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Wine Experience Oschiri 2022


Giovedì 21 luglio 2022

Nella splendida Gallura, si è tenuta la IV edizione di Oschiri Wine Experience 2022

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Wine Experience Oschiri 2022

Nella splendida Gallura, ai piedi del Monte Limbara e del Lago di Coghinas, si è tenuta la nuova edizione di Oschiri Wine Experience 2022 giunta quest’anno alla quarta edizione.

Esperti del settore, produttori vino e semplici Wine lovers si sono ritrovati per raccontare il mondo del vino a tutto tondo, valorizzando le eccellenze dei vari territori sardi ed analizzando gli attuali mutamenti climatici e le nuove tendenze di mercato.

Una due giorni di tecniche enologiche, arte e cultura ospitata nel grazioso borgo di Oschiri, famoso sia per le rinomate “panadas”, piccole torte salate ripiene di carne di maiale ed aromi, che per la splendida chiesa romanica Nostra Signora di Otti situata in località campestre.

Ad aprire la convention è stato l’agronomo Giovanni Bigot che ha illustrato i necessari comportamenti che il vignaiolo deve attuare per poter diventare un “ampelonauta” ovvero un uomo al centro del vigneto capace di osservare l’andamento della crescita delle viti, cercando di portare i necessari cambiamenti in maniera mirata e non generalizzata puntando sempre alla riduzione degli sprechi idrici e fitosanitari.

L’enologo Mourad Ouada ha invece portato numerosi esempi di come stanno mutando i gusti del mercato, ovvero l’aumento di consumi per le bollicine magari rosé e per i vini di facile beva. Ha inoltre mostrato come si stanno modificando le uve ed i relativi vini nella regione di Bordeaux, dove da anni lavora presso numerose Maison, evidenziando come negli ultimi 15 anni il titolo alcolometrico dei vini bianchi e rossi sia aumentato di quasi 3 gradi.

Di grande interesse è stato l’intervento di Andrea Pala, vincitore del premio Miglior Giovane Enologo 2021, che ha raccontato la sua esperienza di valorizzatore del vitigno autoctono Arvisionadu. Uva di nicchia e di difficile coltivazione e vinificazione a causa delle basse rese (circa 40 l/q) e della poca polpa. Il risultato sono vini dai pochi aromi primari ma con interessanti richiami sulfurei, dati dalla vicinanza di acque termali, e dalla possibilità di lunghi invecchiamenti grazie alla presenza di tannino dovuto ai numerosi vinaccioli.

In conclusione, sono stati presentati i dati del 2020 relativi alla produzione vitivinicola sarda dove da padrone lo fa il Cannonau con 7385 ettari seguito a ruota dal Vermentino con 4850 e dal Monica con 2303. Per quanto riguarda la produzione di vino, per comune primeggia Alghero mentre tra le provincie è Sassari a svettare.

È stata proposta infine la valorizzazione di alcuni vitigni minori quali il Bovale, Pascale, Nieddera e Cagnulari mediante il loro ingresso nelle IGT in particolare nell’IGT Isola dei Nuraghi e la modifica di alcuni disciplinari per modernizzarli introducendo nuove categorie quali i vini spumanti e/o vini spumanti di qualità, ad esempio, nel Monica di Sardegna (rosato), Nuragus di Cagliari, Nasco di Cagliari, ecc.

Ha chiuso la giornata, presso la corte del teatro, il Wine Party con la degustazione di oltre 200 etichette di vini sardi e degli ottimi cocktails di Emilio Rocchino di Spirits Boutique di Olbia.

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