Il borgo alpino di Sauris, in Friuli Venezia Giulia, incorniciato dai suggestivi paesaggi della Carnia, è noto per il Prosciutto IGP, lo speck e la birra artigianale, la Zahre Beer. Sauris, Borgo Autentico d'Italia, famoso per il suo Prosciutto affumicato
 
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Sauris

Una lacrima di Carnia
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Borgo di Sauris
Comune di Sauris

Provincia di Udine
Regione Friuli Venezia Giulia

Abitanti: 405
Altitudine: 1400 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Borghi Autentici d’Italia

Festa Patronale
Sant'Osvaldo - 5 agosto

Comune di Sauris
Via Roma 39 - Sauris di Sotto (UD)
Tel. +39 0433 86245

www.turismofvg.it

Il borgo alpino di Sauris, incorniciato dai suggestivi paesaggi della Carnia, è noto per il Prosciutto IGP, lo speck e la birra artigianale, la Zahre Beer. Zahre, lacrima  nella lingua locale, si trova in Val Lumiei, all’interno della regione storica della Carnia, che vanta alcuni tra i più bei paesaggi montani d’Italia. Nel suo territorio c’è un bellissimo lago, considerato uno dei bacini artificiali più grandi del Friuli Venezia Giulia, creato dallo sbarramento del torrente Lumiei. Il suo territorio si compone di alcune piccole borgate tutte da scoprire, come Sauris di Sotto (sede municipale), Sauris di Sopra, Lateis, La Maina e Velt. Sauris di Sopra è detto localmente Plozn, mentre Sauris di Sotto Dörf, dal prelatino savira, cioè corso d’acqua. Una delle particolarità della comunità di Sauris è quella di parlare una lingua propria, derivata dall’antico tedesco, che si è potuta conservare, a partire dalla sua fondazione, grazie ad un isolamento durato secoli. Il tipico dialetto locale, il saurano, conserva alcuni tratti arcaici, a differenza dei dialetti tirolesi ai quali è collegato, e la popolazione è in linea di massima trilingue, parlando anche l’italiano e il friulano. Le particolari condizioni ambientali e le difficoltà di collegamento con i borghi limitrofi, hanno permesso di mantenere consistenti tradizioni non solo nella lingua, ma anche nella gastronomia e nelle feste religiose e popolari, come il rito del Carnevale, che qui vede come protagonisti il Rölar, ricoperto di fuliggine e dotato di rumorosi campanacci e il Kheirar, armato di una grande scopa.

Il borgo di Sauris è raggiungibile risalendo la stretta valle del Lumiei, una conca verde dominata dalle Dolomiti che si specchia nelle acque multicolori del suo lago. Costellato da malghe e pascoli, la tradizione vuole che il borgo sia stato fondato da coloni giunti dall’Austria, che portarono in questa vallata usi e costumi della loro terra d’origine. Una particolarità del paesaggio di Sauris è rappresentata dalle tipologie architettoniche. A Sauris di Sopra si trova la Chiesa di San Lorenzo, che presenta un campanile con un'alta cuspide ricoperta di scandole, mentre al suo interno è custodito un altare del 1551, opera di Michael Parth. Qui è possibile visitare anche il Centro Etnografico Haus van der Zahre. Il Santuario di Sauris di Sotto conserva un altro altare (1524), opera dello stesso Micheal Parth, che presenta preziosi sportelli in legno intagliato. Vi sono inoltre numerosi ex voto dei pellegrini che per secoli vennero fin quassù per venerare Sant’Osvaldo, del quale viene conservata una reliquia. Nei pressi del santuario si trova anche il Centro Storiografico Sant’Osvaldo. Entrambe le esposizioni fanno parte del sistema museale della Carnia. Il borgo di Sauris è infine legato a quello del suo squisito prosciutto crudo leggermente affumicato, secondo la ricetta della tradizione saurana. Ideale per accompagnare il prosciutto la birra locale. La vastità dei pascoli alpini permette di produrre anche il gustoso formaggio di malga.

La storia 
La leggenda vuole che la comunità di Sauris sia stata fondata tra il XIII e il XIV secolo da due soldati tedeschi che, stanchi della guerra, fuggirono dall’Austria per trovare rifugio in questa valle isolata e impervia. I dati storici però fanno pensare piuttosto ad una immigrazione più numerosa, avvenuta intorno al XIII secolo dalle valli di Lessach e Pusteria. l'immigrazione sia avvenuta in realtà dalla valle di Lessach e dalla Pusteria nel XIII secolo. Sauris è attestata per la prima volta nel 1280, periodo nel quale divenne probabilmente un feudo. L’impianto idroelettrico di Lumiei, infine, che comportò lo sbarramento del torrente e l’allagamento della località La Maina, i cui ruderi restano oggi sott’acqua, fu costruito tra il 1941 e il 1948. Data la scarsità di manodopera dovuta al secondo conflitto mondiale, furono coinvolti nella costruzione anche 300 prigionieri di guerra neozelandesi.

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