A Rivello si possono ammirare soprattutto edifici sacri, molte delle quali conservano elementi tipici dell’architettura bizantina
 
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Rivello

Longobardi e Greci di nuovo insieme
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Borgo di Rivello
Comune di Rivello

Provincia di Potenza
Regione Basilicata

Abitanti: 2.746
Altitudine centro: 479 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Unione Lucana del Lagonegrese

Aree naturali protette:
Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonregrese

Comune di Rivello
Viale Monastero 48 - Rivello (PZ)
Tel. +39 0973 46004

Le origini del borgo di Rivello risalgono all'Alto Medioevo. Numerosi però sono i reperti archeologici che designano Rivello l'erede della città lucana - esistente già dal periodo preromano - di Sirinos.

Nota è la divisione, a partire dal medioevo, della città in due distinti quartieri, quello superiore, i cui abitanti, detti bardàv'ti, erano legati uno alla chiesa di rito latino (San Nicola di Bari) e quello inferiore, i cui abitanti, bardàsci, erano fautori della parrocchia di rito greco (Santa Maria del Poggio).

Resistono ancora nella toponomastica "Fonte dei Lombardi" e "Piazza dei Greci", riferimenti alle due etnie contrapposte, che diedero vita alla città: longobardi, sicuramente stanziatisi a seguito delle invasioni barbariche, e greci, probabilmente provenienti, a seguito della sua distruzione da parte dei Saraceni, dalla vicina Velia da cui si dice derivi il nome moderno (Rivello ovvero Re-Velia).
Difatti, il motto del comune recita ancor oggi Iterum Velia renovata Revellum (Una volta Velia, rinnovata in Rivello).
Un'altra probabile origine etimologica del nome, va ricercata in una formazione del tipo iterativo "Re + Vallare" cioè fortificare di nuovo, da cui un latino tardo Revallo.

Il monumento di maggior pregio è senz'altro il convento di Sant'Antonio, posto nella parte bassa dell'abitato, distante dal centro. La Chiesa di Santa Maria del Poggio, scenograficamente innalzata come una fortezza, sulla sommità del colle "Poggio".

Tra le attività più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, legate alla cultura contadina e pastorale. Queste attività, ben lungi dallo scomparire stanno invece rifiorendo, e si distinguono per la lavorazione del rame, del ferro, oltreché per l'arte della ceramica e della maiolica.

La storia

Feudo dei Sanseverino, dei Ravaschiero e dei Pinelli, Rivello si riscattò, nel corso del XVIII secolo, divenendo città libera (Università). Il XVIII secolo fu quello più fiorente, tanto che vi fu una forte immigrazione che portò ad un notevole incremento demografico, come testimoniano gli archivi ecclesiastici.
Purtroppo l'arrivo dei Francesi causò un declino, dovuto all'incertezza del momento storico. In seguito al Congresso di Vienna ed alla reastaurazione del regime Borbonico, vi furono segnali di ripresa; ma il destino era ormai segnato: con l'arrivo dei Piemontesi, dopo l'impresa dei Mille e quindi la costituzione del Regno d'Italia, le scelte politiche dei primi governi, il fenomeno del brigantaggio, la miseria e la mancanza di lavoro, costrinsero centinaia di Rivellesi, così come in tutto il centro - sud, ad emigrare per le Americhe, in cerca di miglior fortuna.
Dopo la seconda guerra mondiale, ripartì l'emigrazione, questa volta in direzione del Nord Italia, in particolare verso la Lombardia, ma anche per la Germania, la Svizzera, la Francia e il Belgio. Questo fenomeno fu molto marcato tra la fine degli anni cinquanta e la metà degli anni settanta.

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NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

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