Le colline della Daunia Meridionale, i panorami, la dominazione degli Svevi, i vicoli e le piazze, le orecchiette, le “ciammaruche”, la chiesa Madre, i successi di Pierfrancesco Favino, il cinema e la televisione e poi il Festival di Sanremo.

 
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Candela, il delizioso borgo del foggiano, dove affondano le radici dell’attore Pierfrancesco Favino.
Tue, 19 Jun 2018

Candela, il delizioso borgo del foggiano, dove affondano le radici dell’attore Pierfrancesco Favino.

Le sue radici affondano nella Daunia Meridionale, nel nord ovest della Puglia, in uno dei borghi medievali più belli del meridione italiano.

Qui è tutto molto diverso dalla Roma dove l’attore e doppiatore Pierfrancesco Favino è nato nell’agosto del 1969. Di Candela sono originari i suoi genitori.

Borgo collinare d’origini medievali, Candela sorge sulle colline di San Rocco e San Tommaso, a cinquecento metri d’altitudine, ed è racchiusa tra il torrente Carapelle ed il fiume Ofanto, in una deliziosa area collinare che regala un susseguirsi di panorami sulle colline circostanti, che fanno da cornice al paese che ha saputo conservare la sua originaria impronta rurale.

Candela
Foto da Meteoweb.it

Fondata in epoca normanna tra il X e l’XI secolo, Candela fu dominata dagli Svevi tra la fine del XII e la metà del XIII secolo, conoscendo il periodo di massimo splendore con il regno di Federico II. Alla dominazione sveva successero poi quelle degli Angioini, degli Aragonesi, poi degli Spagnoli, degli Austriaci e dei Borboni. Una terra, quella del piccolo centro del foggiano, profondamente segnata dal fenomeno migratorio che, attraverso i tratturi, portava in zona pastori e mandrie dai monti del vicino Abruzzo.

Ideale una visita al borgo della Daunia alla fine di maggio, quando si celebra la sagra dell’asparago, e nel mese d’agosto, quando tra i vicoli del centro storico si svolge la manifestazione “Gusta Candela”, quando si festeggia la sagra delle “ciammaruche”, le lumache, e delle orecchiette, e il 16, sempre d’agosto, per la patronale di San Rocco.

Candela è un presepe di pietra da esplorare, dove godersi vicoli ed edifici di pregio. Nel cuore dell’abitato, in piazza Plebiscito, è da vedere la chiesa Madre dedicata alla Madonna della Purificazione, dall’elegante facciata rinascimentale e dall’interno che custodisce l’affresco del pittore foggiano Antonio La Piccirella, raffigurante la “Presentazione di Gesù al Tempio”, un bel coro ligneo, la quattrocentesca statua della Candelora, un fonte battesimale in pietra del Cinquecento ed un apprezzabile altare del Settecento.

Centro di Candela
Foto da Ilgiornale.it

E’ invece situata in piazza Matteotti la chiesa del Purgatorio, risalente all’inizio del Seicento, dalla facciata in pietra a vista, dall’interno a tre navate dal presbiterio ornato da un altare caratterizzato da marmi policromi e dall’abside che propone un bel coro ligneo.

Da vedere anche la chiesa del Carmine, risalente al XVIII secolo, che custodisce un mosaico ritraente la Madonna del Carmine, la chiesa della Concezione, nata per gli ammalati dell’ospedale civile, dove nel 1780 venne istituita la Congrega della Concezione, quella di San Tommaso, la più antica del borgo, il bel Palazzo Doria e Palazzo Ripandelli, sede di esposizioni e mostre.

All’ombra del castello normanno-svevo, che domina l’abitato, c’è tanto da vedere ma anche da assaporare; imperdibile un assaggio di orecchiette, la pasta tipica pugliese dalla forma simile a delle piccole orecchie, condite nei modi più svariati.

Pierfrancesco FavinoProprio qui, ad una quarantina di chilometri da Foggia, ha le sue origini Pierfrancesco Favino, tra i protagonisti del recentissimo film “A casa tutti bene” di Gabriele Muccino, ma anche di “Posti in piedi in paradiso” di Carlo Verdone, “Romanzo criminale” di Michele Placido, “Saturno Contro” di Ferzan Ozpetek, “Le chiavi di casa” di Gianni Amelio, “Angeli e demoni” di Ron Howard, “L’ultimo bacio” sempre di Muccino, al fianco di Stefano Accorsi, solo per citarne alcuni.

Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, Favino inizia a teatro ed in televisione apparendo in ruoli secondari. E’ la parte di Gino Bartali che lo consacra sul piccolo schermo nella mini serie dedicata al grande ciclista. Poi tanti film e svariate partecipazioni alle produzioni hollywoodiane, tra cui “Le cronache di Narnia – Il principe Caspian” prodotto dalla Walt Disney.

Attore di successo del piccolo e del grande schermo ma anche doppiatore di Daniel Day Lewis e Vincent Cassel, e premiato con, tra gli altri, il David di Donatello 2006 come miglior attore non protagonista per “Romanzo Criminale”, David di Donatello 2012 come migliore attore non protagonista per “Romanzo di una strage”, Ciak d’oro 2005 come miglior attore per “Le chiavi di casa” e premio Flaiano 2009 come miglior interprete per la fiction “Pane e libertà”.

Pierfrancesco Favino a Sanremo 2018
Foto da Wired.it

Nel 2018 l’importante esperienza alla sessantottesima edizione del Festival di Sanremo in qualità di conduttore, straordinaria vetrina che da a Pierfrancesco Favino ulteriore popolarità.  

Foto principale: sfondo, di Alessio Palazzolo. Primo piano Biografieonline

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