Bussana Vecchia è una frazione collinare del Comune di Sanremo, in Liguria.
 
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Bussana Vecchia

Il cuore prezioso di una terra ingrata
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Borgo di Bussana Vecchia
Comune di Sanremo
Provincia di Imperia
Regione Liguria

Abitanti: 54.824 (66 nel borgo)
Altitudine centro: 15 m s.l.m.

Comune di Sanremo
Corso Cavallotti 59 - Sanremo (IM)
Tel. 0184-5801

Bussana Vecchia (Bussann-a Vegia in ligure) è una frazione collinare del Comune di Sanremo, in Liguria.
Totalmente abbandonata per decenni dopo il violento terremoto del 1887, ha ricominciato ad essere abitata dal finire degli anni cinquanta del Novecento da artisti italiani e stranieri, attratti dalla particolarità del luogo, che ristrutturarono e resero nuovamente abitabili gli edifici meno danneggiati. Attualmente ospita una comunità internazionale di artisti, con botteghe artigiane ed alcuni punti di ristoro, tanto da essere divenuto, negli anni, un caratteristico villaggio di artisti in un'ambientazione da borgo medioevale.

Posto su una collina rocciosa alle spalle di Bussana Nuova (fondata dagli abitanti dopo il terremoto), ha la tipica struttura a pigna comune ad altri borghi medioevali liguri. L'area che occupa è relativamente verde circondata da macchia mediterranea, castagneti e pini marittimi. Il borgo pare sia stato fondato in epoca romana con il nome di Armedina o Armedana, ma è solo nel VII secolo che si hanno le prime testimonianze della sua esistenza. In seguito alle invasioni longobarde la popolazione decide di muoversi nella sottostante Valle Armea, dove resta fino al X secolo, quando i saraceni spingono gli abitanti a muoversi nuovamente in posti più elevati e facilmente difendibili. Inizia quindi l'edificazione spontanea delle prime strutture difensive sulla collina sovrastante. Almeno dall'inizio del XI secolo Bussana Vecchia cade sotto il controllo dei Conti di Ventimiglia, che provvedono all'edificazione di un primo castello a scopo difensivo. Nel XIII secolo il paese viene acquistato dalla Repubblica di Genova, che tuttavia lascia alla popolazione una relativa indipendenza. A partire dal XV secolo si assiste ad un forte incremento demografico seguito da un naturale sviluppo dell'abitato. Nel 1404 viene completata la prima chiesa, edificata sui resti di una precedente, e viene dedicata a Sant'Egidio. Contemporaneamente le abitazioni, edificate secondo lo stile romano con pietre squadrate, iniziano ad essere realizzate con le pietre stondate provenienti dalle vicine spiagge rocciose. L'originario castello, abbandonato, è oramai in rovina. La vita nel borgo prosegue relativamente tranquilla nel corso dei due secoli successivi. La popolazione è prevalentemente rurale e vive di agricoltura, di coltivazione di olivi e agrumi (su terreni disposti in terrazzamenti), e di piccolo allevamento. A partire dal XIX secolo cominciano ad aversi i primi sentori della pericolosità del luogo, ancora oggi considerata zona a rischio sismico. Si cominciano a verificare i primi terremoti di un certo rilievo (nel 1831, 1851 e 1854), tanto che la popolazione decide di rinforzare gli edifici esistenti introducendo i tipici archetti che collegano, all'altezza del primo o del secondo piano, le abitazioni che si affacciano da lati opposti degli stretti carrugi di Bussana Vecchia.

Il mercoledì delle Ceneri del 1887, un 23 febbraio, alle 6:21 si verifica la scossa di terremoto che segnerà per sempre il destino del paese. In soli venti secondi il sisma provoca morti e danni ingentissimi: fa crollare la volta della gremita chiesa, e la quasi totalità delle abitazioni della parte alta del villaggio vengono distrutte, seppellendo centinaia di persone.
I sopravvissuti decidono dapprima di accamparsi nella zona bassa del paese, in attesa di capire se sia possibile recuperare in qualche modo le costruzioni meno lesionate e ricostruire le abitazioni crollate. Un'apposita commissione, istituita per verificare la fattibilità della ricostruzione, stabilisce che sia molto più sicuro abbandonare il borgo per ricostruirlo più a valle.
La maggior parte della popolazione è contraria a questa scelta, in quanto vorrebbe ampliare il borgo originario e sostituire le costruzioni più malandate, tuttavia il vivo ricordo del terremoto e le imposizioni delle autorità convincono la popolazione a fondare il paese di Bussana Nuova, nell'area già nota come Capo Marine. Nel 1889 viene posta la prima pietra del municipio di Bussana Nuova, e nel 1894 i bussanesi abbandonano definitivamente il borgo originario, celebrando l'ultima messa nella Domenica delle Palme. Il borgo, da quel momento, verrà chiamato "Bussana Vecchia".
Fino agli anni quaranta del Novecento Bussana Vecchia viene sfruttata come deposito a buon mercato di materiale da costruzione; tuttavia dopo la Seconda guerra mondiale alcune famiglie di immigrati dal sud Italia cercano di stanziarsi nel luogo. è solo dalla fine degli anni cinquanta che alcuni artisti scoprono il villaggio e decidono di stabilirvisi: è un meraviglioso luogo di ispirazione, e può servire a fondare una comunità artistica ideale. L'artista torinese Mario Giani (in arte, Clizia), dopo aver scoperto il luogo nel 1959 tenta di formare una colonia di artisti ma non vi riesce e abbandona il villaggio spostandosi a Sanremo, aprendo un bar nella parte chiamata Vecchia Pigna. Intanto il pittore siciliano Vanni Giuffre che esponeva al Casinò di Sanremo, decide di venire ad abitare nel borgo.

Qui assieme ad altri amici accorsi da tutto il mondo sancisce una specie di Costituzione che regola la vita del villaggio. Con il passare degli anni, il nucleo di artisti continua a crescere, fino ad arrivare alla trentina di persone nel 1968. Il borgo, nei primi anni settanta, è ancora visitato solo da turismo d'élite: gli stagionali vivono normalmente di altro, e si recano a Bussana solo per intenti creativi. I residenti, invece, devono contare sui proventi della propria attività artistica, quindi cercano di attirare al villaggio il turismo di massa, in piena esplosione in quel periodo. A tale scopo la produzione artistica cominciò a scivolare verso le opere di artigianato, per sfruttare il nuovo mercato venutosi a creare. Dal punto di vista artistico, viene istituito il "Laboratorio Aperto", vengono cioè stabilite delle linee guida secondo le quali l'intero villaggio è un unico laboratorio artistico, in modo da cercare di ridurre la ormai scarsa qualità dei prodotti in esposizione e vendita nei vari atelier.

Il borgo è visitabile interamente a piedi in circa un'ora. Tuttavia una delle maggiori attrattive è rappresentata dalle caratteristiche botteghe e gli atelier degli artisti, aperte un po' ovunque nel borgo. La vecchia chiesa di Sant'Egidio, mai ristrutturata, mostra ancora tracce di quelli che erano gli stucchi e le pitture originarie; è visitabile solo dall'esterno, in quanto pericolante. Il campanile della chiesa è miracolosamente scampato al sisma, e viene visto dagli abitanti di Bussana Vecchia come il simbolo del paese.

Manifestazioni teatrali, esposizioni d'arte e musica dal vivo, soprattutto nelle sere d'estate, sono tra le attività più frequentate.

Video di Paolo Bertagnolli

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