Di origini sannite, Agnone è sede del più antico stabilimento al mondo per la fabbricazione delle campane.
 
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Agnone

Il borgo delle Campane
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Comune di Agnone
Provincia di Isernia
Regione Molise

Abitanti: 4.897
Altitudine centro: 840 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Città del tartufo
Paesi bandiera arancione

Aree naturali protette:
Riserva naturale guidata Abetina di Rosello

Comune di Agnone
Via G. Verdi 9 - Agnone (IS)
Tel. +39 0865 7231

Il borgo di Agnone (Agnèune in dialetto locale) si trova in Molise. Antica città sannita, è sede del più antico stabilimento al mondo per la fabbricazione delle campane, fondato intorno all'anno 1000 e tra i pochi che possano fregiarsi dell'onore di utilizzare per i propri prodotti lo stemma pontificio. Il borgo sarebbe sorto sulle rovine della città sannitica Aquilonia, distrutta dai Romani durante la conquista del Sannio. Importante centro durante la dominazione longobarda, andò poi decadendo nei secoli immediatamente precedenti il 1000, mentre la Valle del Verrino e le alture circostanti divennero luogo di eremi, piccoli monasteri e piccole colonie agricole. Nel 1139 la potentissima famiglia dei Borrello, Conti di Pietrabbondante e capitani di ventura di Venezia, portarono sul luogo un notevole numero di soldati e artigiani veneziani, probabilmente provenienti dalle colonie dalmate della Serenissima. Appare molto evidente la fondazione veneziana del borgo, sorto sul colle di fronte al Monte Caraceno, a causa dei chiari segni di cultura veneziana osservabili nel quartiere originario, quello della Ripa, tradizionalmente detto anche Borgo Veneziano.

L'importanza di Agnone andò crescendo nel periodo angioino e anche in quello aragonese, al punto che durante il regno borbonico delle Due Sicilie, la città fu tra le 56 città regie, direttamente dipendenti dal Re, libere da qualunque altra soggezione di tipo feudale, dotate di alto tribunale, con diritto di comminare pene capitali. Durante il regno di Gioacchino Murat, i maggiorenti del luogo chiesero e ottennero il passaggio al Molise, fondando la richiesta sulla difficoltà geografica dei collegamenti abruzzesi, e sperando di assurgere a un ruolo di dominio nella nuova, piccola regione (1811). La prima delusione colse gli Agnonesi subito dopo questo passaggio, giacché i tre distretti in cui il Molise fu diviso, ebbero come centri e capoluoghi Larino, Campobasso e Isernia, escludendo Agnone da ogni ruolo di preminenza amministrativa. L'Italia unita, del resto, riunificando l'Abruzzo e il Molise in un'unica regione, rese di fatto superato questo problema. Fiorente per ampiezza dell'agro e per numero e volume di imprese artigiane, Agnone poté sviluppare, nel corso dell'800, un alto numero di menti colte: medici, filosofi, giuristi, teologi, da cui le venne il nome onorifico di Atene del Sannio. La rivoluzione dei prezzi legata al primo sviluppo dell'industria italiana di fine Ottocento, tuttavia, intaccò quest'equilibrio, dando il via al fenomeno dell'emigrazione.

Meritano una visita il Museo Internazionale della Campana e la Chiesa di San Francesco. Non meno interessante è l'architettura civile del paese: il centro storico è di chiaro stampo veneziano, infatti avventurandosi lungo le stradine del borgo antico ci si imbatte di frequente nelle caratteristiche botteghe veneziane e in piccole statue di pietra raffiguranti, per l'appunto, leoni veneziani. L'Antica Bottega Orafa sita in Corso Garibaldi testimonia un'antica migrazione di artigiani lagunari verso Agnone, avvenuta secoli addietro per opera della famiglia Borrello. Interessante è la piazza principale del centro storico, piazza Plebiscito, anticamente detta piazza del Tomolo dove, sul finire dell’Ottocento, si inaugurò il Monumento all'illustre cittadino Libero Serafini. Sempre in questa piazza confluiscono sette strade che partono da altrettante altre zone del borgo antico e che ospita una caratteristica fontana marmorea risalente al 1881 (anno della costruzione del primo acquedotto urbano agnonese).

Altra eccellenza del borgo di Agnone è il Confetto Riccio, le cui origini sono molto antiche. La prima testimonianza ufficiale è datata 1839. È un confetto più grande del normale con superficie rugosa, tenero e friabile. Si consuma fresco e può essere conservato sotto vuoto. Le materie prime sono: zucchero, mandorla di Avola, gomma arabica e aromi naturali. La mandorla viene cosparsa di gomma arabica per favorire la copertura con lo zucchero. Nella "bassina" (grande calderone in rame), mentre ruota, si versa lo zucchero sciroppato che cristallizzando ingrossa la mandorla e le conferisce la caratteristica forma rugosa.

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