Sant'Ambrogio di Torino è famosa in tutto il mondo per la maestosa Sacra di San Michele, e le numerose architetture religiose presenti nel territorio
 
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Sant'Ambrogio di Torino

Il castello ai piedi della Sacra
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Comune di Sant'Ambrogio di Torino
Città Metropolitana di Torino
Regione Piemonte

Abitanti: 4.735
Altitudine centro: 356 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Comuni fioriti
Unione Montana Valle Susa

Comune di Sant'Ambrogio di Torino
Piazza XXV Aprile 4 - Sant'Ambrogio di Torino (TO)
Tel. +39 011 9324411

La nascita e lo sviluppo del borgo di Sant'Ambrogio furono strettamente collegati alle vicende del soprastante monastero di San Michele della Chiusa, fondato negli ultimi decenni del X secolo sulla cima del monte Pirchiriano, e alla strada di Francia, quale base logistica e amministrativa dell’abbazia.

Il nucleo storico del borgo è piazza IV Novembre, dove ancora oggi si conservano i resti della prima chiesa del borgo e del dominante castello, collocati lungo il sentiero che sale alla Sacra di San Michele. Le antiche cellule medievali, inglobate nel tessuto urbano moderno, si leggono lungo la via Antiche Mura con la cortina muraria che cinse il borgo in un quadrilatero irregolare imperniato tra la chiesa di San Giovanni Vincenzo e la torre cilindrica, mentre le due porte di ingresso si aprivano a cavallo della strada di Francia.

La chiesa attuale, edificata tra il 1760 su progetto di Bernardo Vittone, presenta internamente numerosi arredi di pregio come la pale dell’alta maggiore di Milocco, una raffinata Via Crucis del Raptus e la seicentesca Ancona del Rosario di Bernardo Lanino. L’impianto a basilica a tre navate della chiesa era originariamente rivolto verso est, ma a partire dal XII secolo le accresciute esigenze pastorali degli abitanti con trasferimento da Celle a Sant'Ambrogio delle reliquie di san Giovanni Vincenzo, beato eremita del monte Caprasio, indussero ad ampliare la chiesa e la costruzione di un grande campanile.

A monte della chiesa all’inizio del sentiero che conduce alla Sacra di San Michele si erge il castello abbaziale (1266) dall’articolata successione di fasi edilizie e rinforzi con bertesche e caditoie come emerso nel corso delle campagne di scavo condotte nell’ambito del cantiere di restauro e di trasformazione del castello in struttura ricettiva. Sede del castellano di San Michele e luogo di amministrazione della giustizia, fu anche residenza occasionale degli abati clusini.

La cittadina, centro di traffici commerciali in virtù della presenza della Antica Strada di Francia, a partire dall’Ottocento con l’arrivo della ferrovia si sviluppò grazie all’insediamento delle prime fabbriche della Valle di Susa, il Cotonificio Fratelli Bosio (1871). Il complesso comprende, oltre agli stabilimenti di produzione, anche le case per i dipendenti e Villa Neveux, la residenza dei proprietari, oggi sede municipale. L’imponente industria è strutturata a quattro maniche parallele con ampi cortili interni, in mattoni a vista con decorazioni a lambrequin in legno sulle falde di gronda tipici dello stile artistico Eclettico dell’epoca.

La festa patronale di San Giovanni Vincenzo si svolge a novembre secondo antichi riti seguiti dalla confraternita dell’Abbadia che portano in processione le reliquie di San Vincenzo. Tra gli eventi del Gustovalsusa, il Meliga Day con la mostra mercato di artigiani e produttori locali celebra la produzioni artigianali tipica del paese, il fragrante biscotto a base di farina di mais, le paste di meliga. Tra i piatti tipici e le bevande tradizionali vi suggeriamo di provare le siule piene e rave fricasà, (cipolle ripiene e rape fritte) e l'Elisir dell'Abate, un liquore tipico del paese che vi stupirà.

Video di EUGENIO EDITING VIDEO

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