Austis è un borgo autentico situato nella Sardegna centrale avvolto dalla natura e dalle foreste.
 
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Austis

La fanciulla e il pastore
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Borgo di Austis
Comune di Austis
Provincia di Nuoro
Regione Sardegna
Abitanti: 810
Altitudine centro: 737 m s.l.m.
il Comune fa parte di:
Borghi Autentici d'Italia
Sistema turistico del Nuorese

Festa patronale
Sant'Antonio di Padova - terza domenica di settembre

Comune di Austis
Corso Vittorio Emanuele, 20 - Austis (NU)
tel: 078467213

Austis è un piccolo centro appartenente geograficamente alla Barbagia di Ollolai, situato sulle pendici occidentali del Gennargentu, in Sardegna. Sorge su un altopiano granitico a 737 metri sul livello del mare.
Collocato al centro di una zona ancora ricca di alberi, nonostante ripetute attività di disboscamento, ha un centro storico ben conservato, con belle case in granito.
L’economia del borgo è principalmente a vocazione agropastorale e vede nell'allevamento degli ovini e dei caprini, le sue attività principali. Il territorio di Austis, particolarmente ricco di boschi di querce, sugheri e lecci, si estende per circa 5000 ettari di superficie.

Ciò che merita sicuramente una visita è la Chiesa della Beata Vergine Assunta, attuale chiesa parrochiale risalente al 156 al cui interno sono presenti diverse sculture dell'artista locale Elio Sanna, fra cui un crocifisso che sovrasta la fonte battesimale. La chiesa ha inoltre potuto riavere un coro ligneo del 1829 recentemente ristrutturato.
Tra gli edifici religiosi vi è anche la Chiesa di Sant'Antonio da Padova, edificata nel 1669, posta sull'altopiano nominato "Sa Sedda de Basiloccu". Ancora oggi la terza domenica di settembre si festeggia il Santo con balli e canti tradizionali.

Tra gli elementi di pregio del borgo e del suo territorio spiccano numerosi siti archeologici tra cui il sito nuragico di Perda Longa e i vari Nuraghi, dei quali il meglio conservato è quello in località “Isteccorì".
Il territorio regala scenari di rara bellezza, si presta a escursioni a cavallo e in Mountain Bike, attraverso centinaia di sentieri. Nel territorio sono presenti diverse rocce particolari scolpite nei secoli da vento e acqua, tra cui la nota “Sa Crabarissa” (legata alla leggenda del borgo), “Sa Conca de Su Cannizzu”, massiccio alto circa 10 metri dalle sembianze di un’aquila (rapace che non di rado si riesce a vedere realmente da queste parti), “Sa Conca de Oppiàne”, “Su Nòu Pertùntu”, “Su Nòu Orruendèche”, suggestiva sequenza di due massicci granitici monolitici sovrapposti uno sull’altro e a loro volta poggianti su un terzo inferiore affiorante dal terreno, e ancora il Dolmen “Perda Longa”.

Un altro luogo che il naturale trascorrere del tempo ha reso “magico” è la foresta vergine di Tannòro, una vasta zona incontaminata e percorribile solo a piedi attraverso aspri e suggestivi sentieri nel bosco più profondo, solcato da un torrente che rende quasi magico questo luogo.
Testimoni dell’epoca dei “carbonai” sono invece diverse piazzole su cui venivano realizzate “Sas Fogàias” sparse per il territorio e ancora ben definite e visitabili, o i resti di alcuni ovili storici anticamente realizzati in pietra e frasche.

Tra i piatti tipici della cucina di Austis ricordiamo in particolare sa fregula istuvada, i ravioli di formaggio fresco e patate e le seadas, ripiene di formaggio fresco. Inoltre, caratteristici della cucina di Austis sono i maccarroneddos, piccoli gnocchetti di pasta di semola fresca, lavorati a mano come vuole la tradizione.
Tra i numerosi tipi di pane ricordiamo "su Pane Cannèddu Modde” e "Canneddu Grùssu" o “Assàu, su Pane cun Ghèrdas e cun Patàta, Su Pane Pintàu" decorato e realizzato per le cerimonie festive, ma soprattutto "Su Pane Fresa", pane sottile e croccante dalla caratteristica forma ovale costituito da due grandi sfoglie messe una sull’altra e piegate in due in senso trasversale, e il suo derivato "Fresa Lente", identico al precedente ma morbido anziché croccante. Tutti pani realizzati a mano.
Tipici della cucina di Austis sono poi i formaggi: pecorini, caprini, misti, freschi e stagionati, molli e induriti, preparati con gli strumenti e le tecniche che derivano dall’antichissima tradizione agropastorale mai abbandonata.

La festa civile e religiosa più importante ad Austis è quella in onore di Sant’Antonio da Padova, a cui da anni è abbinata Cortes Apertas, un appuntamento annuale che nasce nel 2006 e dura due giorni, durante i quali i produttori locali organizzano numerose degustazioni. La ricorrenza è legata alla pastorizia e all’agricoltura: balli e canti tradizionali animano il luogo e riportano in vita usanze antiche ma mai sopite, come il tradizionale “Ballu a Chintorzu”, ballo in piazza tramandato nei secoli e comandato e gestito da persone esterne al ballo stesso, testimonianza di antichi riti pagani.
Il 16 e 17 gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate, Sant’Antoni ‘e su fogu, celebrato in tutta la Sardegna. Un grande tronco da ardere, il falò viene preparato durante i giorni precedenti nella piazza vicino alla chiesa parrocchiale. È in quest’occasione che fanno la prima uscita annuale le antiche maschere carnevalesche Austesi de Sos Colonganos e S’Urtzu. Legata alla festa di Sant’Antonio va ricordata la tradizione di “Sa pane manna”, che nasce come richiesta di grazia al Santo da parte dei contadini. La sera del 16, coloro che hanno fatto “sa pane manna”, dolce tradizionale, la portano in chiesa per la benedizione. Il dolce viene offerto alla comunità e consumato attorno al falò. Dopo i riti pasquali, il 13 Giugno, si svolgono i festeggiamenti religiosi e la processione in onore di Sant’Antonio da Padova, nell’omonimo Santuario Campestre. Il 24 Giugno si svolgono i festeggiamenti religiosi e la processione in onore di San Giovanni Battista, mentre il 15 Agosto vi sono quelli in onore della patrona del paese, la Beata Vergine Assunta. Le maschere di Austis, Sos Colonganos, pur essendo simili a tutte le altre maschere barbaricine, hanno una caratteristica fondamentale che li differenzia dalle altre: sulle spalle, al posto dei tradizionali campanacci, Sos Colonganos portano infatti delle ossa di animali che vengono scosse per produrre un suono cupo, meno forte di quello dei campanacci, ma di certo non meno affascinante.

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