Visitare il borgo di Masullas, in Sardegna, regala emozioni indimenticabili in ogni momento dell’anno.
 
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Masullas

Chicchi di melograno
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Borgo di Masullas
Comune di Masullas

Provincia di Oristano
Regione Sardegna

Abitanti: 1.070
Altitudine centro: 129 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Borghi Autentici d'Italia
Unione Parte Montis

Comune di Masullas
Via San Francesco 4 - Masullas (OR)
Tel. +39 0783 996017

A Masullas ci si conosce tutti. I rapporti umani sono stupendi, le persone ti vogliono bene, non vanno di fretta, non ti dicono un semplice ciao, ma si fermano a parlare per chiederti come stai. Vivere a Masullas è interessante perché alle 3 del pomeriggio si può passeggiare in una piazza immensa e deserta, immobile, lontana anni luce dalla moda e dal caos delle grandi città. Masullas con i suoi luoghi, con le sue tradizioni, con le sue sagre paesane, riesce ad evocare qualcosa di speciale ed essere l’epicentro di sogni e ricordi. Masullas, un piccolo borgo di 1000 anime nel cuore del Parte Montis, sorge a 129 metri di altitudine a Sud del Monte Arci, situato in una delle zone più belle dell’omonimo Parco Regionale.

Terra accogliente, un territorio ricco di tradizioni, bellezze naturali, storia e archeologia. Una comunità in cui si possono trovare reperti storici, sapori e profumi vigorosi e la cordialità tipica degli ambienti rurali, fatta di piccoli gesti e di un grande senso dell’ospitalità. Racchiuso nelle rigogliose vallate del Parte Montis, Masullas da sempre stupisce per l’importanza del suo patrimonio culturale. Vivere Masullas significa rimanere incantati dal verde degli ulivi, dal cielo stellato sopra l’alto campanile, le distese di colline intorno alla valle, respirare il profumo dell’aria calda, del fieno, dell’erba ingiallita dal sole. Significa lasciarsi trasportare dai sapori dei piatti tipici e lasciarsi viziare dall’abbraccio avvolgente dei suoi abitanti.

Masullas è rossa, vitalità ed energia, proprio come il Melograno, frutto che simbolizza il paese. Masullas è conosciuta in tutta la Sardegna per le sue quattro paste tipiche (crogoristas, caombas, pillus e tallutzas), apprezzate dai maggiori chef isolani e ancor più deliziose se accompagnate dalla succulenta salsa di pomodoro e di pollo ruspante.

L’antico borgo di Masullas presenta un centro storico ancora fortemente legato alle sue origini medievali e all’importanza assunta nel seicento e nel settecento, con caratteristici viottoli lastricati, case in arenaria, palazzi nobili e suggestivi edifici religiosi. La comunità ospitale di Masullas pone al primo posto la cultura e i suoi due musei ne sono l’esempio: il Museo i Cavalieri delle Colline, allestito all’interno del vecchio municipio, racconta la storia dell’aristocrazia rurale formatasi con l’avvento del feudalesimo e le sue implicazioni nell’amministrazione della giustizia, sia civile che ecclesiastica.

Il GeoMuseo MonteArci “Stefano Incani” è allestito nei locali dell’ex Convento dei Frati Cappuccini. È dedicato al Monte Arci, ai suoi minerali e alle sue rocce, nelle quali è scritta una storia geologica antica e complessa, raccontata per mezzo di ricostruzioni paleo ambientali e di numerosi reperti. Masullas è all’interno del Parco Naturale del Monte Arci e nel contempo ricade nell’Area 1 (il Monte Arci) del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

Nella località Conca Cannas si trova il più grande giacimento di ossidiana di tutto il Mediterraneo. Presso Gutturu Forru, si trova il Megapillow Su Carongiu de Fanari, originatosi dal raffreddamento di lave sottomarine nel Miocene, si tratta di un vero e proprio Monumento Naturale riconosciuto dalla Regione Sardegna nel 2012. Tra gli altri monumenti geologici da visitare, vi sono gli affioramenti lavici sottomarini di Sa Perda Sposa cui la fantasia popolare ha intessuto una famosa leggenda: una coppia di sposi provenienti da Siddi, si fermarono ad ascoltare le campane di Masullas che in quel momento accompagnavano la solenne processione della Vergine Gloriosa.

La sposa ebbe a dire che il suono dei campanacci delle pecore del padre era il più armonioso. In quello stesso momento i protagonisti furono tramutati in pietra, la stessa che ancora oggi possiamo vedere fra i campi di grano di quei territori brulli al confine tra Masullas e Gonnoscodina. Lungo la SS442 è possibile osservare un curioso blocco lapideo perfettamente sferico, Sa Perda Sperrada, caratterizzato da una perfetta spaccatura centrale, da cui deriva il nome. Esso testimonia l’azione erosiva degli agenti atmosferici: l’acqua, l’alternarsi di climi caldi e più freddi, nel corso dei milioni di anni hanno modellato questa roccia, facendo nascere delle leggenda: una di queste narra che la roccia fosse un maiale tramutato in pietra e spaccato da un calcio da Luxia Arrabiosa, leggendario personaggio dell’area del Monte Arci.

Visitare il borgo di Masullas regala emozioni indimenticabili anche grazie a numerose festività religiose e sagre, che animano il paese, trasportando direttamente le tradizioni antiche al presente, per farle conoscere non solo alle nuove generazioni, ma anche agli ospiti del borgo.

Video di Marcello

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NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

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