Una straordinaria monografica sull’artista a Palazzo Ducale, dal 7 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 (TINTORETTO 1519 - 1594) centrata sul periodo più fecondo della sua arte
 
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Tintoretto a Palazzo Ducale

Thu, 20 Sep 2018
Tintoretto a Palazzo Ducale

“Il disegno di Michel Angelo e ‘l colorito di Titiano’. Questo era il ‘motto’ che campeggiava nella bottega di Tintoretto, al secolo Jacopo Robusti, il quale lo aveva formulato fin da giovane per descrivere la propria arte. E certamente non esiste definizione migliore per colui che è poi assurto all’Olimpo dei ‘grandi’ del Secolo d’Oro veneziano, insieme a Tiziano, Veronese, Palma il Giovane e Bassano. Jacopo Robusti però, a differenza della maggior parte di questi ultimi, era nato e vissuto nella Serenissima: veneziano doc, anche per temperamento! Seppe infatti farsi valere durante tutta la sua vita, come ricorda il Vasari, che lo definì il furioso, per il suo tratto energico e inconfondibile ma anche il terribile, per il suo carattere forte e l’uso drammatico della prospettiva e della luce.

Tintoretto - Autoritratto
Autoritratto, 1546 - 1547 ca, olio su tela, 45 x 38 cm. Philadelphia Museum of Art, dono di Marion R. Ascoli e del Marion R. and Max Ascoli Fund, in onore di Lessing Rosenwald.

Nato tra il 1518 e il 1519 (la data non è certa), figlio di un ‘tintore’ di stoffe - da qui il soprannome ‘Tintoretto’ - Jacopo Robusti riuscì a scalzare ben presto tutti i propri rivali, accettando da un lato compensi molto bassi e rispettando dall’altro tempi di consegna praticamente impossibili.

La tradizione vuole che, andato come allievo dal Tiziano, questi ben presto la scacciasse per gelosia e troppa bravura. Malgrado ciò negli anni Tintoretto sviluppò una tecnica pittorica al tempo stesso efficiente ma che sapeva anche stupire il pubblico. Quasi un ‘disegnare in pittura’, in cui si evidenziarono il dinamismo e l’approccio anticonvenzionale, soprattutto per le scene di ambito biblico.

Le influenze del suo tratto e della sua arte ispirarono schiere di artisti, anche se la sua figura fu spesso oggetto di controversia: veniva infatti elogiato per la sua capacità inventiva ma anche fortemente rimproverato per l’incompiutezza dei suoi dipinti.

Il trionfale successo arrivò nel 1548, quando per la Scuola Grande di San Marco, dipinse Il Miracolo dello Schiavo (oggi visibile all’Accademia). Seguirono altri straordinari dipinti: Il Giudizio Universale e L’adorazione del vitello d’oro, realizzati negli anni ’50 per la Chiesa della Madonna dell’Orto. Nel 1564 iniziò quello che sarebbe divenuto il suo monumento più noto, la decorazione della Scuola Grande di San Rocco, che riuscì a portare a termine solo venticinque anni dopo, ma che rappresenta la più grande concentrazione di dipinti rilevanti di un singolo artista a Venezia. Decine furono poi le tele prodotte per le chiese, mentre la sua bottega – dove lavoravano i figli Marietta e Domenico – assumeva sempre più le caratteristiche di un’impresa a conduzione familiare. Ma nella carriera del grande pittore non mancarono ovviamente le opere su commissione della Repubblica. Si articolarono nell’arco di quarant’anni, dal 1553 al 1592, sotto ben otto dogadi, in particolare per la sede simbolo del potere e del governo della Serenissima - Palazzo Ducale - sia prima, sia dopo i due grandi incendi del 1574 e 1577 che distrussero molte sue opere, così come quelle di altri artisti, ma ne videro ben presto delle altre, tra le quali spicca la mastodontica parete del Paradiso, una delle più grandi tele al mondo, realizzata a pezzi tra il 1588 e il 1592, nello alla Scuola Grande della Misericordia, con un grande contributo della bottega e del figlio Domenico.

Tintoretto - Il Paradiso
Il Paradiso

E’ dunque chiaro che un artista di tale portata, uno dei più grandi geni che abbiano mai calcato la scena dell’arte mondiale, meritava una celebrazione in grande stile in occasione del cinquecentenario della sua nascita. E la ‘sua’ città ha risposto in grande con eventi espositivi imperdibili, itinerari in Città e nelle chiese, originali iniziative espositive, editoriali e convegnistiche, in uno spirito corale e di rete propugnato e sostenuto dal Comune di Venezia.

Punto focale è l’imponente progetto espositivo che fin dal 2015 la Fondazione Musei Civici di Venezia ha sviluppato con la National Gallery of Art di Washington e che ha trovato la piena collaborazione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Il risultato, a 80 anni dall’ultima mostra a lui dedicata in città (nel 1937), è una straordinaria monografica sull’artista a Palazzo Ducale, dal 7 settembre 2018 al 6 gennaio 2019 (TINTORETTO 1519 - 1594) centrata sul periodo più fecondo della sua arte – dalla piena affermazione, verso metà degli anni Quaranta del Cinquecento, fino agli ultimi lavori – e in contemporanea una grande mostra alle Gallerie dell’Accademia di Venezia (IL GIOVANE TINTORETTO) dedicata ai capolavori del primo decennio di attività e al contesto fecondo in cui egli avviò il suo percorso artistico.

Dal 10 marzo 2019 sarà poi il museo di Washington a proporre, per la prima volta negli Stati Uniti d’America, la figura e l’arte di Tintoretto nella sua complessità, in un percorso d’eccellenza che prende le mosse dal nucleo espositivo di Palazzo Ducale.

Sono tante le Istituzioni prestigiose che in laguna, in questo anno speciale, celebrano Jacopo Robusti. Tra queste, in particolare, la Scuola Grande di San Rocco, uno dei siti cardine dell’attività del Maestro, custode dei suoi imponenti cicli pittorici e la Curia Patriarcale, con le molte chiese che ancora oggi conservano preziose opere di Tintoretto. Fondamentale è stato poi il supporto di Save Venice Inc., che in questi due anni ha sostenuto l’esame scientifico e il restauro di tanti capolavori dell’artista presenti a Venezia (ben 18 dipinti e la tomba del Maestro, nella chiesa della Madonna dell’Orto), consentendo ora al pubblico di ammirarli nel loro splendore, all’interno delle mostre o nel percorso cittadino appositamente predisposto dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con la Curia Patriarcale.

A Palazzo Ducale trova spazio la stupefacente vitalità creativa del Tintoretto ‘maturo’, mentre alle Gallerie dell’Accademia sono esposti i lavori legati alla precoce affermazione giovanile, in un percorso integrato di straordinari capolavori provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private del mondo.

Realizzata in co-produzione con la National Gallery of Art di Washington, in collaborazione con le Gallerie dell’Accademia, con il sostegno di Save Venice Inc. e il supporto di Louis Vuitton, la mostra ‘Tintoretto 1519 – 1594’ - a cura di Robert Echols e Frederick Ilchman, con la direzione scientifica di Gabriella Belli - vede arrivare dall’America, ma anche dai principali musei europei, straordinari capolavori del maestro, attraverso i quali è possibile rileggere in maniera più approfondita la sua opera, grazie anche ai più recenti studi e ad alcuni fondamentali restauri.

Tintoretto - San Silvetro

Del Prado di Madrid sono Giuseppe e la moglie di Putifarre (1555 circa), Giuditta e Oloferne (1552- 1555) e Il ratto di Elena (1578- 1579), del Kunsthistorisches Museum di Vienna il celebre e fascinoso Susanna e i vecchioni, capolavoro del 1555-1556 e, grazie agli Staatliche Museen di Berlino, il nobile Ritratto di Giovanni Mocenigo (1580 circa). Ma non meno degni di nota sono il Ritratto di un Procuratore di San Marco (1578 – 1585) dalla National Gallery of Art di Washinghton, uno dei ritratti tintorettiani più imponenti e il Ritratto di Vincenzo Morosini dalla National Gallery di Londra, che viene prestato per la prima volta all’estero, oltre ai due celebri e straordinari autoritratti con i quali si apre e si chiude questa straordinaria esposizione, uno all’inizio - dal Philadelphia Museum of Art - e uno alla fine della carriera - celeberrimo - dal Louvre. E non è che l’inizio, il ‘viaggio’ continua tra le opere tintorettiane presenti in Palazzo, in un turbinio di emozioni che ancora oggi ci fanno dire, come John Ruskin nel 1845: ‘Mai sono stato così totalmente schiacciato a terra dinanzi a un intelletto umano, quanto oggi davanti al Tintoretto’.

Tintoretto a Palazzo Ducale

Immagine principale: Tarquinio e Lucrezia, 1578 - 1580 ca
olio su tela, 175 x 152 cm
The Art Institute of Chicago, Art Institute Purchase Fund

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