Il borgo medievale di Dozza, noto per la maestosa Rocca Sforzesca, è considerato unico nel suo genere poiché sono i numerosi i dipinti che abbelliscono le facciate delle case, conferendo al borgo un aspetto caratteristico.
 
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Dozza

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Borgo di Dozza
Comune di Dozza

Città Metropolitana di Bologna
Regione Emilia-Romagna

Abitanti: 6.588 (2.733 nel borgo)
Altitudine centro: 190 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Città del vino

Comune di Dozza
Via XX Settembre 37, Dozza (BO)
Tel. +39 0542 678116

L'antico borgo di Dozza e la vicina Toscanella compongono questo territorio circondato dai primi dolci pendii dell'appennino.
Il borgo medievale, sormontato dalla maestosa Rocca Sforzesca, deve il suo nome al medievale Ducia o Dutia, ovvero doccia, conduttura che trasporta acqua.
Il termine rimanda anche ad un antico acquedotto, oggi scomparso, capace di accumulare acqua dal Monte del Re in una cisterna, per far fronte alla mancanza cronica della stessa.

Il territorio dozzese, già abitato in epoca celtica e romana, fu colpito dalle invasioni di popolazioni barbariche germaniche e longobarde, che invasero tutte le terre di Romagna.

A metà del VI secolo Dozza venne ricompresa nei possedimenti bizantini d'Italia fino alla metà dell'VIII secolo, quando furono i Carolingi a prenderne possesso.
Essi donarono alla Chiesa imolese il possesso delle terre, che poi divennero sede della prima fortificazione, che nel 1150 si trasformò in libero Comune.
Vicende alterne hanno interessato il dominio della rocca e del borgo, passato più volte di mano in mano fra le potenti famiglie bolognesi e imolesi.

Da ricordare il quinquennio di Caterina Sforza (1494-1499), durante il quale la rocca venne dotata delle imponenti mura difensive che la circondano ancora oggi. Dopo il breve dominio di Cesare Borgia (che in pochi anni annesse ai suoi domini tutta la Romagna), Dozza ritornò sotto il controllo della Chiesa. Con la fine del dominio pontificio, Dozza venne aggregata a Bologna.
Al termine della seconda guerra mondiale, con lo sfondamento della Linea Gotica, il borgo fu teatro di alcuni scontri tra le forze alleate, sotto il cui comando operava il gruppo di combattimento "Folgore", e le truppe tedesche in ritirata.

Dozza è resa unica dai numerosi dipinti che ne abbelliscono le facciate delle case e ne conferiscono un aspetto caratteristico. La Biennale del Muro Dipinto rappresenta la manifestazione di maggior rilievo del borgo.
Ogni settembre, per quattro giorni famosi artisti nazionali e internazionali eseguono opere permanenti sui muri delle case, una galleria d'arte a cielo aperto. Da alcuni anni, anche Toscanella è stata coinvolta nella manifestazione, che si è così strutturata in due poli: a Dozza i murales e a Toscanella i graffiti e l'arte di strada.

Meritano sicuramente una visita la Rocca sforzesca, il suo museo e la cinquecentesca parrocchiale dedicata all'Assunzione della Vergine, che custodisce una lunetta scultorea di epoca longobarda e il dipinto Madonna col Bambino fra i santi Giovanni Battista e Margherita (1492) del forlivese Marco Palmezzano.

A Toscanella, la chiesa di Santa Maria del Carmine (1576), è detta anche Santuario della Madonna del Sabbioso, dal nome del torrente che la costeggia. All'interno del Santuario della Madonna del Calanco, infine, è custodito un bassorilievo raffigurante la Beata, realizzato in scagliola biancastra.

Ogni anno il secondo sabato antecedente il giorno di Pentecoste l'immagine della Beata Vergine viene portata in processione fino a Dozza.

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