Sospesa tra la terra e il mare, Grado sorge in mezzo alla più settentrionale delle lagune dell’Adriatico, in Friuli Venezia Giulia.

 
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Grado
Terra d'acqua

Comune di Grado
Provincia di Gorizia
Regione Friuli Venezia Giulia

Abitanti: 8.222 (7.358 nel borgo)
Altitudine centro: 2 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Comuni fioriti
Unione Carso Isonzo Adriatico

Riconoscimenti
Bandiera Blu

Aree naturali protette:
Riserva naturale della Foce dell'Isonzo
Riserva naturale della Valle Cavanata

Comune di Grado
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Turismo FVG

Il borgo marinaro di Grado (Gravo in dialetto gradese, Grau in friulano) e la sua splendida laguna vantano oltre 1600 anni di storia, tutt’ora visibile percorrendo le calli dell’antico castrum romano, in cui risiedono la Basilica paleocristiana di Sant’Eufemia e la Basilica di Santa Maria della Grazie. Il suo territorio si estende tra la laguna omonima, la foce dell'Isonzo e il mar Adriatico. Il capoluogo si trova sull'isola maggiore ed è diviso in numerose zone e rioni: Gravo vecia (la città antica racchiusa dal perimetro del castrum romano), Borgo de fora, Isola della Schiusa, Colmata, Centro, Squero, Città Giardino, Valle Goppion - ex Valle Cavarera, Grado Pineta, Primero. 

In epoca romana la città, conosciuta come ad Aquae Gradatae, fu il porto a servizio di Aquileia e Castrum, il primo per le navi che da lì entravano nel Natisone. Grado si sviluppò attorno al 452, quando molti abitanti si rifugiarono sull'isola per sfuggire alle orde degli Unni guidati da Attila. L'emergere di Venezia come centro dominante delle lagune venete segnò però il lento declino dell'isola, che fu aggravato dalla ricostruzione della città di Aquileia (a cavallo fra il IX ed il X secolo) e da un rovinoso saccheggio sofferto negli anni venti dell'XI secolo. Grado divenne quindi un povero paese di pescatori, e tale rimase nei secoli successivi, appartenendo al Dogado, la stretta lingua di terra che si estendeva dal delta del Po a Grado e sin quasi a Monfalcone: un insieme di lagune, barene, canali e corsi d'acqua direttamente amministrati dalla città di Venezia e che assicuravano alla Serenissima il diretto controllo di buona parte del litorale alto-adriatico, ma senza quasi penetrare nella terraferma. Con il Trattato di Campoformio (1797) e la fine della millenaria Repubblica Veneta, Grado entrò a far parte dei domini di casa d'Austria che, eccettuata la breve parentesi napoleonica, ne mantenne il possesso fino al 1918. Nel 1936 Grado fu collegata alla terraferma con un ponte che pose fine al secolare isolamento dell'isola. Una rapida espansione urbanistica, accompagnata da opere di bonifica e di contenimento delle acque, ha quindi notevolmente ampliato le dimensioni dell'abitato, che ora si estende anche sulla vicina Isola della Schiusa.

Scenario incantevole d’indiscutibile bellezza e straordinaria ricchezza naturale, la laguna di Grado si estende su 90 km quadrati e comprende circa 30 isole e due riserve naturali, che ne custodiscono la biodiversità. Oltre all'isola maggiore, sono abitate stabilmente anche l'isola della Schiusa, collegata a Grado con due ponti, e l'isola di Barbana.

Il mare calmo e pulito, l’acqua poco profonda che digrada dolcemente, le numerose spiagge di sabbia fine e le coinvolgenti attività d’animazione per grandi e piccoli, nonché la buona cucina, i comodi locali di ristoro e le numerose strutture ricettive, rendono questa località molto sicura e protetta. Questa attenzione che da sempre Grado riserva ai suoi ospiti fa sì che da 28 anni consecutivi la località venga insignita della Bandiera Blu per la qualità ambientale, una garanzia per la proprietà dell’acqua e dei servizi. È un importante centro turistico e termale, noto anche come l'Isola del Sole e, per la sua particolare storia, la Prima Venezia.

Video di Mayerhofer Adolf

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NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

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