Il borgo di Pieve di Ledro si trova in Trentino Alto Adige sulle rive del Lago di Ledro.
 
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Pieve di Ledro

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Borgo di Pieve di Ledro
Comune di Ledro
Provincia di Trento
Regione Trentino Alto Adige

Abitanti: 5.323 (623 nel borgo)
Altitudine centro: 660 m s.l.m.

Sito Unesco: Siti palafitticoli preistorici nell’arco alpino

il Comune fa parte di:
Città e siti patrimonio mondiale Unesco
Comunità Montana Alto Garda e Ledro

Aree naturali protette:
Biotopo Lago d'Ampola

Comune di Ledro
Via Vittoria 5, Pieve di Ledro - Ledro (TN)
Tel. +39 0464 592711

Pieve di Ledro (Piév de Léder o La Piéf in dialetto locale) è affacciato lungo le sponde occidentali del lago e fin dall'antichità fu il cuore religioso dell'intera valle come testimoniato dalla Chiesa dell’Annunciazione con il suo campanile a cipolla.

Il lago di Ledro si trova in una valle sospesa che congiunge la valle del Chiese con il lago di Garda. Quando il lago si trovò sotto l'impero austro-ungarico, il territorio della valle nel maggio del 1915 subì lo sgombero della popolazione che fu trasferita in alcuni campi di raccolta situati in Boemia/Moravia (Cechia) ed Austria. La valle divenne zona di guerra con a sud le linee italiane dilatate fino alle pendici della catena dei monti settentrionali (monte Vies, La Cocca, Costa di Salò, San Giovanni) e comprendente tutti i centri abitati; direttamente a contatto con quella italiana, a nord, la linea austriaca arroccata sulle creste a dirupo del Monte Cadria, Tomeabrù, Parì, Cima d'Oro, Valdes, Rocchetta, Cima Capi; alle spalle di questa, nella frazione di Campi (Riva del Garda), il forte Tombio ad ulteriore rafforzamento dei trinceramenti di alta quota, fra i 1600 ed i 2000 metri.

È possibile tutt'oggi visitare buona parte della linea austro-ungarica e le trincee di collegamento poiché scavate in roccia a notevole profondità, verticale ed orizzontale, lungo tutto il versante nord, da ovest ad est, partendo dal forte di Lardaro fino a Riva del Garda. Le prime linee italiane d'assalto, proprio a causa della loro posizione ravvicinata alla prima austriaca, sono pressoché scomparse salvo alcune scavate in roccia e visitabili a Tiarno di Sopra e di Sotto, Bezzecca, nei pressi di Cima d'Oro e San Giovanni. La terza linea italiana, a sud, si estendeva dal Monte Nodic in frazione Pergasina di Riva del Garda correndo lungo Cima Fortini, monte Carone, passo Nota, Tremalzo e scendeva fino a Storo; questa è ancor'oggi ben visibile e praticabile col rampichino e fuoristrada (solo autorizzati); sono inoltre visibili alcune fortificazione italiane in calcestruzzo nella piana di Pur e all'imbocco della valle di Concei. Durante i quasi 4 anni del conflitto, nella valle non si ebbero scontri fra grandi unità data l'esiguità dello spazio e la morfologia delle linee montane particolarmente adatte alla difesa. All'inizio del conflitto i reparti italiani avanzarono fino a contatto con la linea austriaca accuratamente preparata in cresta da un paio d'anni e fornita di campi minati e filo spinato; forti combattimenti si ebbero a San Giovanni ed allo Sperone, nei pressi di Cima d'Oro a quota 1336 m e a Costa di Salò; nella valle di Concei frequenti furono gli scontri fra pattuglie di esploratori ed incursori di ambo gli eserciti così come notevoli i bombardamenti dell'artiglieria italiana contro le fortificazioni di alta quota.

Alla fine del 1918, con il crollo del fronte austro-ungarico, ogni posizione fu abbandonata e successivamente i numerosi recuperanti locali di materiali di valore (ferro, rame, polvere pirica, munizioni) divelsero tutte le corazzature dalle cupole, dalle porte e dalle luci. Purtroppo l'artiglieria austriaca, dai forti di Riva e Campi, a disturbo della linea italiana, provocò la distruzione e l'incendio di tutti i centri abitati della valle di Ledro la cui ricostruzione fu opera dalla popolazione locale rimpatriata nel 1919 e supportata dal genio militare italiano con materiali da costruzione, mezzi di trasporto e supporto logistico quale cucine da campo, vettovagliamento, alloggi e terminò nel 1924.

Presso una sponda del lago sono stati ritrovati dei reperti di una civiltà palafitticola dell'Età del Bronzo, i quali rendono il lago un sito archeologico ed il relativo museo di rilevanza mondiale. Sulla sponda del lago è stata ricostruito un villaggio a palafitta simile a quello esistente nell'antichità.

Il Lago d'Ampola per via del suo particolare ambiente naturale è un lago protetto. Il visitatore può trovare un ambiente incontaminato ricco di particolari specie vegetali ed animali; una passerella permette di passare in mezzo al prato umido, avvicinarsi al canneto e quindi al lago. Durante i mesi estivi è aperto il Centro Visitatori del Lago d'Ampola che organizza visite guidate e laboratori per bambini. Il lago e la zona umida circostante costituiscono un ecosistema peculiare che ospita una flora e una fauna specifici.

La Valle di Ledro è ricca di tradizioni e festività locali. Tra le più importanti ricordiamo la Fiera di S.Michele, in settembre. L'annuale gara estiva delle macchinine in legno durante la sagra di Locca. La gara delle barche di cartone sul lago. Il tuffo della Merla in gennaio. Il triathlon svolto in tutte le sue categorie attorno al lago.

Video di Roman Zelenka

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NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

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