Palazzolo Acreide, in Sicilia, è un borgo non solo da visitare, ma da vivere.
 
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Palazzolo Acreide

Le vestigia dell'antica Akrai
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Comune di Palazzolo Acreide
Provincia di Siracusa
Regione Sicilia

Abitanti: 8.808
Altitudine centro: 670 m s.l.m.

Sito Unesco: Le città tardo barocche della Val di Noto

il Comune fa parte di:
I Borghi più belli d'Italia
Distretto culturale del sud-est siciliano
Strada del Vino del Val di Noto
Città e siti patrimonio mondiale Unesco

in collaborazione con:
Comune di Palazzolo Acreide
Palazzolo Acreide - Economia Turismo Cultura
Centro Studi Iblei e Istituto Studi Acrensi di Palazzolo Acreide

Palazzolo Acreide Turismo

Nel 664 a.C., sulla collina detta Acremonte, che separa le valli dell’Anapo e del Tellaro, i Siracusani fondarono Akrai. Tale luogo prima ancora di essere apprezzato dai siracusani fu scelto dai Siculi, che vi innalzarono un proprio villaggio intorno al XII sec. Numerose furono le dominazioni che si avvicendarono nel corso dei secoli: greca, romana, bizantina, araba, normanna. Da qui le varie denominazioni date alla città in epoche diverse: Akrai, Balansùl, Placeolum o Palatioli, ed infine Palazzolo a cui, nel 1862, fu aggiunto il patronimico di Acreide.

Le prime notizie storiche della Palazzolo Acreide attuale si hanno a partire dal XII secolo. Il centro medievale sorse vicino all'antica Acre, su un piccolo sperone roccioso sottostante, in posizione strategica di controllo sul territorio e sulle vie di comunicazione, là dove sorgeva un "palatium" imperiale, che ha determinato il nome del nuovo abitato: "Palatiolum". Qui venne edificato un castello ad opera dei normanni. Dal 1104 si avvicendarono a Palazzolo diverse baronie: da Guilfredo figlio del conte Ruggero ad Artale d'Alagona, per finire ai principi Ruffo di Calabria. Nel XIII-XIV secolo l'incremento demografico determinò l'espansione dell'abitato nell'area circostante. Distrutta dal terremoto del 1693, la città fu ricostruita in parte sulle strutture originarie del quartiere medievale ed in  parte attorno all'attuale corso principale. Nel XVII secolo i palazzolesi si ribellarono alla feudalità finchè nel 1812 Palazzolo fu riconosciuto come paese demaniale. I monti Iblei e la Valle dell’Anapo sono naturale e suggestiva cornice al territorio di Palazzolo Acreide.

La valle, solcata dal fiume omonimo, ricca di una vegetazione a macchie arbustive e platani orientali, custodisce la riserva naturale e la necropoli di Pantalica. Meritano di essere menzionate anche le cave di Cardinale e il bosco di Bauly, interessanti per flora e fauna. Il barocco, il clima, le tradizioni popolari, la gastronomia, la cordialità e l’ospitalità della gente fanno di questa cittadina, una metà da non mancare. Palazzolo è un borgo non solo da visitare, ma da vivere per la storia e il fascino, per le tante bellezze da amare, per le sue chiese, per i suoi palazzi nobiliari ed i suoi suggestivi quartieri.

La chiesa di San Michele fu costruita fra il XV ed il XVI e riedificata dopo il terremoto del 1693, la facciata si eleva su una gradinata e si sviluppa su due ordini. Spicca a sinistra la torre campanaria esagonale racchiusa da una cupola. L’interno è suddiviso in tre navate con colonne di pietra bianca a fusto liscio sormontate da capitelli corinzi.

La chiesa di Sant’Antonio Abate fu costruita nel 1634, distrutta dal terremoto del 1693 è stata riedificata nel ‘700, ma non è mai stata completata. La facciata è incompleta: manca il secondo campanile, mentre nell’interno è stata costruita solo la navata centrale e una parte della navata destra. Si possono ammirare diverse belle tele negli altari.

La chiesa dell’Immacolata, dall’elegante facciata barocca convessa, unica nel suo genere a Palazzolo, custodisce una statua in marmo bianco di Carrara della Madonna col Bambino, capolavoro rinascimentale realizzato tra il 1471 e il 1472 dallo scultore Dalmata Francesco Laurana.

La chiesa di S. Francesco è l’antica chiesa dei Cappuccini. Riedificata dopo il terremoto del 1693, è stata riaperta al culto nel 1984. Nel suo interno, ad unica navata, è custodito un altare ligneo con le statue di Santi Cappuccini e la statua di S. Francesco.

La costruzione della chiesa del Convento ebbe inizio nel 1870, il complesso sostituì l’antico convento soppresso nel 1866. La chiesa è ad un'unica navata, in sacrestia è custodito un pregevole armadio settecentesco in noce con intarsi in cipresso che si trovava nel vecchio convento. La chiesa custodisce anche il manoscritto “La Selva di notizie storiche” di Padre Giacinto Farina.

La chiesa di Maria SS. Del Soccorso è priva di opere e decori, ma ha un fascino austero. Ricostruita dopo il terremoto del 1693, recentemente riaperta al culto. Della struttura originaria, rimangono una preziosa acquasantiera in marmo e il pavimento in pietra lastricata.

Il Palazzo Lombardo Cafici si trova lungo via Garibaldi, risale al XVIII sec. e vanta la più lunga balconata barocca del mondo. I mensoloni raffigurano mascheroni antropomorfi con vivaci espressioni grottesche.

Il Museo dei Viaggiatori in Sicilia raccoglie presso Palazzo Vaccaro le incisioni originali, riguardanti l’area iblea, dei più importanti Voyage Pittoresque del ‘700, mappe antiche della Sicilia e una preziosa raccolta di libri antichi legati al tema del viaggio fra cui la rarissima prima edizione del De rebus Siculis del Fazello. Il Palazzo Rizzarelli Spadaro è sede del Museo delle Tradizioni Nobiliari.

Sul vasto Piazzale Marconi si trova la Villa Comunale, voluta e realizzata dai baroni Judica e Messina, la sua costruzione iniziò nel 1880. Inserito tra i giardini storici d’Italia dal Ministero per i Beni Culturali, ha un’estensione di 30.000 mq. Ed è un vero e proprio giardino botanico per la varietà di alberi ed essenze floreali. E’ caratterizzata da quattro spaziosi lunghi viali costeggiati da secolari alberi ornamentali, di cui alcuni assai rari.

Il Castello Medievale esisteva già nell’827, anno della conquista musulmana, abbandonato dopo il terremoto del 1693, restano solo alcune rovine: parte del fossato, il basamento delle torri, alcuni locali ipogei, le cisterne e nel baglio piccolo parte della merlatura intagliata nella viva roccia. Dal sito, si gode una veduta sulla valle dell’Anapo di impareggiabile bellezza.

Il quartiere “i scaliddi” è così denominato perché una serie di scalinate, diramatesi in diverse direzioni per poi ricongiungersi, mette in comunicazione i quartieri di “San Paolo” e dello “Spirito Santo”, che si trovano nella parte “bassa” della città, con quelli di “San Michele”, dell’ “Orologio” e di “San Sebastiano” che si trovano nella parte “alta” della città. Le scalinate, alcune molto suggestive, si affacciano sulla splendida valle dell’Anapo, da qui si può godere un vasto panorama che si estende fino all’Etna. Questo quartiere è uno dei più antichi ed attualmente è valorizzato solo in occasione del “Presepe Vivente”, nel mese di Dicembre.

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NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

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