Il borgo di Chiusi, in Toscana, è famoso per le sue splendide vestigia etrusche.
 
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Chiusi

Il borgo di Re Porsenna
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Borgo di Chiusi
Comune di Chiusi
Provincia di Siena
Regione Toscana

Abitanti: 8.704
Altitudine centro: 398 m s.l.m.

il Comune fa parte di:
Paesi Bandiera Arancione
Città del vino
Città dell'olio
Unione Valdichiana Senese 

Aree naturali protette:
Area naturale protetta Lago di Chiusi

Comune di Chiusi
Piazza XX Settembre 1 - Chiusi (SI)
Tel. +39 0578 223627

Al confine con l’Umbria, in provincia di Siena, vi è l’antichissimo borgo di Chiusi.
Le prime testimonianze archeologiche consistenti fanno risalire il primo insediamento nella zona all'Età del Ferro, con ricchi corredi funerari a partire dall'VIII secolo a.C. La città etrusca di Clevsi, diventata poi la latina Clusium (Klysion, Κλύσιον in greco antico), aveva un'importanza fondamentale, poiché collocata sull'arteria che collegava Roma all'Etruria settentrionale, seguendo il Tevere e il suo principale affluente, il Clanis, essendo il fondovalle dell'omonima valle estremamente fertile. Il vertice della sua potenza si colloca alla fine del VI secolo a.C. quando, sotto la guida del re Porsenna, assedia e controlla per un breve periodo Roma. Nell’89 a.C., con l’estensione ai suoi abitanti della cittadinanza romana, Chiusi entra pienamente nell’orbita politica di Roma. La sua prosperità continua anche in Età Imperiale, durante la quale Chiusi-Clusium resta un rilevante punto di transito sulla via consolare Cassia e sul fiume Clanis, allora navigabile fino al Tevere. Dal III secolo d.C. la città diventa un importante centro di diffusione del cristianesimo, come testimoniano le catacombe di Santa Mustiola e Santa Caterina e la Cattedrale di S. Secondiano. Nei secoli successivi Chiusi è anche sede di un ducato longobardo, dopo di che comincia un lungo periodo di decadenza. Il momento più critico della sua storia coincide con l’impaludamento della Chiana e solo nel XIX secolo la completa bonifica della valle le restituisce importanza. 

Chiusi è famosa per le splendide vestigia etrusche, innumerevoli scavi, hanno portato alla luce reperti unici al mondo, tali preziose testimonianze sono esposte al Museo Archeologico Nazionale Etrusco, che merita senz’altro una visita. Il Museo è articolato in tre sezioni nelle quali si ripercorre la storia di Chiusi attraverso l’esposizione di numerosi reperti archeologici, esposizioni di vasi, di terrecotte e sculture funerarie. Tra le tombe etrusche, le più notevoli sono la tomba della Pellegrina, la tomba della Scimmia, della Pania e la tomba del Leone. Da non molti anni è stato aperto al pubblico un interessante percorso, il cosiddetto Labirinto di Re Porsenna, un intricato sistema di cunicoli sotterranei di epoca etrusca, e che attraversando il sottosuolo di Chiusi, porta ad una monumentale cisterna risalente al I secolo dC. Della prima epoca cristiana sono le Catacombe di Santa Mustiola e di Santa Caterina.

Di fronte al Museo Archeologico vi è Piazza del Duomo, cuore monumentale di Chiusi. Il Duomo fu eretto nel XII secolo e e accanto ad esso troviamo il Museo della Cattedrale, che custodisce importanti reperti, tra cui i preziosi codici miniati benedettini. A sinistra del Duomo c'è la torre di San Secondiano, costruita nel XII secolo e trasformata in campanile nel 1585. Da Piazza del Duomo possiamo percorrere l’antico Decumano (oggi via Porsenna), lungo questa via sono alcuni interessanti palazzi tra i quali: il palazzo Bonci Casuccini, l’ex palazzo Fanelli, oggi Baldetti, del secolo XV e il palazzo Della Ciaia del secolo XVI. Continuando in via Arunte si giunge quindi al Prato dal quale si gode un bel panorama, da qui si può intravedere la Fortezza del XII secolo, oggi proprietà privata. Prendendo via Paolozzi si arriva alla Chiesa di San Francesco con l’annesso convento con un bel chiostro, si entra quindi nella piazza XX Settembre dove sono il Palazzo Comunale, la Torre dell’Orologio e le Logge, oltre alle quali troviamo la Chiesa di Santa Maria della Morte. Delle mura della città, in gran parte demolite per riutilizzare le pietre o durante la seconda guerra mondiale, restano solo alcuni tratti fra cui una sola porta (Porta Lavinia) delle tre che vi si aprivano originariamente.

Video di PiccolaGrandeItalia.Tv

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