pezze di Greco ha storia ottocentesca, quindi assai recente. Fu fondata da contadini di origine fasanese o di Cisternino. Il suo nome deriva dalla grande e importante masseria della famiglia Greco, casato di origine tarantina (Martina Franca). “Pezze” sta per appezzamento di terra derivato dai possedimenti di questa famosa e ricca famiglia. Il suo presepe vivente, allestito in un’area rupestre, è notissimo e molto accorsato in Puglia. Storia non giovanissima anche per questo presepe: siamo alla trentesima edizione. Tantissimi i figuranti, considerando anche che l’organizzazione si deve ad un paesino. Un presepe allora davvero da visitare per percepire a fondo l’orgoglio di una comunità tutta che qui si ritrova. Appuntamento nei giorni 26, 29 e 30 dicembre; 1, 5 e 6 gennaio (ore 16-21).

FAGGIANO, IL PRESEPE IN UN PICCOLO BORGO TARANTINO

Faggiano

A Faggiano siamo vicinissimi alla zona delle marine joniche di Lizzano e Leporano. Paese tra i più piccoli della provincia di Taranto, serba una quasi interamente distrutta chiesetta nella frazione di San Crispieri, dedicata a Santa Maria di Costantinopoli. L’abbandono, ecco. Quel senso d’addio e però di visione viva. La chiesa è sulla strada. Da una parte hai il piccolo poggio del “capoluogo” Faggiano, dall’altra questa struttura antica. La scorgi, ti affianchi. E fai compagnia all’abbandono. Scenario quasi macabro e dunque fascinoso, la chiesetta attrae chi passa di qui.

Nato nel 1992, il presepe si svolge in un sito naturale, vicino al dosso collinare del paese, area che, scrivono gli organizzatori, pare “abbia plasmato appositamente per questo tipo di rappresentazione: grotte naturali, conformazioni rocciose facilmente sfruttabili come luoghi per lo svolgimento delle varie attività che di solito contornano ed arricchiscono un presepio, camminamenti che disegnano un percorso adattissimo a far entrare i visitatori nel vivo della rappresentazione e qualche ritocco, per rendere più accogliente il luogo, concorrono a determinare uno scenario che ben si presta alla manifestazione”. Le date: 25, 26 e 29 dicembre; 1, 4 e 6 gennaio.

DOVE IL SALENTO SI SPECCHIA IN UN PRESEPE

 Presepe vivente a Specchia

Specchia, leccese profondo, è il paese degli ipogei: ne sono attualmente visibili quattro, ben conservati. Bellissimi quello del monastero dei Francescani Neri (interessante anche per i pregevoli affreschi e la cripta) e quello, più vicino al centro, molto sinuoso, noto come “Scupola”. Terre bellissime, queste, con paesaggi mozzafiato, attorno ai piccoli rilievi delle Serre salentine, unici rilevabili picchi d’altitudine in queste zone.

Specchia è da tempo città pienamente integrata nella propria crescita e valorizzazione. Qui il regista Edoardo Winspeare ha ambientato scene del suo film “Sangue Vivo”. Resiste all’incuria il segmento di Specchia di una importante strada del passato, la via Sallentina, estensione della via Appia o, secondo altri, della Traiana-Calabra, che collegava i maggiori centri della Messapia. Una strada rilevante anche in età cristiana per i pellegrinaggi verso Leuca e il suo santuario.

Il presepe vivente di Specchia, allestito nel borgo antico, è organizzato dall’associazione culturale “Eugenia Ravasco”, dai giovani dell’Azione Cattolica, assieme al Comune di Specchia e alla parrocchia Presentazione della Beata Vergine Maria. Duecento i figuranti per un presepe che contempla anche scene di pura rappresentazione scenica. Visitabile nei giorni 25, 26 e 30 dicembre e 1 e 6 gennaio, dalle 17,30 alle 21.

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