Il borgo di Corchiano e la sua forra naturale si trova nel Lazio.
 
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Corchiano

Divinità pagana
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Borgo di Corchiano
Comune di Corchiano

Provincia di Viterbo
Regione Lazio

Abitanti: 3.807
Altitudine centro: 196 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Città della nocciola

Aree naturali protette:
Monumento Naturale Pian Sant'Angelo

Comune di Corchiano
Piazza del Bersagliere 1 - Corchiano (VT)
Tel. +39 0761 572002

Corchiano fu probabilmente l'antica Fescennium, una delle città più importanti della civiltà Falisca che notevoli affinità ha avuto con la cultura etrusca. Dal nome Fescennium derivarono a Roma i famosi Ludi fescennini, specie di mimi e canti di contenuto spesso licenzioso che le popolazioni locali improvvisavano durante le feste in onore delle divinità pagane.

Le numerose necropoli scoperte nel territorio di Corchiano testimoniano una notevole presenza umana dall'VIII al III secolo a.C. e sono nelle località di Caprigliano, Vallone, Sant’Antonio, Selva Fratta, Puntone del Ponte e la Lista. Appena fuori dal paese in località Madonna del Soccorso sono visibili diverse tombe del tipo rupestre (IV - III secolo a.C.).

Di grande interesse e suggestione è la tagliata denominata la Cava di S. Egidio: una profonda strada scavata nel tufo alta più di 10 m. che conserva sulle pareti due iscrizioni etrusche di cui la sola leggibile riporta forse il nome del costruttore della strada: “Larth Vel Arnies”. Cunicoli e ambienti sepolcrali si dispongono lungo il tracciato.

Il destino di Fescennium fu naturalmente legato a quello della vicina Falerii Veteres ma risentì anche di notevoli influssi e stimoli provenienti dall'Etruria che portarono tra l'altro ad alleanze militari con Tarquinia per contrastare il tentativo egemonico di Roma. L'atto finale fu la vittoria dei romani nel 241 a.C. che portò alla confisca dell'intero territorio falisco, Fescennium compresa, con il trasferimento degli abitanti nel nuovo sito di Falerii Novi.

Fino al medioevo il comprensorio dell'Agro Falisco visse un periodo di tranquillità, ma quando i Barbari scesero verso Roma saccheggiando e devastando, Falerii, nonostante le sue 50 torri e le possenti mura perimetrali, era troppo vulnerabile per cui gli abitanti abbandonarono la città e si rifugiarono sui precedenti dirupi.

La vecchia Fescennium venne quindi riabitata intorno al 1000, furono costruiti numerosi castelli ed il paese prese il nome di Hortiano, sotto la guida del capitano Ranieri di Farolfo. Altre famiglie si avvicendarono alla guida del paese tra cui i Di Vico, gli Orsini che vi rimasero fino al 1472. Nel 1534 entrò a far parte del Ducato di Castro per volontà di Paolo III Farnese, che donò tale ducato al figlio Pier Luigi Farnese. Fu questo il periodo più prospero per l'architettura corchianese.

Come in ogni loro feudo i Farnese costruirono una nuova rocca che andò morendo nei secoli successivi alla distruzione di Castro nel 1649 e, definitivamente abbattuta nel 1979, di cui rimangono alcuni monconi. Successivamente Corchiano passò alla Chiesa e ad altre signorie, venne occupata dalle truppe francesi nel 1798 per ritornare sotto la Camera Apostolica fino all'unità d'Italia, nel 1870.

Video di Mauro Sciambi

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