Il borgo di Crespi d'Adda, sito unesco, è un villaggio operaio perfettamente conservato in Lombardia.
 
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Crespi d'Adda

Non dalla pietra ma dagli uomini
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Borgo di Crespi d'Adda
Comune di Capriate San Gervasio
Provincia di Bergamo
Regione Lombardia

Abitanti: 8.047 (450 nel borgo)
Altitudine centro: 190 m s.l.m.

Sito Unesco: Crespi d’Adda, l’insediamento industriale

il Comune fa parte di:
Città e siti patrimonio mondiale Unesco
Comunità dell'Isola Bergamasca

Aree naturali protette:
Parco Adda Nord

Comune di Capriate San Gervasio
Piazza della Vittoria 4 - Capriate San Gervasio (BG)
Tel. +39 02 920991

Crespi d'Adda è un villaggio operaio, per le maestranze operanti nel settore tessile cotoniero sorto a opera di Cristoforo Benigno Crespi a partire dal 1875 e passato poi nelle mani del figlio. Per l'eccezionale stato di conservazione del suo patrimonio storico e architettonico dal 1995 fa parte dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

È infatti il villaggio operaio meglio conservato dell'Europa meridionale, seppure esistano esempi simili, essi sono concentrati più nell'Europa centro settentrionale, tra quelli che si trovano in Italia, come il villaggio Leumann a Collegno e il nuovo quartiere operaio di Schio in provincia di Vicenza, presentano alcune modifiche architettoniche di epoche successive che a Crespi non sono presenti in quanto la proprietà di azienda e abitato è stata congiunta fino agli anni settanta.

Il villaggio venne costruito durante l'ultimo quarto del XIX secolo dalla famiglia Crespi, che scelse quest'area, vicina al fiume Adda, per costruire un cotonificio. La fondazione si fa risalire al 1878, anno in cui il bustocco Cristoforo Benigno Crespi acquistò 85 ettari di terra dai comuni di Capriate San Gervasio e Canonica d'Adda. I lavori di costruzione vennero affidati all'architetto Ernesto Pirovano e all'ingegnere Pietro Brunati. Il villaggio è poi stato portato avanti dal figlio di Cristoforo, Silvio Crespi.

L'ambizioso progetto di Crespi prevedeva di affiancare agli stabilimenti - similmente a quanto già accadeva nell'Inghilterra della rivoluzione industriale - un vero e proprio villaggio che ospitasse alcuni operai della fabbrica e le loro famiglie. Il neonato insediamento venne dotato di ogni struttura necessaria: oltre alle casette delle famiglie operaie (complete di giardino ed orto) e alle ville per i dirigenti (che vennero costruite in seguito), il villaggio era dotato di chiesa (copia in scala ridotta del Santuario di Santa Maria di Piazza di Busto Arsizio), scuola, cimitero, ospedale proprio davanti alla fabbrica, campo sportivo, teatro, stazione dei pompieri e di altre strutture comunitarie.

Crespi d'Adda assunse la sua forma finale intorno agli anni 1920 e ancora oggi è riconoscibile il suo impianto geometricamente regolare attraversato dalla strada principale che collega il villaggio a Capriate San Gervasio. La fabbrica, gli uffici e la casa padronale sono situati sul lato della strada verso il fiume, mentre gran parte degli altri edifici sono dislocati sul lato opposto in una griglia scandita da tre strade parallele alla principale.

Il villaggio rimase di proprietà di un'unica azienda fino agli anni 1970, quando diversi edifici, soprattutto residenziali, vennero venduti ad altri privati. In questo periodo si registrò un calo dell'attività industriale dovuto, tra le altre cose, allo spopolamento del villaggio operaio.

Nel 1889 la frazione di Crespi, sino ad allora compresa nel comune di Canonica d'Adda nel circondario di Treviglio, venne assegnata al comune di Capriate d'Adda nel circondario di Bergamo. In data 11 ottobre 2013 il complesso dell'ex cotonificio viene acquistato dall'imprenditore Antonio Percassi con l'intenzione di utilizzarlo come quartier generale delle sue aziende.

Il paesaggio che ospita Crespi d'Adda è davvero singolare: il villaggio è inserito in una sorta di culla, un bassopiano dalla forma triangolare che è delimitato da due fiumi confluenti e da un dislivello del terreno, una lunga costa che lo cinge da nord.

I due fiumi sono l'Adda e il Brembo, che formano una penisola chiamata "Isola Bergamasca", alla cui estremità si trova appunto il villaggio; mentre lungo la citata costa correva anticamente il "Fosso Bergamasco", linea di confine tra il territorio del Ducato di Milano e quello della Repubblica di Venezia.

L'isolamento geografico è poi accentuato dal fatto che il villaggio è collegato all'esterno soltanto in direzione Nord. Oggi queste caratteristiche geografiche e il grado di emarginazione che esse hanno implicato ci aiutano a capire come Crespi d'Adda si sia potuta conservare in modo così straordinario, nascosta ed estranea allo sviluppo caotico dell'area circostante.

A Crespi d'Adda si annovera notevole diversità di stili, oscillante tra classicismo e romanticismo.

La villa padronale ripropone lo stile medioevale trecentesco mentre la chiesa è copia esatta della rinascimentale S.Maria di Busto Arsizio, paese d'origine dei Crespi. Le altre costruzioni sono tutte di gusto neomedioevale, con preziose decorazioni in cotto - care al romanticismo lombardo - e finiture in ferro battuto. Neomedioevale anche l'opificio, che esprime la massima celebrazione dell'industria nell'ingresso centrale, tra le fastose palazzine degli uffici dirigenziali.

Il cimitero, di gusto esotico e di stile eclettico, è monumento nazionale: al suo interno la cappella Crespi, una torre-piramide di ceppo e cemento decorata si erge ad abbracciare le tombe operaie, piccole croci disposte ordinate nel prato all'inglese.

Video di Giuseppe Belotti

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