Con una breve e suggestiva passeggiata sulle 'gobbe’ del Ponte del Diavolo, si possono ammirare, con un solo sguardo, il Borgo, il Penice e il Trebbia. Un'inquadratura cinematografica.

 
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Bobbio
San Colombano e il Diavolo

Comune di Bobbio
Provincia di Piacenza
Regione Emilia-Romagna

Abitanti: 3.589 
Superficie: 106,53 kmq
Altitudine centro: 272 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Unione Montana Valli Trebbia e Luretta

Comune di Bobbio
Piazza San Francesco - 29022 Bobbio PC
tel 0523962815

Ufficio Turistico
Cooltour società Cooperativa
Piazza San Francesco - 29022 Bobbio
tel 0523962815

Santo Patrono
San Colombano
Festa patronale
23 novembre

Bobbio uno dei Borghi più belli d'Italia, è situato sulla sponda sinistra del fiume Trebbia, in una zona ricca d’acqua e di insediamenti fin dall’epoca neolitica. I numerosi ritrovamenti testimoniano infatti la presenza di varie popolazioni: Liguri, Celti e dopo il 14 a.C i Romani, quando sorge il nucleo di Bobium sorge nel 14 a.c. Ma la sua storia è indissolubilmente legata a quella dell’Abbazia di San Colombano fondata dal monaco cenobita Colombano che vi giunge nel 614 quando riceve questo territorio in dono dal re longobardo Agilulfo. Donazione dalla grande valenza politica in quanto Bobbio controllava la grande carovaniera, la via del sale, che da Piacenza, lungo la Valtrebbia raggiunge Genova, caposaldo dei Bizantini. A Bobbio, Colombano trova solo una chiesetta semidiroccata, dedicata a S.Pietro, e la restaura. Il convento si popola rapidamente: già nel 643 conta centocinquanta monaci. Attorno al convento sorgono le prime case abitate da civili. L’Abbazia di Bobbio, con le sue scuole, la sua Biblioteca, il suo Scriptorium, la sua organizzazione economica, diventa rapidamente anche una potenza politica. Bobbio possedeva beni in Valtrebbia, val Staffora, val Tidone, val d’Aveto, in Liguria, nel Monferrato e nelle Langhe, arriva fino alle porte di Torino, Attorno al Lavo di Garda, da Salò a Bardolino, sui Laghi di Mantova, a Piacenza, Ravenna, Genova, Lucca e Pavia. Un ricco feudo in cui il sistema curtense raggiunge la perfezione.

La zona su cui si sviluppa l’abitato di Bobbio è delimitato dal fiume Trebbia e dominato dal Santuario della Madonna del Penice, che si trova sul monte omonimo. Il cuore del borgo ha mantenuto perfettamente intatte le architetture medioevali. Simbolo del borgo è il Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo), costruito interamente in pietra in epoca romana, dal particolare profilo costituito da 11 arcate irregolari. Il ponte collega il borgo all’altra sponda del fiume e da esso, con una breve e suggestiva passeggiata sulle sue ‘gobbe’, si possono ammirare il profilo del Borgo, il Monte Penice e il territorio circostante al Trebbia.

Nelle botteghe del centro storico è possibile trovare numerosi prodotti tipici della zona, dai vini di produzione locale alle marmellate o miele biologici prodotti da aziende locali. Ma anche un’ampia scelta dei salumi nostrani oppure dolci e prodotti da forno come le gustose ciambelline salate oppure la famosa torta di mandorle ma ancora i profumatissimi funghi porcini raccolti sulle montagne circostanti e tartufi. Per chi invece cerca un souvenir di tipo artigianale in contrada dell’ospedale troverà laboratori di falegnami e artisti locali dove trovare manufatti o quadri raffiguranti suggestivi angoli della città.

Oltre ad essere ricca di arte e cultura, Bobbio vanta una lunga serie di piatti tipici locali (che compongono la tradizione culinaria piacentina) che qui si tramandano da molte generazioni, e rappresentano un altro tratto tipico in cui si contraddistingue il melting pot socio-culturale di cui ha beneficiato nel corso dei secoli. Da gustare i maccheroni alla bobbiese, pasta fresca fatta a mano utilizzando l’ago da maglia condita con un sugo di stracotto. Le lumache alla bobbiese, tradizionale piatto della vigilia di Natale, ma che è possibile gustare spesso nel periodo invernale e il buonissimo croccante fatto con mandorle e zucchero al quale le sapienti mani dei produttori locali sanno dare forme sorprendenti. Pinoli alla ricotta o pìn (in dialetto pé da lésa: piede di slitta, per la forma tipica), gnocchetti verdi alla ricotta, tradizionalmente serviti con un sugo di funghi; brachettone alla bobbiese (bràcton, uno zampone fatto con la spalla di maiale, conciato o stagionato).

Video di Pino Meola

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NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

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