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Le tradizioni di Carnevale più curiose dei borghi italiani


Giovedì 04 febbraio 2021

Il Carnevale è una delle feste più attese dell'anno, che grazie alle tradizioni e alle usanze animano diversi borghi italiani

Le tradizioni di Carnevale più curiose dei borghi italiani

L'Italia è ricca di tradizioni e usanze che vengono tramandate nei suoi borghi spettacolari. Da Nord a Sud è in concomitanza delle feste che la vivacità culturale e folkloristica dei paesi e nei borghi prende vita. Carnevale è senza dubbio uno dei momenti più attesi in alcuni borghi d'Italia: vediamo di seguito quali sono i più particolari, concentrandoci su maschere tipiche e specialità alimentari, in un ideale viaggio lungo la Penisola.

Le straordinarie tradizioni di Carnevale in Carnia: Sappada e Sauris
Nel bel borgo montano di Sappada, situato nel nord delle Dolomiti, il rispetto di tradizioni secolari è un elemento aggregante per la popolazione. Sappada, che si compone di quindici borgate, trova nelle celebrazioni per il Carnevale un momento in cui riaffermare le proprie usanze storiche, che vengono mantenute vive anno dopo anno. Chi ha la fortuna di visitare questa località nel mese di febbraio potrà assistere alla nota Sfilata del Rollate, la maschera simbolo del paese realizzata dagli artigiani del legno, e inoltre si potranno assaggiare i dolci tipici della zona.

Sfilata del Rollate, Sappada
Foto di sappada.blog

Un altro borgo del Friuli-Venezia Giulia che si distingue per le sue tradizioni di Carnevale è Sauris. Questo piccolo paesino della Carnia è il luogo in cui si celebra un Carnevale molto particolare, dalla durata di un solo giorno. I protagonisti assoluti sono i Rölar, ovvero dei personaggi diabolici che agitano in continuazione i loro campanelli, con l'obiettivo di portare in vita il Kheirar, ovvero il re delle maschere. A quest'ultimo spetta il compito di passare casa per casa e coinvolgere le coppie, anch'esse mascherate e perciò non riconoscibili, in un corteo danzante. Anche in questo caso le maschere sono realizzate in legno, un elemento che valorizza la dimensione artigianale del borgo. La grande giornata di festa giunge all'apice nella notte delle lanterne, una passeggiata per i boschi che si conclude con grande falò.

Carnevale di Sauris
Foto di sauris-zahre.org

Acquapendente: il Carnevale più strano e goloso del Lazio

Situato sull'antica Via Francigena, il borgo di Acquapendente è meta turistica tutto l'anno e un'importante tappa dei percorsi spirituali. Tuttavia, all'avvicinarsi del Carnevale questo bellissimo paesino in provincia di Viterbo si anima grazie alla maschera tradizionale, il Saltaripe. Si tratta di una versione locale di Arlecchino, ama gli scherzi e mangiare le tipiche fregnacce e a causa di un amore smisurato per il vino, diventa particolarmente dispettoso. La festa coincide infatti con la Sagra della Fregnaccia, una frittella che viene preparata secondo la tradizione con acqua, farina e grasso di maiale e può essere guarnita sia con ingredienti dolci che salati.

Maschera Riparbella
Foto di prolocoacquapendente.it

Aliano e Satriano in Lucania: le usanze di Carnevale in Basilicata
Seguendo il nostro viaggio ideale alla scoperta delle usanze tipiche del Carnevale per i borghi italiani, non può mancare una tappa nel suggestivo paese di Aliano, noto per aver ospitato l'esilio di Carlo Levi. In questa località della Basilicata ogni Martedì Grasso è possibile imbattersi in strane figure che si aggirano per i vicoli del paese. Si tratta delle "maschere cornute", che vengono costruite con sapienza, nel rispetto della tradizione, da una cerchia ristretta di artigiani. Queste maschere si distinguono per un aspetto particolarmente spaventoso e per i capelli di colori bizzarri. Nascono infatti con l'intento di evocare delle creature a metà tra demoni e giullari e durante le sfilate diventano le protagoniste di un teatro di strada molto particolare, chiamato Fras.

Maschere cornute di Aliano
Foto di foodfilebasilicata.blogspot.com

A Satriano di Lucania, situato nel parco nazionale dell'Appennino Lucano, a Carnevale gli abitanti si travestono da alberi, ricoprendosi di edera. La domenica che precede il Martedì Grasso, la popolazione locale così vestita esce dal bosco e bussa alle porte delle varie case, con l'obiettivo di annunciare la primavera ventura. La maschera, che prende il nome di Rumita, termine dialettale ovvero "eremita", è diventata negli ultimi anni un anello di congiunzione tra una tradizione antica e una sensibilità tutta moderna. Questo carnevale è un evento di riferimento per quanti hanno a cuore la sostenibilità ambientale: non è un caso che in concomitanza dell'evento vengano piantati tanti nuovi alberi.

Carnevale di Satriano di Lucania
Foto di carnevaledisatriano.it

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