Il borgo di Scurcola Marsicana si trova in Abruzzo nella regione storica della Marsica.
 
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Scurcola Marsicana

A difesa della Marsica
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Borgo di Scurcola Marsicana
Comune di Scurcola Marsicana

Provincia di L'Aquila
Regione Abruzzo

Abitanti: 2.778
Altitudine centro: 700 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Borghi autentici d'Italia

Comune di Scurcola Marsicana
Via Cavalieri di Vittorio Veneto - Scurcola Marsicana (AQ)
Tel. +39 0863 562326

Importante centro commerciale e culturale della Marsica, il borgo è situato ai piedi del Monte San Nicola.
Dalla parte alta del paese si dominano i piani Palentini, teatro della battaglia di Tagliacozzo.

L'etimologia di Scurcola sarebbe legato al termine latino "Excubiae" e in seguito a quello longobardo "Sculk".
Entrambi i termini hanno significato di "sentinella", "guardia", pertinente rispetto alla posizione del centro posto su un'altura che domina le direttrici confluenti verso l'antico lago Fucino.
In epoca longobarda i termini "sculka" e "sculcula" appaiono nell'editto di Rotari del 643 e, successivamente nella normativa del re longobardo Rachis datata tra il 744 e il 749. Gli omofoni toponimi si ritrovano nei territori di Sgurgola, Celano, Cugnoli, alla foce del fiume Vomano e nella valle del Tirino. 

In alcuni periodi dell'epoca preistorica e in periodi successivi di piena, i piani Palentini e il Fucino formavano un unico lago.
Le prime tracce di un abitato nel territorio scurcolano risalgono all'età del bronzo e successiva età del ferro.
Nel periodo preromano la zona era popolata da genti eque in perenne conflitto con i confinanti Marsi il cui territorio si estendeva intorno al lago del Fucino, poco distante da Scurcola.

La scarsità delle risorse e la presenza di una fertile piana (Piani Palentini) erano alla base di questi contrasti. Nel momento in cui Roma emergeva tra le città-stato latine, per assurgere al ruolo di guida delle genti italiche, si scontrò anche con gli Equi che assoggettò in diverse campagne militari; nel territorio equo, sul confine di quello marso, realizzò la colonia di Alba Fucens, mentre il territorio scurcolano venne inserito nell'Ager publicus aequicolanus, da cui Cicolano relativo alla valle del Salto. Nell'occasione il territorio di Scurcola fu inserito nella Centuriazione albense realizzata a seguito della costituzione della colonia latina di Alba Fucens.

Durante la Guerra sociale Roma combatté con i suoi ex alleati italici dall'89 al 91 a.C., mentre gli italici furono già assoggettati nel 304 a.C. al termine della seconda guerra sannitica e, i marsi, nel 294 a.C. dopo la ribellione contro l'istituzione della colonia latina di Carseoli.

L'agognata cittadinanza fu raggiunta dopo la guerra sociale, con essa iniziò il processo di romanizzazione del popolo. Alba Fucens non partecipò alla "lega italica" e subì quindi le devastazioni ad opera delle truppe marse insorte (assedio e distruzione di Alba Fucens). Durante l'epoca imperiale, e soprattutto nel tardo impero, ci fu una proliferazione di ville di campagna, conseguentemente all'abbandono dell'Urbe da parte dei ceti privilegiati.

Con la fine dell'Impero romano d'Occidente la zona fu dapprima soggetta alle lotte tra Goti e Bizantini e poi soggetta ai Longobardi all'interno del Ducato di Spoleto, passato poi al Sacro Romano Impero di Carlo Magno.
A questo periodo risalgono le tracce certe di un borgo sul Monte S. Nicola; si trattava quasi probabilmente di un posto di guardia sopra la via Valeria, realizzata in epoca romana e tuttora percorribile.

Nell'XI secolo l'area territoriale di Scurcola fu annessa al Regno di Sicilia sotto dominio normanno. A questo periodo risale il primo castello di Scurcola, una torre (forse di epoca più antica) circondata da una cerchia di mura e successivamente inglobata in un castello di forma pentagonale.
Quando il Meridione d'Italia divenne possedimento della casata sveva la regione conobbe un periodo di stabilità e di crescita economica; il borgo a ridosso del fortilizio si ingrandì e si svilupparono le attività agricole ed artigianali.
Nel 1268 la zona divenne il teatro della Battaglia di Tagliacozzo, scontro finale tra Svevi ed Angioini per la conquista del Sud.

La storia di Scurcola restò legata alle sorti della Marsica fino al XVI secolo, quando nella regione iniziò ad inserirsi la famiglia romana degli Orsini, la quale aveva come obiettivo quello di estendere le proprietà dallo Stato Pontificio a quello del Regno di Napoli. Questo è il periodo in cui il vecchio castello fu inglobato nella nuova Rocca, realizzata secondo i nuovi canoni costruttivi, per resistere meglio agli assedi fatti anche con l'uso delle prime armi da fuoco.

Con l'arrivo degli Orsini presto si ebbe anche la penetrazione dell'altra importante famiglia romana, i Colonna, la quale entrò ben presto in conflitto con quella. Più volte la Rocca passò da una famiglia all'altra per rimanere infine saldamente ai Colonna fino al XIX secolo. Nel frattempo la situazione dell'abbazia andava peggiorando: i contrasti tra i potenti del luogo, le carestie e le pestilenze determinarono la rovina di quello che era considerato da tutti il più grande esempio di gotico cistercense francese d'Italia.

Alla fine del XVI secolo e gli inizi del XVII secolo nel paese furono realizzate una serie di grandi opere: la chiesa della SS. Trinità, in stile controriformista, riccamente decorata nel corso dei secoli e recentemente restaurata, con la sua splendida scalinata barocca; la chiesa di S. Antonio da Padova facente parte dell'ex convento dei terzisti, con interni barocchi; la nuova chiesa di Maria SS. della Vittoria, posta a ridosso della Rocca, sopra l'abitato.

Tra il XVII e il XVIII secolo la vita della piccola comunità agropastorale scurcolana fu scandita solo dal duro lavoro e dalle carestie che spesso imperversarono nella regione anche a causa del passaggio dei numerosi eserciti.

Nel XIX secolo a Scurcola avvennero gravi episodi legati ai moti ai quali seguì l'Unità d'Italia, in particolare il massacro perpetrato dai soldati dell'esercito piemontese che fucilarono soldati delle truppe borboniche.
Molti marsicani si aggregarono alle formazioni dei briganti, aderendo in particolare alla banda Mancini (un appartenente a questa banda fu Ciavarella Luigi di Scurcola Marsicana che venne fucilato a Luco dei Marsi il 6 aprile 1862) e alla banda di Luigi Alonzi detto Chiavone.

Merita sicuramente una visita la Rocca Orsini, protagonista incontrastato del panorama del borgo.

Video di Loreto Silvestri

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NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

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