Ostana, in Piemonte, è stata a lungo una specie di pars augustana, ossia una zona destinata al pascolo estivo.
 
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Ostana

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Borgo di Ostana
Comune di Ostana
Provincia di Cuneo
Regione Piemonte

Abitanti: 83
Altitudine centro: 1250 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Borghi Sostenibili del Piemonte

Aree naturali protette:
Parco Fluviale del Po (tratto Cuneese)

Comune di Ostana
Piazza Caduti Per La Libertà 49 - Ostana (CN)
Tel. 0175-94915

Ostana (Ostan-a in piemontese, Oustano in occitano) ha meno di 100 abitanti. Si trova sulla riva sinistra del Po ed è costituito da un gruppo di frazioni attorno a Villa, sede del municipio con splendida vista sul Monviso. L'interpretazione più diffusa vorrebbe Ostana derivata da Augustana, con riferimento al mese di "agosto" nella forma occitana oust. In tal senso si profilerebbe un'origine alto-medioevale del nome, probabilmente legato a pratiche di transumanza che smentirebbero la convinzione di alcuni che Ostana fosse risalente all'epoca romana ed augustea con particolare riferimento al gladium, la corta spada dei legionari romani, presente proprio nello stemma comunale. Un documento del 1386 parla d'una ecclesia sanctii Nicholay de Augustana, dipendente dalla pieve di Barge, così come la comunità era sottoposta ai Signori di quel luogo. Da ciò si potrebbe dedurrre che Ostana è stata a lungo soltanto una specie di pars augustana del territorio bargese, ossia una zona destinata al pascolo estivo. Le sue chiese, in particolare quella di San Nicola collocata in posizione panoramica, compaiono già in citazioni del 1351. Il territorio di Ostana offre begli esempi di architettura alpina. 

La Valle Po è stata abitata fin da tempi molto antichi, sin dal 1000 a.c. Nei secoli prima di Cristo vivevano in tutte le Alpi Occidentali i Liguri Montani detti anche Comati o capelluti per i loro lunghi capelli, a cui si aggiunsero, dopo il V sec. a.c. i Galli o Celti. La valle Po seguì le sorti di queste popolazioni, conquistate dai Romani nel I sec. a.c. Con il crollo dell'Impero Romano d'Occidente nel 476 D.C., l'Italia settentrionale fu occupata successivamente da diversi popoli, tra cui i Longobardi, che fecero edificare, tra l'altro, il monastero di Pagno (750 d.c.). Nei decenni successivi essi furono sconfitti dai Franchi di Carlo Magno. Nel XII secolo Saluzzo si avviò a diventare un marchesato con Manfredo I del Vasto, legando a sé le sorti della valle Po. All'epoca Ostana non è citata in quanto o non esisteva ancora o, più probabilmente, perché di limitata importanza. E' citata invece nel 1322 e poi nel 1330, citata all'interno di una sentenza circa una disputa tra il Marchese di Saluzzo ed il Monastero di Rifreddo per le decime dei novali, ovvero dei campi di recente coltivazione, di Paesana, Crissolo, Oncino ed Ostana. Il borgo di Ostana è chiamato rispettivamente Austana e Ostana, mentre altrove si trova scritto, nello stesso periodo, Aostana, Autana, Ottana, Hostana ed Augustana. Un periodo molto importante nella storia di Ostana fu la Signoria di Atzone Saluzzo, che nel 1377 accordò l'esenzione di qualsiasi taglia e da qualsiasi imposizione personale a suo favore, ad eccezione di un carro di legna da trasportare ogni anno al castello nel giorno di Natale, e la facoltà di riunirsi in consiglio una volta all'anno e di redigere statuti. Questi erano la principale fonte di diritto elaborata e valevole all'interno di una comunità, una specie di codice civile, amministrativo e penale redatto da persone incaricate dalla comunità stessa e sottoposto all'approvazione del signore del luogo.

Gli statuti di Ostana portano la data del 1425 e risultano composti ed elaborati da uomini sia "sapientes" che "ignari" appositamente scelti per questo compito dal Comune di Ostana. Dagli Statuti emerge una comunità governata da regole molto semplici, nella quale spesso sacro e profano venivano confusi, e che viveva prevalentemente di agricoltura e di pastorizia; l'autorità politica che aveva poter sul "locum hostanae" era costituita dal Gastaldus o dal Rector, che, oltre a rappresentare l'amministrazione pubblica sul territorio, aveva il fondamentale compito di amministrare al giustizia e quindi di comminare le pene, costitute sia da punizioni corporali che da "banni" ed "ammende", a seconda della gravità delle violazioni. Queste erano trasgressioni delle vigenti regole di carattere religioso, come ad esempio il divieto di amministrare la giustizia di domenica e nei giorni dedicati a festività sacre, ma soprattutto delle norme che disciplinavano il vivere quotidiano, come quelle poste per la delimitazione dei confini tra i campi per i pedaggi e le servitù, per i diritti di acquedotto e di pascolo; una gran parte delle previsioni sanzionatorie riguardava la violazione delle regole sul cosiddetto bosco "Banditus" o "Bannitus" Hostanae, ovvero di quella porzione di territorio ostanese nella quale era vietato pascolare qualsiasi tipo di animale, accendere fuochi, tagliare la legna, ecc.

Nel 1490 una terribile peste causò la morte di quasi tutti gli abitanti di Ostana e la tradizione vuole che in questa occasione la Chiesa di San Nicolao sia stata adibita a Lazzaretto. Intanto nella valle Po si era diffusa la religione Valdese, che aveva come centri principali i luoghi di Pratoguglielmo, Bioletto, Bietonnetto e Croesio e che, giunta dalla val Pellice, interessò forse anche il territorio ostanese. E' probabilmente di questo periodo l'appellativo di Ruà Cristiano dato alla borgata Bernardi rimasta fedele al cattolicesimo, in contrapposizione ad esempio a S. Antonio detta "ebrea" dalla tradizione popolare. Le persecuzioni contro i Valdesi, già attuate nel periodo precedente, si inasprirono nei primi decenni del 1500 ad opera soprattutto della Marchesa di Saluzzo, Margherita di Foix, e continuarono fino all'eliminazione della presenza Valdese nella valle verso la metà del 1600. Sul finire del 1700, dopo la Rivoluzione francesce, ci furono dei movimenti di truppe dei Savoia e dei loro alleati sui confini del Marchesato, in val Varaita ed in valle Po, per timore di un'invasione dei francesi contro i quali era in corso una guerra (1792-1796).

Sul territorio di Ostana nel 1830 sembra che non vi fossero boschi ma si trovassero sparsi nel territorio olmi, frassini, noci, platani, ontani ed alcuni ciliegi selvatici. La popolazione era di 627 abitanti nel 1810, 800 nel 1826, 909 nel 1835; da tutta l'alta valle Po era consueta l'emigrazione stagionale per la pettinatura della canapa, per la quale da Ostana partivano circa 240 uomini (brustiare). L'economia del paese era basata sull'allevamento dei bovini ed ovini e sulla coltivazione dei piccoli campi assai fertili per la loro esposizione al sole. Con la costruzione della centrale idroelettrica di Calcinere e del canale negli anni 1919-1922, ad Ostana arrivò la corrente elettrica fornita dalla società che gestiva la centrale in cambio dell'utilizzo delle acque del torrente Tossier: in questo modo cessò l'attività dei due mulini ad acqua del bivio e del Moulin dë Frò, mentre solo negli anni '40 si diffuse la luce elettrica nelle frazioni.

Con l'armistizio dell'8 settembre 1943 molti soldati sbandati tornarono alle loro case, mentre sulle montagne si diffondevano le brigate partigiane. Il secondo dopoguerra vide continuare il flusso migratorio della popolazione ostanese soprattutto verso la pianura, flusso che ebbe il suo culmine negli anni '50 e che proseguì anche se in percentuale minore negli anni seguenti portando alla soppressione della scuola elementare avvenuta il 1° ottobre del 1972.

Video di Emanuele Cometto

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