Il bacino artificiale del Brugneto è il più grande lago della Liguria, e, oltre a provvedere al fabbisogno idrico della città nasconde in sé misteriose storie di borghi e leggende

 
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I borghi e le leggende nascosti sotto al lago del Brugneto
Sun, 18 Jun 2017

I borghi e le leggende nascosti sotto al lago del Brugneto

Il Lago del Brugneto, che deve il suo nome all'omonimo torrente, si trova nel Parco naturale regionale dell'Antola nell'Alta val Tebbia e si estende nei tre comuni dell'Appennino Ligure di Torriglia, Propata e Rondanina. 

Si tratta di un bacino artificiale costruito nel 1959 per soddisfare il crescente fabbisogno idrico della città e ancora oggi rappresenta la principale riserva idrica della città di Genova e in parte di Piacenza. Per la sua realizzazione fu necessario demolire con delle mine le case di due borghi, quello di Frinti con 15 case e quel di Mulini di Brugneto con due case, suscitando grande malcontento da parte dei suoi abitanti. 

Negli anni il Lago di Brugneto è diventato famoso per una curiosa leggenda raccontata dai pescatori che vivono intorno alle sponde del lago e dagli abitanti della Val Trebbia.

Si narra che durante i periodi di siccità si veda riaffiorare dallo specchio dell'acqua la punta del campanile di Frinti e che si possa addititura sentire il rintocco della sua campana.
Nell'ottobre del 2004 è stata perfino organizzata una spedizione subacquea per verificare il fenomeno, ma i sommozzatori, dopo 3 ore di perlustrazione, non hanno trovato nessuna traccia di questa chiesa e hanno dunque sfatato la famosa "Leggenda del Brugneto". Successivamente è stato appurato che nel borgo di Frinti non c'è mai stata una vera chiesa e che le foto diffuse nei quotidinai della provincia fossero solo dei fotomontaggi per attirare i turisti. Ciononostante i più ferventi sostenitori della leggenda affermano che i sommozzatori abbiano sbagliato luogo.

Sebbene la leggenda sia nota ai più, in pochi sanno quello che realmente succede nel bacino del Brungneto durante alcuni particolari periodi dell'anno. Essendo un invaso artificiale, e dunque regolato dall’apertura e la chiusura delle dighe, a causa di scarse precipitazioni o di un aumento nel consumo dell'acqua, può capitare che il suo livello si abbassi, rivelando i resti del passato. 

È proprio in questa circostanza infatti che si possono vedere i ruderi dei due borghi di Frinti e Mulino del Brugneto che riemergono dall'acqua. Il fenomento è stato immortalato in un suggestivo reportage fotografico ed è ben documentato dal pieghevole edito dal Parco Naturale Regionale Monte Antola. Si tratta però di un'occasione più unica che rara, poiché al momento il bacino è in piena e non si sa quando il livello dell'invaso scenderà nuovamente. Lo stesso presidente del Parco dell'Antola ha detto: «Capita di rado di poter osservare a occhio nudo la presenza dei ruderi dei paesi. In alcuni casi si è anche riusciti a vedere l’antico ponte romano, che pure ha subito la stessa sorte ed è stato sepolto dall’acqua».

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