All'estremo lembo d'Italia, nel Capo di Leuca, Patù sorge sul dosso di un declivio tufaceo dolcemente inclinato a sud ovest, a 123 metri sul livello del mare.
 
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Patù

Antiche vestigia dell'estremo sud
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Borgo di Patù
Comune di Patù
Provincia di Lecce
Regione Puglia

Abitanti: 1.690
Altitudine centro: 124 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Borghi Autentici d'Italia

All'estremo lembo d'Italia, nel Capo di Leuca, Patù sorge sul dosso di un declivio tufaceo dolcemente inclinato a sud ovest, a 124 metri sul livello del mare. La fondazione del piccolo centro si fa risalire al 924 d.C. ad opera dei profughi della vicina Vereto, antica città messapica, distrutta dai Saraceni. Il suo nome, difatti secondo alcuni studiosi, deriverebbe dal greco "pathos" indicante la sofferenza dei veretini. Patù sarebbe stato dunque l'antico lazzaretto di Vereto. E’ certo che tale città diventò famosa nell’antichità in tutto il bacino del Mediterraneo, nel periodo di massimo splendore era difesa da mura poderose -a blocchi isodomi- lunghe più di 4 Km e dominava su un comprensorio che abbracciava anche Leuca e la vicina S. Gregorio: nella baia di San Gregorio, Vereto costruì un comodo porto, i cui resti possono essere ammirati sul fondo del mare, a pochi metri di profondità, proprio di fronte alla punta rocciosa che protegge l’insenatura dalle mareggiate di scirocco. Altre testimonianze veretine superstiti a San Gregorio sono una scalinata messapica e l’imboccatura di un pozzo che un tempo riforniva di acqua fresca le navi alla fonda. La marina si affaccia sul Mar Ionio ed è caratterizzata per la sua posizione strategica che la vede in un’insenatura naturale, a ridosso di un’alta scogliera che termina a strapiombo sul mare, regalando uno straordinario effetto scenico. Approdo di riferimento di Vereto, suggestiva baia protetta dai venti dei quadranti settentrionali, orientali e meridionali e ben fornita di sorgenti, la Marina di San Gregorio è caratterizzata non solo da scogliere alte, seppur facilmente fruibili, ma racchiude nella sua baia anche una piccola fascia sabbiosa che consente a tutti l’accesso al mare. Motivo di attrazione sono i resti dell’estesa cerchia muraria di Vereto, databile al IV secolo a.C., e brevi tratti di muri d’ epoca romana. La maggior parte dei reperti archeologici ed epigrafici è conservata presso il Museo Provinciale di Lecce e nel museo all'interno del Palazzo Liborio Romano, in piazza Indipendenza a Patù; ma ancora oggi passeggiando nelle campagne della collina di Vereto, è possibile trovarei frammenti di ceramica e terracotta. Da Piazza Indipendenza percorriamo un piccolo tratto di Via Giuseppe Romano sino ad incrociare, sulla sinistra, Via Silvio Pellico, si incontra sulla destra l'ultimo dei quattro torrioni angolari che, uniti da cortine, costituivano le mura del Castello. La fortificazione è della prima metà del '400. Le mura erano circondate da un fossato in parte interrato, in parte convertito in giardino. Il Castello, andato totalmente distrutto, fu spesso rifugio per la popolazione durante le incursioni piratesche. Oggi si conservano il solo torrione meridionale e parte delle mura sud-orientali che si congiungevano al torrione est. E’ opinione comune tra gli studiosi che il centro dell’antica città messapica corrisponda alla zona su cui insiste la chiesetta della Madonna di Vereto, che rappresenta il punto più elevato dell’intera collina. Nel centro storico e nei dintorni di Patù si consiglia la visita del Monumento delle Centopietre e le due chiese principali del borgo: la Chiesa di San Giovanni Battista e la Chiesa di San Michele Arcangelo. Interessante per chi visita San Gregorio nel mese di Agosto è la festa organizzata dalla Pro Loco Patù in onore di San Gregorio Magno, protettore della baia. La prima domenica dopo ferragosto si celebra una messa in onore del santo, a cui segue la processione per le stradine della baia. Suggestivo e unico è l’arrivo per via mare del quadro del Santo, seguito dalla fiaccolata subaquea.

Video di Daniele Massaro

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