Il borgo di Ausonia è l’antica città del popolo italico degli Osci Ausoni, nel Lazio. Nei pressi dell’abitato moderno sono state rinvenute iscrizioni latine di età imperiale riguardanti la divinità di Ercole.
 
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Ausonia

Il gioiello degli Aurunci
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Borgo di Ausonia
Comune di Ausonia
Provincia di Frosinone
Regione Lazio

Abitanti: 2.593
Altitudine centro: 178 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Comunità Montana Arco degli Aurunci

Aree naturali protette:
Parco naturale dei Monti Aurunci

Comune di Ausonia
Via Roma 8 - Ausonia (FR)
Tel. +39 0776 952021

Ausonia, l’antica città del popolo italico degli Osci Ausoni, è una città di difficile localizzazione. Faceva parte della Pentapoli Aurunca; alleata dei Capuani, venne distrutta dai Romani nel 314 a.C. ed i suoi abitanti passati per le armi. La città non rinacque dopo questo massacro. Nei pressi dell’abitato moderno sono state rinvenute iscrizioni latine di età imperiale riguardanti la divinità di Ercole. 

L’antica Fratte nell’alto medioevo (dalla voce latina “fracta” = cose rotte o ruderi), si identifica per il maschio del castello che la domina: con l’aspetto antico delle mura e le sue case di pietra grigia, Ausonia comunica il senso di una pacata austerità, di una severa bellezza. La frazione di Selvacava e di Correano si sono invece sviluppate lungo le falde del monte Fammera, nel verde della macchia mediterranea. Ciò che rende affascinante questo Monte, è la sua tinta cangiante, color del tempo: rosa-rosso all’alba, nelle gradazioni del grigio azzurro quando il sole gira dietro di esso, argenteo nel plenilunio.

Chi voglia però cogliere insieme in un unico colpo d’occhio, Ausonia ed il suo comprensorio, deve fermarsi ai piedi della collina, presso l’Ausente, vicino al Santuario Madonna del Piano. Il complesso monumentale del Santuario, i ruderi dell’edificio ottagonale di un battistero alto medievale, di una torre presumibilmente campanaria e la casa in pietra con lo stemma secentesco, offrono di per sé un quadro di grande suggestione.

Se ci si sposta, sulla via dell’Ausente, si può contemplare un panorama avvincente: ad ovest domina lata la cima del Fammera ; a nord, al di sopra di un antico ponte di pietra, si staglia il colle rotondeggiante di Ausonia, esaltato dalla torre della fortezza; ad est troviamo il fianco ricco di uliveti del Monte Maio; a sud, si distende la piana verde della contrada delle Pastene, attraversata dall’Ausente. Ovunque i muri a secco le “macere”, costruiti con pietre abilmente incastrate secondo un’arte tradizionale, connotano il paesaggio. Essi sostengono terrazzamenti in cui crescono aranci, limoni, alberi da frutta ed ulivi secolari.

Il territorio di Ausonia subì le stesse vicissitudini del Lazio meridionale, funestato dai Goti di Alarico (410), dai Vandali (455) dagli Eruli (476), dagli Ostrogoti (494) e poi dai Longobardi che, attorno alla secondà metà del VI sec., invasero, con veloci incursioni, il basso Lazio, arrivando a distruggere anche Montecassino. Gli ultimi scavi intorno alla chiesa di S. Michele hanno evidenziato tratti di mura costruiti con materiale di risulta, malta e pietre piccole, secondo l’uso dei Longobardi. Nell’846 una flotta saracena, prese Ostia, mentre le navi più agili risalivano il Tevere, arrivando fino a profanare la Basilica di San Pietro. I Musulmani però, fatti più prudenti dal timore di una coalizione di truppe cristiane, ripiegarono via terra, attraverso l’Appia e si acquartierarono sotto le mura di Gaeta. I Saraceni tentarono una sortita, che risultò sfortunata, contro Montecassino; al ritorno, essi attraversarono una località detta “ad duo leones”, da leoni di pietra che delimitavano i confini tra la Terra di San Benedetto ed il ducato di Gaeta: era il territorio nel quale sarebbe sorto il Castrum Fractarum. La denominazione contenuta nella tragica cronaca militare, è citata già a partire dall’ VIII sec., nel privilegio del 744 del longobardo Gisulfo II, duca di Benevento, e poi in quello di Carlo Magno, del 787, in copia nel regesto di Pietro Diacono. Addirittura la terra detta “ad duo leones” è nominata nella famosissima “charta capuana” del 960 dove il monte Fammera è chiamato “monte de Balba”.

In Ausonia, nella torretta del largario S. Michele, vi sono due leonine, a cui viene attribuita la fama prestigiosa di essere i “duo leones”. Si tratta di un grande leone, di impronta romana, del genere di quelli che Montecassino usò comunemente come pietre di confine dei suoi territori, e di un altro, giunto mutilato dalla parte posteriore, con la criniera a riccioli stilizzati, di epoca altamedievale.

Il nome “Fractae” appare per la prima volta in un prezioso documento del 1020, in cui Maria, contessa di Traetto, dona quattro moggia di terra a Pietro e Juga “abitanti di Fratte”. Intorno agli stessi anni compaiono le fortificazioni di Suio, Sperlonga, Maranola, costruite come difesa delle popolazioni dalla razzie di milizie saracene e normanne nel territorio. Fratte faceva allora parte della contea di Traetto, che venne costituita da Marino II, duca di Gaeta, per il figlio Dauferio. Proprio al tempo dell’invasione normanna i proprietari terrieri, incapaci di difendere le loro terre, ne facevano dono a Montecassino, individuando nell’abate Desiderio l’unico capace di mediare con i conquistatori. Desiderio riuscì a conciliarsi con i Normanni e sette anni dopo, ottenne l’intero Castrum Fractarum. Fratte ritornò per poco sotto Gaeta, nel 1091, quando Riccardo, milite di Spigno, si impadroniva del castro, con l’aiuto del nuovo Duca Rinaldo Ridello.

Seguirono anni di guerre fra baroni locali, fino a quando nel 1107, Riccardo dell’Aquila, duca di Gaeta e vassallo di Montecassino, si impegnò a difendere le terre dell’Abbazia. Nella seconda metà del secolo la vita del castro fu sconvolta dal vortice degli eventi storici consequenti lo scisma fomentato da Onorato I Caetani, conte di Fondi. Diventato padrone dei territori che confinavano con la Terra di S. Benedetto, Onorato, nell’anno 1379, per decreto di Clemente VII, ebbe il possesso di Fratte. Il Castrum Fractarum però, quattro anni dopo, nel 1383, è registrato sotto Montecassino, come recita un documento in cui l’abbate Pietro de Tartaris, con un editto affisso sulle porte di S. Michele, prometteva perdono a coloro che avevano tradito. Cessato il dominio aragonese e declinato anche quello dei Gaetani, durante il 1503 Spagnoli e Francesi si contesero il Regno di Napoli. A vittoria ottenuta,Ferdinando V di Spagna, in segno di gratitudine concesse a Prospero Colonna il ducato di Traetto di cui Fratte faceva parte. Alla fine del XVII sec. il Castrum Fractarum, con i suoi casali, era diventata una cittadina popolata da circa duemila abitanti. Il ducato di Traetto rimase ai Carafa fino al 1806, quando Giuseppe Bonaparte, divenuto re di Napoli, aboliva i titoli nobiliari. Nel 1862, con l’unità d’Italia, il consiglio comunale di Fratte cambiò il nome della città in quello di Ausonia.

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