Il borgo di Mamoiada si trova in Sardegna nella regione storica della Barbagia di Ollolai.
 
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Mamoiada

Remoto e ancestrale

Comune di Mamoiada
Provincia di Nuoro
Regione Sardegna

Abitanti: 2.543
Altitudine centro: 644 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Comunità Montana del Nuorese, Gennargentu, Supramonte, Barbagia

Comune di Mamoiada
Corso Vittorio Emanuele 50 - Mamoiada (NU)
Tel. +39 0784 56023

Pro Loco Mamoiada
Tel. +39 0784 569032

Mamoiada (Mamujada in sardo barbaricino) si trova nella parte più interna della Barbagia di Ollolai, in un territorio in cui sgorgano e scorrono numerosi corsi d'acqua, attraverso terreni in buona parte adibiti alla coltura o al pascolo. La presenza di queste risorse ambientali ha attratto insediamenti umani fin dal neolitico e pre-neolitico, con una varietà di tracce archeologiche e antropologiche significative (dalla pietra votiva, al nuraghe, fino a menhir e dolmen, per quanto riguarda quest'ultimo oggi non vi è più testimonianza, se non la toponomastica dei luoghi ove sorgevano es. sa copreccada). Colpisce Sa Perda Pintà (ossia "la pietra dipinta", nota anche come Stele di Boeli), una lastra alta 270 cm istoriata con cerchi concentrici e coppelle, in tutto simile ad analoghe lastre diffuse nell'area dei Celti (Scozia, Irlanda, Corsica, Galles e Bretagna).

L’abitato si sviluppa in un leggero declivio, quasi impercettibile, che ha le sue punte estreme a Sa hosta e a Maramele. Due grandi arterie tagliano il centro storico: orizzontalmente col corso Vittorio Emanuele III, verticalmente con la via Mannu, che si intersecano in piazza Santa Croce, il cuore del paese in cui è ubicato il municipio. La costante espansione edilizia ha oltrepassato la vecchia periferia, invadendo gli orti circostanti, i pubblici abbeveratoi, tutti gli spazi dove una volta erano le aie (sas arjolas), e i recinti per il bestiame (sos aggorros). Si costruisce a Bacarru, s’Eredadu, sa ‘e Carrai, sa ‘e Mazzozzo, Terra Hihos, Boeli, Moddore, Perruncu.

Data la sua posizione strategica in corrispondenza dell'asse nord-sud della Sardegna, lungo la strada Ulbiam-Caralis, l'abitato di Mamoiada fu interessato da una presenza militare romana. Il rione Su 'astru ha un nome che ricalca quello che i romani davano ai loro piccoli presìdi (Castrum). La presenza romana è altresì testimoniata dalla fontana di Su 'antaru vetzu (ossia "La vecchia fonte"), al centro dell'omonimo rione.

Altri lasciti architettonici di epoche successive sono rappresentati soprattutto dalle chiese. La chiesa di Loreto, con una cupola ricca di affreschi, fu costruita probabilmente intorno al 1600. Il santuario dei santi Cosma e Damiano, che ricalca una struttura molto più antica, si trova a 5 km dal centro abitato sull'altipiano di Marghine, a fianco della strada che porta a Gavoi. Il santuario è circondato da una cinquantina di casette per i pellegrini (umbissìas).

Tra il IX ed il XV secolo Mamoiada fu ricompresa nel Giudicato di Arborea, in particolare nella curatoria della Barbagia di Ollolai. All'inizio del periodo Aragonese (XV secolo), Mamoiada e altri villaggi barbaricini furono feudo di Pietro Massa di Arborea, mentre nel 1604 fu assegnata al Ducato di Mandas.

Mamoiada appartiene a una delle più caratteristiche zone linguistiche della Sardegna, la Barbagia di Ollolai, nella quale le parlate sono contraddistinte da speciali fenomeni fonetici e lessicali.

Mamoiada è anche il paese del vino. Intensi profumi di uve arricchiscono il paesaggio: dalle vigne ecco cannonau e granazza. Negli ultimi anni sono numerosi i premi vinti dalle cantine locali a livello regionale e nazionale. Mentre nelle case per Carnevale si preparano sas orulettas, ‘chiacchiere’ intrecciate cosparse di zucchero a velo, da assaporare assieme agli altri i dolci tipici. Ottima occasione per assaggiare i piatti tipici è Tapas, l’appuntamento mamoiadino di Autunno in Barbagia, generalmente la prima settimana di novembre.

I sentieri dei pastori caratterizzano il paesaggio, percorribili a piedi o in mountain bike, alla scoperta di bellezze naturali e testimonianze del passato. All’interno del paese sono presenti ben tre siti di domus de Janas, la fontana di su ‘Antaru vetzu (di epoca romana) e la misteriosa stele di Boeli o sa Perda Pintà (3500 a.C.), un enorme menhir decorato con cerchi concentrici, simbolo del culto dell’acqua, una testimonianza unica in Sardegna. Altra particolarità è la presenza di reminiscenze bizantine risalenti all’Alto Medioevo, espresse dal culto dei santi Cosma e Damiano: un santuario loro dedicato è visitabile appena fuori dal paese.

Su Passu Torràu, letteralmente "il passo ritornato", è un ballo, esso è diffuso ormai in tutta la Sardegna ma pare sia originario proprio del paese di Mamoiada. Infatti in numerose incisioni di molti suonatori della Sardegna come Mondo Vercellino, Mario e Francesco Bande viene chiamato "Sa Mamojadina".

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