Il borgo di Volterra, in Toscana, è celebre per l'estrazione e la lavorazione dell'alabastro.
 
CERCA PER ZONA

Volterra

Il borgo d'alabastro
Leggi di più

Borgo di Volterra
Comune di Volterra
 
Provincia di Pisa
Regione Toscana

Abitanti: 10.519
Altitudine centro: 531 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Città del tartufo

Aree naturali protette:
Riserva naturale Provinciale Foresta di Berignone
Riserva naturale Provinciale Montenero

Comune di Volterra
Piazza dei Priori 1 - Volterra (PI)
Tel. +39 0588 86050

Volterra è stata una delle principali città-stato della Toscana antica (Etruria), fu sede nel medioevo di un'importante signoria vescovile avente giurisdizione su un'ampia parte delle Colline toscane.

Oggi conserva un notevole centro storico di origine etrusca (di questa epoca rimane la Porta all'Arco, magnificamente conservata; la Porta Diana, che conserva i blocchi degli stipiti; gran parte della cinta muraria, costruita con ciclopici blocchi di pietra locale; l'Acropoli, dove sono presenti le fondamenta di due templi, vari edifici ed alcune cisterne; numerosissimi ipogei utilizzati per la sepoltura dei defunti), con rovine romane (fra tutte il Teatro ad emiciclo) ed edifici medievali come la Cattedrale, la Fortezza Medicea ed il Palazzo dei Priori sull'omonima piazza, centro nevralgico dell'abitato.

Veláthri (il nome etrusco di Volterra) faceva parte della confederazione etrusca, detta dodecapoli etrusca o lucumonie.
Il nome della città etrusca è ben leggibile nella serie di monete conservate al Museo Guarnacci.
In latino la città assunse il nome di Volaterrae, dal quale deriva il greco Οὐολατέρραι (Ouolatérrai) e l'attuale nome italiano.

Il colle su cui sorge Volterra era abitato già durante la prima età del ferro, come confermano le grandi necropoli villanoviane delle Ripaie e della Guerruccia, situate sui versanti che guardano a ovest e a nord.
Gli insediamenti presenti lungo le colline trovarono il loro punto di incontro nell'area della necropoli dove, intorno alla fine dell'VIII secolo a.C., si iniziò a tenere mercati e a realizzare aree di culto, dando vita al processo di sinecismo che originò il primo nucleo urbano.
Velathri fu una delle dodici città principali della confederazione etrusca e a partire dalla seconda metà del VI secolo a.C. ingrandì le mura a difesa dell'acropoli fino a raggiungere una circonferenza di circa 1800 metri, in pratica il piano sottostante la vetta del colle; questo processo si completò ai primi del V secolo a.C.
Le mura, ancora oggi per gran parte visibili, vennero costruite alla fine del IV secolo a.C. ed avevano un'estensione di 7300 metri.
Oltre all'accresciuto centro urbano proteggevano anche le fonti, i campi ed i pascoli necessari per far sopravvivere le greggi degli abitanti dei dintorni che si rifugiavano all'interno per salvarsi dai saccheggi che spesso i Galli e i Liguri effettuavano in queste zone.
Dal IV secolo a.C. in avanti i reperti archeologici aumentano ed è possibile ripercorrere la storia della città che raggiunse il suo massimo splendore quando le città etrusche meridionali (Veio, Tarquinia, Cerveteri, Vetulonia ecc..) iniziarono a decadere a causa della loro vicinanza con la nascente potenza di Roma.

Volterra era collocata molto più lontano e soprattutto era situata su un colle difficilmente accessibile e protetto da mura possenti. In quel periodo la città ebbe un grande sviluppo della sua economia basata sullo sfruttamento delle miniere di rame e di argento poste nei dintorni; oltre che di minerali il territorio volterrano era ricco di pascoli, foreste e di attività agricole.
Il vicino fiume Cecina e la sua valle furono la naturale via di comunicazione verso il mare e favorì anch'esso i commerci.
La vita politica e sociale era dominata dall'aristocrazia locale, con a capo la famiglia dei Ceicna, che seppe garantire un notevole benessere e anche una certa indipendenza. La città mantenne dei buoni rapporti con Roma e nel corso della seconda guerra punica fornì a Scipione grano e navi.
La fedeltà venne ricompensata e nel 90 a.C. i volterrani ottennero la cittadinanza romana.

Nei secoli seguenti la città venne governata dai Longobardi e dai Franchi fino ad arrivare al IX - X secolo quando iniziò il potere temporale dei vescovi, che toccò il suo culmine all'epoca di Galgano Pannocchieschi, vescovo e governatore di Volterra per conto di Federico Barbarossa.
Il suo governo dispotico fu anche la causa dell'inizio della rivolta contro quel potere. Lo stesso Galgano venne massacrato dal popolo inferocito sulla soglia del duomo nel 1170. I capi della rivolta anti-vescovile furono i locali signori feudali e gli esponenti della nascente borghesia comunale.

Nel 1208 venne iniziata la costruzione del Palazzo dei Priori, il simbolo e la sede del potere comunale.
Il comune di Volterra era circondato da potenti vicini come Firenze, Siena e Pisa in piena espansione territoriale, ma grazie a una saggia politica di buone relazioni seppe garantirsi l'indipendenza.
La definitiva sottomissione di Volterra avvenne nel 1472. Due anni prima erano state scoperte delle miniere di allume il cui sfruttamento aveva riacceso le faide familiari tra i nobili volterrani. Lorenzo il Magnifico ne approfittò e si schierò dalla parte della famiglia Inghirami anche se in realtà era Firenze e lui stesso a volere il controllo delle miniere.
Per riportare ordine in città venne inviato un esercito composto da 7000 uomini con a capo Federico da Montefeltro; i soldati misero a ferro e fuoco Volterra, la saccheggiarono orrendamente e inoltre buttarono giù quasi tutte le case-torri.
Per controllare definitivamente la città venne ampliata la fortezza dove venne edificata anche la torre detta il Mastio, simbolo della potenza fiorentina.

Il Seicento e il Settecento furono secoli in cui la città subì una grossa flessione demografica causata dalla crisi economica che colpì la Toscana del tempo e accelerata dalle epidemie di peste del 1630 e del 1656 ma anche dalla disastrosa siccità del 1732.
In questo periodo di grande crisi è da segnalare la presenza in città del pittore Salvator Rosa, che ospite delle famiglia Maffei dal 1654 al 1657, lasciò qui alcuni suoi lavori. Una ripresa si ebbe dopo il passaggio del Granducato ai Lorena.
Nel XVIII secolo la lavorazione dell'alabastro trovò nuovi sbocchi commerciali e l'economia cittadina ne beneficiò.
Nel 1796 la città venne occupata dalle truppe francesi ma nel 1802 le truppe fedeli al Granduca condotte da Inghiramo e Curzio Inghirami cacciarono i francesi. Ma durò poco, infatti dopo l'annessione del Granducato alla Francia, Volterra divenne una sottoprefettura napoleonica.
Questo stato di fatto durò dal 1808 al 1814 e in questo periodo numerose opere d'arte vennero rubate dalla città. Il ritorno al potere dei Lorena, nel 1814, coincise con un momento di ripresa economica e di crescita demografica.
Negli anni seguenti si ebbe l'industrializzazione della produzione del sale e il grande sviluppo della manifattura legata alla lavorazione dell'alabastro.

Il Duomo di Volterra in stile romanico, fu innalzato a più riprese tra il XII ed il XIII secolo e di fronte sorge il Battistero di San Giovanni, edificato nella seconda metà del Duecento.
Il teatro romano venne riportato in luce negli anni cinquanta da scavi archeologici condotti nella località di Vallebuona.
Il monumento si data alla fine del I secolo a.C. e la sua costruzione venne finanziata dalla ricca famiglia volterrana dei Caecina. Il teatro era parzialmente scavato nel pendio naturale di un'elevazione, in analogia ai teatri greci.
Alla fine del III secolo il teatro venne abbandonato e in prossimità dell'edificio scenico venne installato un impianto termale.
In epoca medioevale, le mura cittadine inglobarono il muro di chiusura della parte più alta delle gradinate (summa cavea).

Video di Fabio Baroncelli

Altre destinazioni nelle vicinanze

Pomarance
Pomarance
Pomarance, al centro della Val di Cecina, è storicamente importante per lo sviluppo e lo sfruttamento dell'energia geotermica nella frazione di Larderello.
Pisa - 11.38 KM da Volterra
Casole d Elsa
Casole d Elsa
La storia, cosa vedere, la cucina tipica e gli eventi di Casole d‘Elsa. Il comune fa parte delle Città del Vino
Siena - 16.25 KM da Volterra
San Gimignano
San Gimignano
Il borgo di San Gimignano, nella Val d'Elsa, in Toscana, è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età medievale.
Siena - 16.66 KM da Volterra
Peccioli
Peccioli
Il borgo di Peccioli domina dall'alto della sua collina la Valle dell'Era, lungo la direttrice che da Volterra conduce a Pisa, in Toscana.
Pisa - 19.71 KM da Volterra
Montescudaio
Montescudaio
Il borgo di Montescudaio si trova nella Val di Cecina e fa parte della Maremma Pisana, in Toscana.
Pisa - 20.59 KM da Volterra
Castelnuovo Val di Cecina
Castelnuovo Val di Cecina
Castelnuovo Val di Cecina è un borgo collinare in Toscana la cui forma somiglia a quella di un grappolo d'uva.
Pisa - 22.03 KM da Volterra

NOTA: le distanze espresse sono in linea d'aria.

Piú letti del mese

I borghi del tartufo: il profumo della buona terra
I borghi del tartufo: il profumo della buona terra
Gioiello delle nostre tavole, il tartufo è uno dei prodotti più buoni e pregiati che ci siano.
By Antonella Andretta
Ricetta: Il Bagnun di acciughe
Ricetta: Il Bagnun di acciughe
Il Bagnun di acciughe è una succulenta ricetta dal sapore tradizionale di Sestri Levante.
By Redazione
Ricetta: la Seupetta di Cogne
Ricetta: la Seupetta di Cogne
La Seupetta di Cogne è un piatto tipico dell’antica tradizione valdostana.
By Redazione
Ricetta: il Chichì Ripieno
Ricetta: il Chichì Ripieno
È una focaccia rustica molto gustosa e saporita adatta per tutti gli spuntini.
By Redazione
Finlandia, borghi sospesi tra le acque
Finlandia, borghi sospesi tra le acque
La Finlandia è un paesaggio composto per il 10% da laghi, un luogo in cui si possono compiere esperienze autentiche nella natura e scoprire borghi tipici disseminati in ambiente singolare.
By Nicoletta Toffano
San Candido, destinazione per tutte le stagioni
San Candido, destinazione per tutte le stagioni
Un borgo trentino di origine antiche che ancora oggi sa coniugare tra le sue vie il sapore della tradizione sudtirolese con la calda accoglienza italiana.
By Simona PK Daviddi
e-borghi travel - la rivista per chi ama viaggiare tra borghi e turismo slow

Sfoglia gratuitamente e-borghi travel, la tua nuova rivista di viaggi

Con il patrocinio di