Di origine romana, il borgo di Morano Calabro è posto all'interno del Parco Nazionale del Pollino. L' abitato si sviluppa su un colle di forma conica, alla cui sommità si trovano i ruderi di un antico maniero di epoca Normanno-Sveva.
 
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Morano Calabro

Testa di Moro
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Borgo di Morano Calabro
Comune di Morano Calabro
Provincia di Cosenza
Regione Calabria

Abitanti: 4.485
Altitudine centro: 694 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Paesi Bandiera Arancione

Aree naturali protette:
Parco Nazionale del Pollino

Comune di Morano Calabro
Piazza Giovanni XXIII - Morano Calabro (CS)
Tel. +39 0981 31021

Morano Calabro è situato in posizione strategica nell'alta valle del fiume Coscile (antico Sybaris di epoca magno-greca), alle pendici del massiccio del Pollino, in Calabria.
Il toponimo è già attestato nel II secolo a.C. Morano Calabro fu certamente fondata dai romani, come già detto, intorno al II secolo a.C. La prima traccia significativa del borgo che incontriamo è il Muranum stazione della Via Capua-Rhegium comparsa per la prima volta in una pietra miliare del II secolo a.C., la cosiddetta Lapis Pollae (o lapide di Polla) dove sono contrassegnate le distanze dell'antica strada consolare romana comunemente denominata via Annia-Popilia. Successivamente, lo ritroviamo con il nome di Summuranum nel cosiddetto Itinerario di Antonino (III secolo d.C.) e nella Tabula Peutingeriana (III secolo d.C.).

In epoca altomedievale, durante le incursioni saracene del IX secolo, venne combattuta fra saraceni e moranesi una battaglia che vide vittoriosi i cittadini del borgo, la Battaglia di Petrafòcu. Oggi, viene annualmente ricordata come simbolo dell'indipendenza cittadina in una annuale rievocazione storica, la Festa della bandiera, oltre che iconograficamente nello stemma civico.

Nell'età medievale il borgo fu per un certo tempo libero comune, divenne in seguito feudo di Apollonio Morano, dei Fasanella, di Antonello Fuscaldo e nel XIV secolo passò infine ai Sanseverino di Bisignano. Questa nobile famiglia si sentì molto legata a Morano, lasciando numerose e preziose tracce storico-artistiche, testimonianza del loro mecenatismo, quali ad esempio la fondazione votiva del Monastero di San Bernardino da Siena patrono della città (1452), e l'ampliamento del castello (1515).

A prova del costante legame con i suoi domini, il principe Pietrantonio Sanseverino, maggior esponente della famiglia, accordò numerose concessioni, grazie al celebre atto Capitoli e Grazie, ratificato nella città di Morano il 1º agosto 1530, inoltre suo figlio Niccolò Bernardino (ricordato per gli orti botanici sanseverini di Napoli), vi nacque nel 1541 ed al quale fu dato come secondo nome quello del santo patrono, quasi a suggellarne il legame. Nel 1614 il feudo venne quindi ceduto agli Spinelli principi di Scalea, fino al 1806, anno di eversione dal feudalesimo. Il borgo seguì successivamente le sorti del Regno delle due Sicilie e del nascente Regno d'Italia.

L'antico nucleo del centro urbano si trova arroccato su di un colle di forma conica alto 694 metri s.l.m. alla cui sommità si trovano i ruderi di un antico maniero di epoca Normanno-Sveva. L'abitato si sviluppa degradando dalla sommità alla base del colle e creando una suggestiva illusione prospettica per cui le abitazioni paiono essere attaccate le une alle altre.
Tale assetto urbano si fa risalire all'epoca romana e medievale: è infatti accertato che l'odierno castello, potrebbe ricalcare un più antico fortilizio difensivo di epoca romana.

Nelle epoche successive, l'abitato si è esteso modellandosi sulla struttura del colle fino a sfociare verso i primi del Settecento, nel quartiere di via vigna della Signora, anticamente definito lo burgo, fuori dalla cinta muraria.
A seguito delle varie mutazioni socio-economiche del secolo scorso, nella seconda metà degli anni sessanta ebbe inizio una fase di ampliamento verso il pianoro prospiciente l'antico nucleo cittadino, dove oggi sorgono nuovi moderni edifici.

Video di Antonio Bartoccelli

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