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Il festino di San Vito (seconda metà di Agosto)

da sabato 15 agosto 2020 a lunedì 31 agosto 2020 a Mazara del Vallo, Trapani


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Il festino di San Vito (seconda metà di Agosto)
La statua argentea del santo portata in processione durante 'u fistinu, con i marinai in costume tradizionale. Tradizione fortemente sentita dai mazaresi è 'u fistinu di Santu Vitu, (il festino di San Vito), una celebrazione in onore del patrono della città. Tali festeggiamenti hanno origine nel XVII secolo, quando, il 23 agosto 1614, i giurati Deliberano di aggiungere al Santissimo Salvatore, già patrono della città, il concittadino San Vito come compatrono. Tale deliberazione venne poi approvata l'8 settembre dello stesso anno dall'allora vescovo, monsignor Marco La Cava. Le celebrazioni, inizialmente tenute nei quattro giorni precedenti il 15 giugno, vennero successivamente spostate tra la penultima e l'ultima settimana di agosto. Tradizionalmente il festino si apre con l'Annunzio, un corteo in abiti seicenteschi che si snoda per le vie della città, ed effettua delle soste per permettere all'araldo di proclamare l'annuncio. Nei giorni successivi all'annunzio avviene la processione storico-ideale a quadri viventi, che illustra le vicende di San Vito e dei suoi educatori Modesto e Crescenzia. Apre la processione la figura dell'antico stemma della città: una donna, con in mano una coppa, nell'atto di nutrire un serpente (nutrit alios et spernit suos). Seguono tre carri allegorici che rappresentano le virtù, che, secondo la tradizione, vengono attribuite al santo: Fede, Speranza e Fortezza. A questi seguono i quadri viventi, che rievocano la vita del santo: Il primo rappresenta la famiglia di Vito, con il padre Ila e Vito stesso, circondati da servi e ancelle; Il secondo rappresenta la corte imperiale romana, con Diocleziano e la figlia Valeria guarita dal santo, che sfilano tra i senatori e il governatore romano Valeriano; Il terzo rappresenta la comunità cristiana di Roma, con il papa Marcellino circondato da sette diaconi. Il quarto rappresenta Vito all'età del martirio tra Modesto e Crescenzia, e dietro di loro ancelle recanti le palme, segno del martirio, gli angeli e il carnefice. Chiude la processione il carro con la statua argentea del Santo, trainato da pescatori mazaresi in costume tradizionale. I festeggiamenti si concludono con l'imbarco della statua su un peschereccio, la Benedizione del Mare e il lancio di una corona d'alloro in acqua, in memoria dei marinai mazaresi morti in mare.
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