La fondazione del borgo di Alessano, in Puglia, affonda le proprie radici nel mito.
 
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Alessano

Il mito delle Ali
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Borgo di Alessano
Comune di Alessano
Provincia di Lecce
Regione Puglia

Abitanti: 6.419 
Altitudine centro: 140 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Borghi Autentici d'Italia
Città dell'olio
Unione Terra di Leuca

Comune di Alessano
Piazza Don Tonino Bello 14 - Alessano (LE)
Tel. +39 0833 782711

Cesare Rao, filosofo e letterato originario di Alessano vissuto nel Cinquecento, offre una tra le ipotesi più suggestive che vede in Dedalo, artefice del Labirinto, il fautore della fondazione, il quale “… quivi con l’ali intere senza essere punto dileguate dal caldo del Sole volando pervenne, dove edificò questa Città, la quale dalle salvate ale chiamò ALESSANO, che tanto suona quanto ale sane, onde ancor ne porta per sua insegna l’Ali”. Alcuni hanno ricondotto l’origine della città agli abitanti del bacino del fiume Ales, presso Reggio, altri agli Epiroti di Alesia, altri ancora ai soldati provenienti da Alesia di Gallia. L’ipotesi più accreditata ha attribuito la nascita della comunità all’imperatore bizantino Alessio I Comneno, ma pare che Alessano esistesse già molto tempo prima dell’XI secolo. L’etimologia del nome della città ricondurrebbe al verbo greco alexo, cioè “respingo, proteggo” e rivelerebbe la sua originaria funzione di presidio militare.

In età feudale, e in particolare sotto la dominazione normanna, il centro acquisì un ruolo di preminenza sul territorio: il borgo antico ha infatti conservato la struttura urbanistica medievale, caratterizzata da viottoli e stradine tortuose su cui si affacciano le caratteristiche “case a corte”. Nel 1286, la città fu infeudata a Roberto D’Alneto, parente di Carlo D’Angiò, passò poi al figlio Gerardo e infine alla figlia di quest’ultimo Caterina, alla quale re Roberto aveva concesso il titolo di contessa. Proprio Caterina D’Alneto sposò, nel 1336, Francesco Della Ratta e gli portò in dote il contado, la cui signoria fu mantenuta dalla nuova famiglia signorile per oltre un secolo. Infatti, nel 1463 i Della Ratta persero titoli e beni, sicchè il demanio regio vendette la contea a Raimondo Del Balzo: sotto questa signoria la città si ingrandì e vide la costruzione di alcuni tra i palazzi che ancora oggi si ammirano. Dai Della Ratta la contea passò nelle mani dei Del Balzo e poi dei Gonzaga, al tempo in cui Alessano divenne la signoria più prestigiosa del Salento meridionale. In questo periodo, anche grazie al mecenatismo delle famiglie signorili e alla centralità dell’istituzione diocesana, la città sembra essere ben integrata nei circuiti dell’elaborazione e della diffusione del sapere del Cinquecento, come dimostrano le vicende di intellettuali di notevole spessore quali Cesare Rao e Francesco Storella.

Alessano ha anche ospitato, tra il XV e il XVI secolo, una comunità di Ebrei, che nel 1513 contava 12 famiglie che abitavano quella che ancora oggi si chiama “Via della Giudecca”, nel vecchio quartiere di Santa Maria, dove avevano le loro botteghe, la scuola e la sinagoga. In virtù della presenza ebraica, gli alessanesi ebbero il nomignolo di Giudei. Nel Seicento ad Alessano vennero costruite diverse Chiese, come quelle di San Giuseppe e dell’Assunta, e fu fondato il convento dei Padri Cappuccini; esistevano già altri due conventi molto antichi, ovvero quello dei Padri Conventuali Francescani e quello di Sant’Angelo, tenuto dai Padri Celestini. Nel 1585 il contado fu venduto a Ettore Brayda che, a sua volta, lo rivendette a Fabrizio Guarini nel 1602. Nel 1644 Laura Guarini, prima duchessa di Alessano, sposò Filiberto Ayerbo D’Aragona, la cui casata occupò la città per quasi duecento anni.

Verso la metà del Settecento, per iniziativa del vescovo Dionigi Latomo Massa, si decise di costruire una nuova cattedrale, aperta al culto solo il 4 maggio 1845, dopo ben ottandadue anni dalla posa della prima pietra. Intanto, il 27 giugno 1818 la diocesi di Alessano fu soppressa ed aggregata a quella di Ugento. Con l’abolizione della feudalità, decretata da Giuseppe Bonaparte il 2 agosto 1806, i beni feudali alessanesi passarono all’Università, cioè all’Amministrazione Comunale. A Napoli, nel 1837, morì di colera Giuseppe Ayerbo D’Aragona, l’ultimo dei signori di Alessano, che lasciò le sue proprietà alla nipote Luisa Riario Sforza, che aveva sposato Antonio Zunica, duca della Castellina. Entrambi vissero nell’antico palazzo ducale fino alla morte, quando tutti i loro beni furono venduti.

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