Il borgo di Cuccaro Vetere si trova in Campania.
 
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Cuccaro Vetere

Nella storia a dorso d'asino
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Borgo di Cuccaro Vetere
Comune di Cuccaro Vetere

Provincia di Salerno
Regione Campania

Abitanti: 571
Altitudine centro: 629 m s.l.m.

Sito Unesco:
Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diana, Paestum, Velia e Certosa di Padula

il Comune fa parte di:
Borghi Autentici d'Italia
Città del bio
Città del castagno
Città e siti patrimonio mondiale Unesco
Comunità Montana Bussento, Lambro e Mingardo

Aree naturali protette:
Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Comune di Cuccaro Vetere
Via Convento - Cuccaro Vetere (SA)
Tel. +39 0974 953050

Le origini si perdono nella notte dei tempi mescolandosi alla leggenda. Il suo nome deriva dal greco “Kyclos” e significa “recinto fortificato”, ed è dovuto alla posizione geografica che domina la vasta zona circostante. Tale posizione ne fece prima un rifugio e poi un caposaldo difensivo di Velia. E’ stata una delle quattro terre normanne che costituivano la baronia di Novi, poi feudo autonomo e capoluogo dello stato omonimo che, oltre Cuccaro, con il casale di Laureto fino al 1404, comprendeva Abatemarco, Castinatelli, Eremiti, Butani, Massicelle, Montano S. Mauro la Burca e S. Nazario.

Anche la religione ha giocato un ruolo importante: Cuccaro fu sede del cenobio bizantino di San Nicola di Mira e, dal 1333, di un monastero francescano di cui si possono ancora ammirare gli imponenti ruderi. Il borgo si fregia tuttora del castello, con le sue torri, e di numerose chiese tra cui quella settecentesca di San Pietro Apostolo, in cui è custodita una reliquia della Croce di Cristo.

Nella metà del XV secolo divenne proprietà di Barnaba Sanseverino, Conte di Capaccio, pochi decenni più tardi passò nelle mani di Berengario Carafa. Nel 1558 il feudo divenne proprietà della famiglia Pignatelli di Monteleone e, nel 1641, fu venduto a Cesare Zattera. Infine, dal 1696, passò ai principi Pappacoda a cui rimase fino al 1806, anno in cui fu abolita la feudalità.

Il nucleo storico conserva una particolare struttura urbanistica, una parte addossata alla collina sulla quale si ergeva il castello e l’altra nell’area di un’antica cappella. All’interno dell’abitato, collegato da viottoli ben ciottolati che spesso diventano caratteristiche “graliate”, si può osservare la chiesa di S. Teresa del bambino Gesù; anticamente Chiesa di S. Leonardo, dal cui restauro sono affiorati ruderi di un monastero quattrocentesco.

L’unica piazza del paese, piacevole con una prospettiva scenica non trascurabile e circondata da profumatissimi tigli, separa la “vecchia” dalla “nuova” Cuccaro. Il paese si sviluppa in una “coda” di case che raggiunge la SS 18, dando così un aspetto caratteristico al paese. L’impianto urbanistico originario di Cuccaro è di matrice medievale. L’insediamento urbano si sviluppa storicamente intorno alla fortificazione che si presume legata all’antica città di Velia e successivamente postazione normanna oggi denominata “castello”. L’intreccio di vie strette e slarghi degradanti dal castello verso la chiesa di Santa Teresa del bambino Gesù seguendo la naturale morfologia dei luoghi fino a raggiungere un antico percorso di collegamento tra l’area di Velia e gli insediamenti alle pendici del Monte Bulgheria, sono infatti tipiche del periodo medievale. Il Convento di San Francesco resta invece fuori dall’agglomerato urbano in posizione isolata.

Oggi cuccaro Vetere è un borgo rurale che ha assunto l'aspetto di museo itinerante della civiltà contadina ed offre al visitatore la possibilità di rinnovare esperienze dei secoli passati e vivere i momenti della vita quotidiana di un popolo che ha saputo conservarsi in armonia con la natura.

Tra le emergenze architettoniche di Cuccaro Vetere vanno ancora segnalati palazzi aristocratici e borghesi che si succedono lungo le strade principali di via Salita Castello, via Fausto Laviano, via Ancelle di S. Teresa e via Convento, nonché la piazza Umberto I.

Sin dall'antichità la coltura delle castagne ha caratterizzato l'economia del luogo. Questo frutto ricorre tuttora nei pasti quotidiani e nelle specialità gastronomiche di Cuccaro. Un tempo il cibo di ogni giorno era la zuppa di castagne e fagioli semplicissima nella sua preparazione ma ricca di sostanze nutritive. La sera si mettevano in ammollo fagioli e castagne secche, separatamente; al mattino, di buonora, venivano bolliti insieme e poi conditi con olio e sale. Naturalmente è possibile gustare genuini prodotti dell'agricoltura locale (olio, castagne, ecc.), del bosco e del sottobosco (funghi, fragoline,ecc.), della lavorazione delle carni e del latte (rinomati salumi fatti in casa, come capicolli, soppressate e salsiccia affummicate; notevole è anche la tradizione nel settore dei formaggi, quali ricotta e pecorino).

La cucina offre piatti tipici della zona, tra i quali immancabili sono i fusilli con il ragù di castrato, cacciaggione, arrosti, capretti, agnelli, ecc. Squisiti sono i dolci, preparati con ricette medievali, dai caratteristici nomi: "suspiri, susamieddi, 'nginette, zeppole, viscuotti, pastorelle, taralli".

Video di Diego Valiante

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NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

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