Il borgo di Bompietro si trova in Sicilia nel cuore delle Madonie.
 
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Bompietro

Il cuore delle Madonie
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Borgo di Bompietro
Comune di Bompietro

Città Metropolitana di Palermo
Regione Sicilia

Abitanti: 1.354
Altitudine centro: 685 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Unione Petralie e dell'Imera Salso

Comune di Bompietro
Via Rimembranze - Bompietro (PA)
Tel. +39 0921 561445

A conclusione della guerra dei Vespri Siciliani (31 marzo 1282-1302) la Sicilia fu assoggettata agli spagnoli i quali, perpetuando il sistema feudale, la divisero in vari ducati. Alla famiglia spagnola dei Ferrandina nel 1400 fu donato, con molti altri feudi, il territorio del borgo di Bompietro (Bompietru in siciliano) . I Ferrandina cedevano le terre ai contadini perché le bonificassero e per loro fecero costruire una piccola chiesa cui donarono in dote il feudo di "Donna Morosa".

I contadini, a quei tempi, abitavano in grotte scavate nel terreno arenario (se ne vedono ancora oggi alcune in Contrada Salerna). Verso il 1500 i contadini cominciarono a fabbricare le prime case sui terreni che lavoravano e di cui erano divenuti proprietari. Sorsero così le frazioni di cui si compone il Comune. Ogni frazione porta, in genere, il nome della prima famiglia che vi pose sede stabile. Piraino, probabilmente, porta il nome di un pero selvatico diffuso in quei paraggi. La borgata più antica è Guarraia.

"Bompietro" è il nome del quartiere centrale sorto attorno alla chiesa e che a lungo fu chiamato "Borgata Chiesa". La prima strada principale fu Via Madre Chiesa. È incerto se il nome "Bompietro" sia derivato da un certo Pietro, uomo particolarmente buono che abitava a Guarraia, o dal quadro dei SS. Pietro e Paolo che si trovava sull'altare della chiesetta e che "si dice" sia stato donato dai Sopranesi.

L'unica frazione è Locati, sede, un tempo, di un carcere. L'origine di Locati, all'epoca territorio della Contea di Collesano, è alquanto incerta. Le prime notizie storiografiche risalgono alla conclusione della guerra dei Vespri allorquando la Sicilia fu assoggettata agli Spagnoli, in particolare alla famiglia dei Ferrandina, che fece di Collesano una contea autonoma il cui territorio si espandeva dal fiume Roccella fino all'Himera meridionale e l'odierna Locati segnava il punto di confine con il territorio di Petralia Sovrana e L'Alimena.

Notizie storiche riportano che Caterina Moncada moglie di Giuseppe Federico Alvarez Toledo duca di Ferrandina e marchese di Villafranca, figlia di Ferdinando Aragon Moncada y Moncada e nipote di Luigi Guglielmo Moncada il quale fu Presidente del Regno dal 1635 al 1637, Viceré di Sardegna nel 1647, Viceré di Valenza nel 1657; Commendatore di Belvis della Sierra, tre volte Grande di Spagna, generale della Cavalleria del Regno di Napoli e maggiordomo maggiore di re Carlo, dopo la morte del padre Ferdinando, avvenuta nel 1713, venne in incognito a Locati per verificare l'efficienza della gendarmeria doganale e, vedendo che il territorio intorno era tutto acquitrinoso e non coltivabile ne donò ai poveri alcune parti. Quella terra incoltivabile, priva di alberi e di case venne bonificata apportando migliorie fondiarie e quindi urbanizzata. Il ricordo della sua azione in favore delle popolazioni locali è tuttora menzionato nella denominazione di una via in suo onore: Via Ferrandina, mai modificata da allora.

Proprio per la sua posizione di frontiera, Locati era posto di dogana dove le merci venivano controllate e veniva pagato il dazio necessario per transitare sul proprio territorio attraverso la regia trazzera Catina-Thermae, da Enna a Termini Imerese, che scendendo dall'Imera Meridionale sfruttando i valloni Gangitano e Passo di Mattina, raggiungeva Alimena transitando a Nord del Castello di Resuttano. La trazzera diretta a Catania "di Passo della Mattina" e "di Sagnefere", era adoperata come grande via di comunicazione tra i paesi della fascia pedemontana delle Madonie. La trazzera attualmente è denominata via Rampanti.

Particolare importanza per la nascita e lo sviluppo di Locati ebbe la costruzione di un carcere, di cui esiste tuttora la medesima via, sia perché nei suoi dintorni vennero costruiti i primi insediamenti rurali, come residenze per le maestranze e le guarnigioni che per il sorgere di locande che offrivano ospitalità e ristoro a viandanti e animali che vi sostavano prima di riprendere il loro viaggio.

Tale sosta era di fondamentale importanza e si rendeva indispensabile non solo perché la presenza della guarnigione rendeva il luogo sicuro per custodirne le merci ma anche per evitare di attraversare, nelle ore notturne, un luogo detto “maluppassu” Mal Passo in cui i briganti dell'epoca tendevano vere e proprie imboscate ai passanti derubandoli dei beni che trasportavano.

Cominciò così a sorgere un vero aggregato rurale, i primi insediamenti nascono nella parte a sud del paese e la via più antica è il Largo Bisicchia larga appena 1 metro e lunga poco meno di 5. Proprio allocare è tuttora considerato come il più attendibile derivante della denominazione Locati che a quell'epoca si soleva chiamare "E Lucati" cioè "Gli Allocati" e oggi Locati.

Laborioso centro agricolo, oltre ai cereali e al grano, il borgo di Bompietro si distingue per la produzione di prodotti quali olio di oliva, legumi, frutta, mandorle e uva da mosto. Molto diffuso è anche l'allevamento di bestiame.

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NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

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