Il borgo di Treia si trova nelle Marche a nord della Valle del Potenza. Tra fine luglio e inizio agosto imperdibile è la rievocazione storica " Disfida del Bracciale".
 
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Treia

Divina terra cruda
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Borgo di Treia
Comune di Treia

Provincia di Macerata
Regione Marche

Abitanti: 9.389
Altitudine centro: 342 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Città della terra cruda
Unione Alte Valli del Potenza e Esino

Comune di Treia
Piazza della Repubblica 2 - Treia (MC)
Tel. +39 0733 218705

Il centro storico di Treia è posto su una lunga e stretta sella di arenaria dalla quale è visibile tutta la valle del Potenza. L'antica Treia sorgeva nella zona del Santuario del Santissimo Crocifisso, ove in un campo è ancora visibile la forma di un anfiteatro, ed è possibile ancora trovare frammenti di epoca romana, oltre a quelli inseriti nei muri del convento. Fondata o dai Piceni in epoca pre-romana o dai Sabini intorno al IV secolo a.C., prende nome da quello della dea Trea-Jana, divinità di origine greco-sicula che qui era venerata; prima colonia romana, poi municipio (109 a.C.), raggiunse una buona estensione urbana e notevole importanza militare. Treia fu distrutta una prima volta dai Visigoti nel V secolo e poi, tra il IX e X secolo, dai Saraceni, per cui gli abitanti la ricostruirono su tre piccoli colli vicini che permettevano una più facile difesa, dandole anche il nuovo nome di Montecchio (Monticulum o Monteclum: piccolo monte).

Fece parte del Ducato dei Varano di Camerino, fu sotto il dominio di Francesco Sforza, e passò poi allo Stato della Chiesa, riuscendo comunque, intorno all'XI-XII secolo, a darsi un proprio ordinamento comunale (nel 1157 si fa menzione dei due consoli) e ad avere una precisa fisionomia, tanto che fu costruito un imponente sistema difensivo comprendente i tre castelli dell'Onglavina, dell'Elce e del Cassero, la poderosa cerchia muraria e le diverse porte d'accesso. Nell'ambito dei contrasti tra Papato e Impero, la città fu cinta d'assedio una volta nel 1239, dall'esercito di re Enzo, figlio naturale di Federico II, e nel 1263, da quello di Corrado d'Antiochia, nipote di Federico II, sempre senza successo. Riuscirono anzi a far prigioniero lo stesso Corrado (si narra fingendo di arrendersi e calando la saracinesca della porta appena entrato Corrado con tutto lo stato maggiore), che però tornò in libertà dopo due mesi di prigionia nel castello del Cassero, forse per il tradimento del podestà Baglioni, lasciatosi corrompere dal nemico. Nel 1790 Pio VI con la bolla "Emixum animi nostri stadium" del 2 luglio la eresse al rango di "città", con l'antico nome di Treia. Il borgo fece parte dello Stato della Chiesa fino al 1860 quando, dopo la battaglia di Castelfidardo, fu annessa al Regno d'Italia.

Centro del borgo è la Piazza della Repubblica con i suoi edifici pubblici e religiosi: il Palazzo Comunale, con un bel porticato, frutto dell’unione di due palazzi avvenuta tra il XVI e il XVII secolo (da notare la diversa ampiezza dei portici) ospita anche la Pinacoteca Comunale nella Sala del Consiglio, nella Sala degli Stemmi e negli altri locali del piano nobile; la Chiesa di San Filippo che conserva un Crocifisso forse del XIII secolo e infine l’edificio dell’Accademia Georgica, realizzato da Giuseppe Valadier, dove si trova una ricchissima documentazione delle attività dell’Accademia nata nel ‘400 come Accademia dei Sollevati.

La Piazza ha un lato aperto delimitato da una balaustra della fine del ‘700 su cui si appoggia il monumento a Pio VI del 1785. Da questa balaustra ti affaccerai su bellissimo panorama verso il paesaggio collinare circostante. La città ha anche un grazioso Teatro Comunale costruito tra il 1805 e il 1817 e decorato con stucchi e dipinti lignei. Il Duomo, dedicato alla SS. Annunziata, è ottocentesco, ma la costruzione originale, di cui resta solo il campanile, risale al XII secolo. Nel convento della Chiesa di San Francesco è stato allestito il Museo civico Archeologico che conserva notevoli reperti che documentano le varie fasi della storia di Treia, dall’epoca della romana Trea.

Una passeggiata lungo le mura, molto ben conservate, ti permette di scoprire torri e porte antiche e di godere di panorami unici. Notevole è quello che si ammira dalla Torre dell’Onglavina, detta anche di San Marco, costruita su un alto sperone di arenaria, verso i Monti Sibillini fino ai monti dell’Abruzzo. Appena fuori dal centro, si trova il Santuario del Santissimo Crocifisso, sorto sull’antico insediamento romano di Trea. Di epoca romana sono anche alcuni reperti murati nel muro di recinzione, alla base del campanile e all’ingresso del convento.

La Roverella del Passo di Treia è un albero monumentale di circa 450 anni. Presenta un'altezza di 23 m, una circonferenza di 6,45 m ed è la quercia più imponente delle Marche.

Video di Lo Sferisterio

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