Il borgo di Preci si trova in Umbria.
 
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Preci

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Borgo di Preci
Comune di Preci

Provincia di Perugia
Regione Umbria

Abitanti: 716
Altitudine centro: 596 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Città del bio
Città slow

Aree naturali protette:
Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Comune di Preci
Piazza Marconi 1 - Preci (PG)
Tel. +39 0743 93781

Da una splendida posizione, a 596 m s.l.m. il borgo di Preci (Le préši in dialetto locale) estende il proprio territorio prevalentemente sulla Valle Castoriana. La Valle collega la Forca di Ancarano a Ponte Chiusita, ed è caratterizzata dalla presenza di una miriade di piccoli centri dove sorgono splendide chiese ricchissime di opere d’arte. La sua morfologia aspra, è mitigata da una rigogliosa vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea, anche se alcune specie ora sono scomparse, come la canapa che era coltivata in piccoli appezzamenti detti "canapine". In passato abbondavano anche le erbe medicinali, le cui proprietà curative furono note ai monaci orientali, che vissero in eremitaggio nella Valle, e successivamente ai Benedettini. Tutta la zona è ricca di acque e molte sono le sorgenti a regime carsico che sgorgano copiose da imponenti formazioni di roccia calcarea.

Di origine medievale (XIII secolo), il borgo di Preci si sviluppò all'interno di una fortezza. Il terremoto del 1328 lo distrusse quasi completamente. Ricostruito, venne elevato a Comune nel 1817. Durante gli ultimi secoli del Medioevo ed in età moderna (fino almeno al XVII secolo), raggiunse una certa notorietà per una scuola di chirurgia specializzata nell'estrazione di calcoli renali. Nell'ottobre del 2016 Preci, come Castelsantangelo sul Nera, Visso e Ussita, è stato colpito da nuove scosse sismiche che hanno danneggiato l'Abbazia di Sant'Eutizio e reso il centro storico completamente inagibile.

Il primo documento dal quale si rileva il nome dell'abitato di Preci risale al 1232. Era costituito da un piccolo insediamento non distante da un oratorio benedettino da cui probabilmente ne assunse il nome “preces” - preghiera. Nella seconda metà del XIII secolo, a protezione del villaggio, sorse il castello. Inizialmente fece parte dei possedimenti di Spoleto per poi passare, nel 1276, sotto l'autorità comunale di Norcia che in quegli anni era in piena fase di espansione territoriale. Dopo alterne vicende legate principalmente a lotte di potere tra l'autorità pontificia e le signorie di potenti famiglie, anche Preci venne coinvolta tristemente in questi conflitti. Per essersi ribellata a Norcia ed aver dato rifugio ai signori di Camerino, Rodolfo da Varano e Beatrice Colonna, nel 1528 dovette subire la distruzione, per opera dell'esercito nursino. I fautori della ribellione vennero banditi e relegati nell'impervia Castelluccio da cui ne derivò l'antico nome di Castel Precino. Nel 1533 il Pontefice Paolo III acconsentì alla ricostruzione di Preci a condizione di una definitiva riconciliazione con Norcia. La riedificazione del Castello coincide con l'accrescere della fama dei medici Preciani in tutta Europa. Dentro le mura del nuovo castello le facoltose e ricche famiglie dei medici fecero costruire da maestranze lombarde operanti nella zona, eleganti palazzi. Anche l'edilizia minore venne edificata non tralasciando l'utilizzo di elementi architettonici di discreto interesse. Possiamo dire che, sostanzialmente, l'abitato di Preci, ha mantenuto il suo aspetto cinquecentesco, tipico, dei villaggi fortificati costruiti sulle alture.

L'abitato, molto raccolto, è attraversato da una ragnatela di stradine che, tortuosamente, si inerpicano e confluiscono nella piazza principale sulla quale s'erge la chiesa la Pieve di Santa Maria, edificata nel XIII secolo dai monaci di Sant'Eutizio. Il portale principale del 1300, in stile gotico, è particolarmente sobrio. Sul lato sinistro, successivamente, venne aperto un interessante portale quattrocentesco e, la medesima parete dove si notano vari stemmi e frammenti di iscrizioni, venne unita con un portico, ora scomparso, alla adiacente casa della Comunità realizzando così il luogo per le prime riunioni del consiglio comunale.

Nel panorama dell’offerta turistica dell’Umbria, Preci riveste un ruolo particolarmente interessante dal punto di vista qualitativo. Una forte azione di richiamo è esercitata senza dubbio dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La ricchezza di emergenze storiche – architettoniche, in primis l’Abbazia di S.Eutizio e la tradizione della chirurgia preciana, di infrastrutture sportive (campo di calcio in erba e palazzetto dello sport) e di strutture per l’attività convegnistica contribuiscono a differenziare l’offerta e a variegare le attività realizzabili sul territorio, ma è nei servizi ambientali che oggi si stanno moltiplicando le iniziative locali, anche ad opera di alcune cooperative, per promuovere numerose attività ricreativo – ambientali (mountain bike, trekking, equitazione).

Video di CLAUDIO MORTINI

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