Sante Marie, facente parte dei Borghi Autentici d'Italia, è un tipico paese montano abruzzese ricco di storia.
 
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Sante Marie

Terra di passaggio di eserciti e briganti
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Borgo di Sante Marie
Comune di Sante Marie
Provincia di L'Aquila
Regione Abruzzo
Abitanti: 1.159
Altitudine centro: 850 m s.l.m.
il Comune fa parte di:
Borghi autentici d'Italia
Città del castagno
Città delle grotte
Festa patronale
San Quirico - 16 luglio
Comune di Sante Marie
Piazza Aldo Moro, 1 - Sante Marie (AQ)
tel: 0863679132
Il territorio di Sante Marie, caratterizzato da una notevole presenza idrica sotterranea, comprende la stupenda Riserva Regionale Grotte di Luppa, con il suo inghiottitoio di grande interesse speleologico.
I castagneti, con il loro tangibile fascino, rappresentano una delle punte di diamante della zona e, da sempre, rappresentano un bene prezioso per l’economia e la cultura locale (Sante Marie fa parte dell’Associazione Nazionale Città del Castagno). Altra perla è sicuramente l’acqua oligominerale della Fonte della Rocca che sgorga tra dirupi, boschi e rocce a 1100 metri d’altitudine.
Il territorio comunale è denso di tracce della lunga storia dal quale è stato attraversato; non si farà fatica a coglierle: gli antichi portali, le graziose chiese, le costellazioni di ruderi e palazzi. Una vasta area archeologica si estende sul versante meridionale del Monte Faito, tra Scanzano e Santo Stefano.
La presenza di insediamenti antichi è testimoniata da resti murari e frammenti di ceramica e altri reperti rinvenuti durante ricognizioni sul territorio e scavi di settore.
Gli insediamenti antichi occupavano una fascia di minore pendenza che si estende sotto la ripida e rocciosa scarpata superiore del monte, a quota 960/1030m s.l.m., articolata in una serie di terrazzi naturali posti a quote diverse e di profondità variabile. Il perimetro dell’area occupata dai reperti è di circa un chilometro e mezzo, la larghezza massima in senso ortogonale alle linee di pendenza è di trecento metri. Colle Nerino è il toponimo di uno dei dossi compresi in questo territorio, che ha dato recentemente il nome all’intera area archeologica.
Il borgo montano di Sante Marie, dalla classica conformazione ad oppidum medievale, si trovava sulla linea di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli: è stato, per questo, terra di passaggio di eserciti e briganti.
A Palazzo Colelli si trova il Museo del Brigantaggio, ispirato alla storia del generale catalano Josè Borjes, catturato proprio alle porte del paese l’8 dicembre 1861.
Da Sante Marie si può intraprendere il Cammino dei briganti, che ripercorre i passi dei briganti tra i monti a cavallo del Lazio e dell’Abruzzo. Un meraviglioso percorso di trekking ad anello nel quale la natura incontaminata si sposa con la bellezza dei piccoli borghi dalla genuina accoglienza.
 
La denominazione del grazioso borgo, che originariamente identificava un tempio dedicato alla Vergine posto su di un luogo elevato, deriva dal latino altum (castrum) Sanctae Mariae. Nel Catalogo dei Baroni (XII sec.), la più antica testimonianza dell’esistenza del paese, questo viene chiamato Alto Sante Marie; in seguito viene anche citato nella Bolla Papale di Clemente III (1188), con l’indicazione delle sette chiese presenti sul territorio.

Dalle origini antichissime, condivide la sua storia con quella della vicina Alba Fucens: quest’ultima, infatti, ancor prima di essere occupata dai romani, fu ripetutamente contesa tra gli Equi e i Marsi; una delle sue contrafforti verso Roma era proprio nel territorio di Sante Marie, a testimoniarlo le tracce di mura e muraglioni a secco, simboli dei borghi fortificati di antica fattura (Castelvecchio e Scanzano).
Nel Medioevo faceva parte del feudo di Tagliacozzo, dapprima sotto il controllo dei Conti dei Marsi, poi dei De Pontibus, in seguito degli Orsini e dei Colonna. Nel periodo postunitario fu il luogo dove venne catturato e ucciso il brigante catalano José Borjes. Messo a dura prova dal disastroso terremoto del gennaio 1915, il paese fu tristemente bombardato dagli aerei americani (20 gennaio 1944) durante la Seconda Guerra Mondiale nell’erroneo tentativo di colpire il comando tedesco stanziato nella villa dell’avvocato Mari, a pochi passi dalla ferrovia Roma-Pescara.
Nel centro storico del borgo montano fortificato si trova la chiesa quattrocentesca di Santa Maria delle Grazie, fortemente modificata durante il Barocco, conserva il portale e il campanile originari. Costruita dai resti della chiesa di Santa Maria in Luppa (inizialmente collocata nel piccolo paese di Uppa), presenta graziosi dipinti di santi dell’ungherese Carlo Frjes sulle navate. Da segnalare è, inoltre, l’altare dedicato alla Madonna del Rosario di epoca barocca e scuola romana.
Nella piazza del paese di Santo Stefano si trova la chiesa di Santo Stefano Protomartire, citata nella Bolla papale di Clemente III. Inizialmente legata a un cenobio benedettino, fu ristrutturata per la prima volta nel XVI secolo, in seguito nel 1903; a navata unica, si contraddistingue per il meraviglioso altare classico, impreziosito dalla tela (1800) del pittore di Tagliacozzo Guadagnoli raffigurante la lapidazione di Santo Stefano.

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NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

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