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Polizzi Generosa


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Polizzi Generosa, porta delle Madonie, sorge su un monte calcareo, a 917 metri sul livello del mare, nel Parco delle Madonie. Grazie alla sua strategica posizione, regala un suggestivo e differente panorama. Peculiarità del territorio polizzano è la suggestiva "maretta" fenomeno atmosferico, che salendo dal mare, avvolge in una soffice nube il paese che sembra rimanere sospeso nel cielo.
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Polizzi Generosa  |
Polizzi Generosa
Polizzi Generosa  | Davide D'Amico/shutterstock
Polizzi Generosa
Davide D'Amico/shutterstock
Polizzi Generosa  | Davide D'Amico/shutterstock
Polizzi Generosa
Davide D'Amico/shutterstock
Polizzi Generosa, la Chiesa Madre  |
Polizzi Generosa, la Chiesa Madre
u cunigghiu - ricetta natalizia  | Gandolfo Cannatella/shutterstock
u cunigghiu - ricetta natalizia
Gandolfo Cannatella/shutterstock
Festa delle nocciole  | Gandolfo Cannatella/shutterstock
Festa delle nocciole
Gandolfo Cannatella/shutterstock
Polizzi Generosa, Sfoglio Polizzano  | Gandolfo Cannatella/shutterstock
Polizzi Generosa, Sfoglio Polizzano
Gandolfo Cannatella/shutterstock
Polizzi Generosa  | Nicola Pulham/shutterstock
Polizzi Generosa
Nicola Pulham/shutterstock
Uno sguardo a Polizzi Generosa
Uno sguardo a Polizzi Generosa
Video di Claudio Ceino

Eventi

domenica
20
settembre, 2020

Festa patronale di San Gandolfo

Sul borgo

Il sito su cui sorge la cittadina di Polizzi Generosa è stato frequentato sin dal VI secolo a.C. come documentano i rinvenimenti archeologici tra cui una moneta anepigrafa imerese. Rinvenimenti punici in area urbana sono stati studiati da Sardo-Spagnuolo (1942). Una necropoli di età classica ed ellenistica è stata scoperta da Contino (1986), che segnala dei rinvenimenti archeologici avvenuti nel 1978 e 1980. Successivamente la necropoli ellenistica è venuta alla luce durante i lavori di costruzione del nuovo istituto tecnico per geometri ed i reperti rinvenuti sono oggi esposti nel locale museo. Nel IV secolo a.C., l'abitato, grazie alla sua posizione strategica, lungo il confine tra i domini punici e quelli siracusani, dovette avere un presidio stabile ed una fortezza presidiata da milizie mercenarie originarie della Campania, come attesta il rinvenimento di un ripostiglio monetale negli anni cinquanta del XX secolo. Resti romani sono pure documentati da Contino (1986).

Il toponimo Polizzi, di origine greca (almeno bizantina), deriva da un toponimo composto terminante in Polis (città), e ciò e confermato sia dalla grafia Bulis del geografo Al Idrisi, sia dalla documentazione di epoca normanna che presenta le grafie Polis, Polic etc., latinizzati in Politium e Policium. Allo stesso modo in cui il toponimo bizantino Milas (anticamente Milai) è divenuto Milazzo, così Polis è esitato in Polizzi. È invece totalmente priva di qualsiasi fondamento la tesi che vorrebbe il toponimo originato da due omonime famiglie nobili (citate l'una come Palizzi, Palici o Palizzolo, l'altra semplicemente come Polizzi), entrambe molto potenti nella Sicilia del XIV secolo, poiché avvenne esattamente il contrario. Il toponimo Polizzi è, infatti, precedente ai cognomi di queste due famiglie nobili. I Palizzi di origine normanna, i cui appartenenti ricoprirono diverse cariche fra cui capitani giustizieri, membri delle compagnie dei Bianchi di Monte San Giuliano e di Catania, della Pace di Palermo, dell'ordine Gerosolimitano, durante i regni di Pietro II d'Aragona (1337 - 1242) e di Ludovico suo figlio (1342 - 1355), guidarono con i Chiaramonte la fazione Latina che si opponeva a quella dei Catalani. Secondo Amari (1880) il sito di Polizzi si identificherebbe con la Città del Re (Basileopolis) dei documenti bizantini ed arabi, edificata nell'880. Nel periodo normanno-svevo la cittadina ha il suo periodo di floridezza entrando nell'orbita regia e divenendo poi città demaniale. In tale periodo si sviluppò un casale (borgo suburbano) che prese nome dalla chiesetta di S. Pietro fuori le mura, della quale rimangono alcune vestigia. La decadenza della cittadina inizia con la pestilenza del 1575-76 che decima la popolazione. Alla fine del XIX secolo si ebbe una ripresa della cittadina come testimonia la presenza di diverse attività commerciali.

Il territorio comunale fa parte del Parco delle Madonie e ciò lo rende un vero e proprio paradiso per la varietà di flora e fauna che lo popolano. Grazie alle diverse condizioni climatiche, il parco offre spettacolari paesaggi in tutti i periodi dell'anno. Per meglio godere di queste meraviglie naturali sono stati creati diversi sentieri naturalistici percorribili a piedi, a cavallo o in bicicletta.

Grazie al suo clima e al tipo di terreno il territorio di Polizzi si è prestato alla coltivazione del tipico "fagiolo badda", presidio Slow Food, chiamato così per la sua forma tondeggiante, altra caratteristica di questo fagiolo è il suo colore. Lo si trova in due varianti: avorio con macchie rosate o avorio con macchie violacee tendenti al nero.


La ricchezza del territorio polizzario trova riscontro nella varietà dei prodotti tipici che qui si possono trovare come i funghi, gli asparagi selvatici, i fagiolini, le nocciole e i formaggi, che danno vita ad una forte tradizione gastronomica sana e genuina. Ogni piatto è espressione della vita poliziana facendo rivivere con forza, oggi come ieri, una festa, una ricorrenza o un avvenimento.

Alcune ricette sono legate alla vita semplice dei contadini e dei pastori, che utilizzavano i prodotti della terra come legumi, cereali, verdura e frutta, altre a quelle dei nobili e dei borghesi, che potevano permettersi carne, uova, formaggi e nocciole. Tipico è anche il pane, cotto nei forni a legna, che conserva ancora il suo sapore unico e la fragranza di una volta.

Pietanza tipica di questa zona è la "frittedda" (frittella) preparata con fave fresche, piselli, carciofi, pancetta, finocchi selvatici, aglio e cipolla scalogna. Questo piatto viene servito a solo o come condimento per la pasta. Ricetta legata alle scampagnate, che anticamente le famiglie facevano per raccogliere le nocciole, è quella dei "pipi arrustuti cunzati" (peperoni arrostiti).
I peperoni vengono posti su di una graticola sulla brace viva fino a farli arrostire. Una volta puliti, vengono serviti conditi con sale, olio, pepe e aglio.

Tra le specialità natalizie va sicuramente ricordata una caponata detta "u cunigghiu" (il coniglio), che nonostante l'abbondanza di ingredienti tra cui le patate, le olive, i capperi, i finocchietti selvatici, il baccalà, i cardi, le zucchine secche e i carciofi, a dispetto del nome non contiene la carne di coniglio.

Una ricetta particolarmente gustosa, dal tipico sapore deciso e aromatico, è il primo piatto a base di pappardelle con sugo di coniglio e fagioli a badda. I fagioli badda di Polizzi sono un presidio SlowFood.

Ottime sono anche le carni arrostite tra le quali bisogna annoverare il Maialino delle Madonie, da accompagnare sorseggiando il vino rosso locale.

Il Fungo di Basilisco (Pleurotus Nebrodensis) detto anche Tartufo delle Madonie o Porcino bianco, pur differenziandosi nettamente sia dall’uno che dall’altro, è un fungo di rara prelibatezza la sua carne è bianca con gradevole odore fungino, il sapore è dolce. Prende il nome di nebrodensis dalle zone di crescita (Anticamente le Madonie venivano considerate parte dei Nebrodi).

Sempre con i genuini prodotti locali sono preparati i tanti dolci di Polizzi Generosa, che spesso hanno origini arabe, come: i "cucciddati" (buccellati), a base di nocciole, mandorle, cannella e cioccolato fondente ed i "pastizzotti", con un saporitissimo ripieno di mandorle, nocciole e conserva di zucca. Il dolce principe di Polizzi Generosa è lo "Sfuagghiu" (lo Sfoglio) una tipica torta a base di formaggio fresco, cannella, cioccolato e zucchero.

Borgo di Polizzi Generosa
Comune di Polizzi Generosa

Città Metropolitana di Palermo
Regione Sicilia

Abitanti: 3.334
Altitudine centro: 920 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Città della nocciola
Strada del Vino sul percorso della Targa Florio
Unione Porte del Parco delle Madonie

Aree naturali protette:
Parco delle Madonie

Il Comune
Via Garibaldi 13 - Tel. +39 0921 649018

IN AUTO

  • Da Palermo direzione Catania: Uscita allo svincolo di Scillato dell'Autostrada A19, proseguire per circa 18 Km. sulla SS 643
  • Da Catania direzione Palermo: Uscita allo svincolo di Tre Monzelli dell'Autostrada A19, proseguire sulle SS 120 e 643 per complessivi 14 Km.
  • Da Messina direzione Catania: percorrere l' Autostrada A18, sempre direzione Catania, proseguire sulla E45 tangenziale di Catania, uscita svincolo A19 direzione Palermo proseguire sulla A19 uscita svincolo di Tre Monzelli, proseguire sulle SS 120 e 643 per complessivi 14 Km.
  • Da Ragusa: percorrere la Statale “194” fino a Giarratana e proseguire poi per la provinciale 23.

IN AEREO

  • Aeroporto di Catania
  • Aeroporto di Palermo
  • Aeroporto di Trapani

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