L'antichissima festa della purificazione delle candele, la sua origine, i suoi proverbi e i borghi dove viverla
 
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2 febbraio, la festa della Candelora

Tue, 30 Jan 2018
2 febbraio, la festa della Candelora

Secondo la tradizione ebraica, ogni primogenito era considerato offerto al Signore ed era necessario che i genitori lo riscattassero offrendo un sacrificio, 40 giorni dopo la nascita, ne tempio. Secondo la stessa tradizione, una donna era considerata impura del sangue mestruale dopo il parto. Se la donna aveva partorito una femmina, questo periodo durava 66 giorni, ma se aveva partorito un maschio il periodo di impurità durava 40 giorni. 

Ai tempi di Gesù, il giorno della Presentazione al Tempio e quello della purificazione della madre caddero quindi, in simultanea, 40 giorni dopo la sua nascita, come “documentato” dal Vangelo secondo Luca, dando così vita a questa celebrazione.

Anticamente questa festa cadeva il 14 febbraio, ovvero 40 giorni dopo l’Epifania, e la sua denominazione (Candelora) deriva dalla festa pagana dei Lupercali, durante la quale si facevano delle grandi fiaccolate rituali. La somiglianza tra la festività pagana e quella cristiana non è solo nell’uso delle candele ma anche all’idea della purificazione, infatti, sia nel caso della purificazione di Maria, sia in quello del riscatto di Gesù, sia nei riti Lupercali, il vero protagonista è la purificazione, o benedizione, di candele e ceri, prima di accenderli e portarli in processione.

Fu papa Gelasio (492-496) che ottenne dal Senato l’abolizione dei riti pagani dei Lupercali, che furono sostituiti in toto dalla Candelora cristiana, mentre fu Giustiniano, nel VI secolo, ad anticipare il rito dal 14 al 2 febbraio, 40 giorni dopo il Natale.

Con il passare dei secoli la celebrazione della Candelora ha preso liturgicamente un aspetto mariano facendo prevalere la figura della purificazione di Maria sul riscatto del primogenito, mentre, secondo la riforma liturgica, la festa viene incentrata sulla figura di Cristo come primogenito del Padre.

Dopo la Candelora, i fedeli conservavano le candele in segno propiziatorio o di devozione cristiana. Infatti, la celebrazione della Candelora si conclude il giorno seguente, il 3 febbraio, giorno della celebrazione della memoria di San Biagio, durante la quale, in alcuni luoghi, si compie la benedizione della gola con le candele benedette il giorno precedente. Questo fatto sembra essere attribuito ad un miracolo compiuto dal santo secondo il quale avrebbe salvato dal soffocamento un bimbo, che aveva ingerito una lisca di pesce.

La festa della Candelora, e la sua collocazione temporale in un particolare momento dell’inverno, ha dato origine ad una serie di proverbi legati al clima ed alla capacità, al giorno del 2 febbraio, di prevedere la fine dell’inverno. Uno dei più famosi è:

Per la santa Candelora, se nevica o se plora, dell'inverno siamo fora; ma se l'è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno.

Un altro proverbio tra i più popolari è legato al vino:

Se per la Candelora il tempo è bello molto più vino avremo che vinello.

Un proverbio romagnolo sottolinea il fatto che la Canderola sia anche a 40 giorni tra Natale e la metà di marzo, rendendo possibile che dopo la ricorrenza potessero esserci altri 40 giorni di maltempo:

Se piôv par Zariôla, quaranta dè l'inveran in z'arnôva.
(Se piove per la Candelora si rinnovano quaranta giorni d'inverno)

Nel salentino, uno dei proverbi legato a questa festa, anticipa la venuta della Pasqua:

De la Candelora, ogni aceddu fa la cova
(Dalla Candelora ogni uccello fa le cova) 

In proverbi di altre regioni si fa riferimento ad animali selvaggi come protagonisti simbolici per sottolineare il concetto che, in un momento di maggior gelo, si possano risvegliare elementi assopiti, di rinascita della natura e dello spirito. Non a caso il termine “febbraio” derivi dal latino “februus” (purificante). Infatti, un proverbio piemontese recita:

Se l'ors a la Siriola la paia al fa soà, ant l'invern tornom a antrà
(Se l'orso alla Candelora fa saltare la paglia (il giaciglio) si rientra nell'inverno) 

Ad Acquaviva Collecroce (Campobasso), fin dall’alba del 2 febbraio, ha inizio la Fiera di San Biagio, durante la quale, nelle ore pomeridiane, la popolazione si riunisce in chiesa per la Benedizione delle Candele e il tradizionale Bacio del Bambinello. Anche qui troviamo un proverbio legato a questa festa:

Uoj è la Candelora, la vernata è sciut fora, risponn san Bias la vernat ancor n'trasc. Se fa lu solariell quaranta juor d maltiemb, se fa lu solaron quaranta juorn d stagion 
(Oggi è la Candelora, l'inverno è uscito fuori, risponde San Biagio, l'inverno ancora non entra. Se c'è poco sole quaranta giorni di maltempo, se c'è tanto sole quaranta giorni di stagione e quindi di giornate abbastanza calde)

A Montevergine (frazione di Mercogliano, Avellino) ogni anno migliaia di fedeli partecipano alla salita verso il Santuario, chiamata appunto Candelora, dando vita a un rituale radicato nel territorio. In questo borgo la celebrazione è legata a due curiosi fatti. Il primo è legato ai coribanti, sacerdoti della dea Cibele (la Madre Nera), che salivano il “Monte di Virgilio” per offrire in dono il loro sesso arrivando a evirarsi per poi rinascere con una nuova identità. Il secondo fatto, del 1256, vede la Madonna scendere dal cielo per aiutare due omosessuali, incatenati sulla cima del monte e condannati a morire di freddo, scaldandoli con la sua luce.

A Castroreale (Messina), la Candelora viene festeggiata col canto delle lodi della Vergine, la benedizione delle candele, la processione del settecentesco simulacro alla Chiesa Madre, la celebrazione della Messa solenne, la restituzione processionale del simulacro alla Chiesa della Candelora e una importante fiera che da tempi antichi attrae mercanti e compratori da tutte le zone limitrofe.

A Rapolla (Potenza), oltre che con la benedizione delle candele, la Candelora viene festeggiata con un evento chiamato “La Diana”, ovvero una sorta di sveglia notturna con rullo di tamburi e grancassa per dare il via ad una processione lungo le vie del paese a ricordare la devastazione subita da Galvano Lancia, un signore al servizio del Manfredi nel 1254. Questa processione è vissuta come un evento gioioso che precede la festa del patrono, San Biagio.

Tra gli altri borghi che festeggiano sentitamente la Candelora e San Biagio, possiamo citare, Specchia e Martano (Lecce), Caramanico Terme (Pescara), Cefalù (Palermo), Fontecchio (L’Aquila) e Salemi (Trapani).

Voi come passerete la festa della Candelora?

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