Il borgo di Sant'Agata de' Goti si trova ai piedi del Monte Taburno, in Campania.
 
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Sant’Agata de’ Goti

L'antica Saticula
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Borgo di Sant'Agata de' Goti
Comune di Sant'Agata de' Goti

 
Provincia di Benevento
Regione Campania

Abitanti: 11.175
Altitudine centro: 159 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Città del vino
Città della nocciola
Paesi bandiera arancione

Aree naturali protette:
Parco regionale del Taburno - Camposauro

Comune di Sant'Agata de' Goti
Piazza Municipio 1 - Sant'Agata de' Goti (BN)
Tel. +39 0823 718211

Il borgo di Sant'Agata de' Goti si trova ai piedi del Monte Taburno, in Campania.
L'abitato si divide in due parti: una moderna, edificata a partire dalla fine del XIX secolo e l'altra di fondazione romana, situata su una rocca di tufo.

Il suo nome si forma in vari periodi storici. Nell'VIII secolo la città longobarda fu intitolata alla santa catanese probabilmente per volontà di Radoald e Grimoald, fratelli educati alla corte di Arechi che abitarono nella gastaldia di Sant'Agata.
La seconda parte proviene dall'epoca normanna invece, con l'avvento dei feudatari della famiglia Drengot dopo il 1117: come è noto, Rainulfo Drengot conte di Sant'Agata apparteneva alla cerchia dei “Potentes” con facoltà speciali e potere decisionale autonomo tra i quali quello di dare il suo nome alla fortezza. Ma col tempo il cognome Drengot sia in Francia che in Italia prese ad essere pronunciato diversamente fino a mutare in De-Goth.

Nell'attuale territorio di Sant'Agata de' Goti, anticamente sorgeva la Città Sannita di Saticula. Nel periodo in cui i Longobardi dominarono la città il tessuto urbano cittadino di origine romana cominciò ad alterarsi fino a scomparire del tutto, grazie anche alla pratica dei barbari di "riciclare" materialmente pezzi di strutture appartenuti a templi pagani o a basiliche giudicate inutili. In questo periodo si posero le basi di una lenta trasformazione dei costumi nella popolazione, delle abitudini alimentari e delle consuetudini contadine, alcune delle quali sopravvivono ancora oggi.

Nel territorio circostante furono create le masserie, luoghi fortificati dove si sviluppò la produzione di vettovaglie a servizio della comunità, svolta dai massari riuniti in nuclei familiari che davano il proprio nome alla fattoria, esattamente come avviene ancora oggi in alcuni casi.
Il gastaldo di Sant'Agata abitava invece protetto sull'altura di tufo, nei pressi dell'antico Pretorium romano del tutto smantellato, in una costruzione prossima ad una falda d'acqua sotterranea, a cui attingeva un pozzo.
Nel periodo normanno Sant'Agata iniziò a prendere una fisionomia simile a quella attuale. Il fortellicium fu realizzato a partire dall'XI secolo: i Normanni sfruttarono le cave di tufo già presenti nel borgo, utilizzandole poi come "conserve" e cisterne, alcune delle quali visitabili ancora oggi, e con tale pietra costruirono i contrafforti addossati ai costoni naturali: questo sistema, unito ad una cinta di case-cortina, rese le mura inespugnabili a ovest, mentre a est fu arricchito da una rete di torrette d'avvistamento. Il lato sul fiume Martorano restò sempre la parte più inespugnabile, alla quale si arrivava solo in barca, guadando il fiume.

Il territorio santagatese è tradizionalmente votato alla produzione di olio, vino, frutta (mele e ciliegie in special modo), ortaggi, cereali e legumi. Fra le specialità di frutta si coltiva la mela annurca, prodotto che nel 2006 ha ottenuto il marchio IGP (Indicazione geografica protetta). Il frutto, piccolo e schiacciato, si caratterizza per le proprietà organolettiche: polpa bianca compatta, acidula e profumata. Era già conosciuta e apprezzata nell'antichità romana, e citata da Gaio Plinio Secondo noto come Plinio Il Vecchio che nel suo Naturalis Historia ne localizza l'origine nella zona di Pozzuoli; la mela annurca viene coltivata in tutta la Regione Campania. Di gran qualità sono i vini, bianchi e rossi, prodotti a Sant'Agata de' Goti, fra cui sono rinomati soprattutto la falanghina, che ha ricevuto la denominazione DOC con la dicitura Sant'Agata dei Goti Falanghina, e l'aglianico, etichetta DOC Sant'Agata dei Goti Aglianico riserva.

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NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

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