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Borghi

Cosa vedere

Museo dell’Alimentazione Mediterranea
Piazza Castello, Altomonte (CS)
Chiesa di San Sebastiano
Piazza del Popolo, 1, Palazzolo Acreide (SR)
Santuario della Madonna di Mutata
SP71, Grottaglie (TA)
Mulino di Pontevecchio
Loc. Mulino di Pontevecchio, Frontino (PU)
Museo Etnografico Oliva Carta Cannas
Via Monti di Lizu, 6 , Aggius (OT)
Museo Civico della Cultura Materiale
Viale della Vittoria, 182, Castel del Monte (AQ)
Rocca Sanvitale
Piazza Matteotti, 1, Fontanellato (PR)
Chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù
Via Mauro Tesi, 985, Zocca (MO)
Museo di Arte Sacra
Piazza Tito Maccio Plauto, Sarsina (FC)
Museo Etnografico Sa Domo 'e sos Marras
Via Giuseppe Garibaldi, 10, Galtell (NU)
Chiesa dei SS. Pietro e Paolo
Via SS. Pietro e Paolo, 12, Varena (TN)
Casa Museo Antonino Uccello
Via Machiavelli, 19, Palazzolo Acreide (SR)
Cattedrale di Atri
Piazza Duomo, Atri (TE)
Casa museo Sa omu 'e zia Cramella
Piazza Eleonora D'Arborea, Sadali (CA)
Chiesa di San Tommaso a Villa
Via Poggio degli Ulivi, Gargnano (BS)
Museo Internazionale della Campana
Via Felice D'Onofrio, 14, Agnone (IS)
Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta
Via Arco Ducale, Pietramontecorvino (FG)
Forte di Fortezza
Via Brennero, Fortezza (BZ)
Rocca di Castiglione di Garfagnana
Via San Pietro, 3, Castiglione di Garfagnana (LU)
Abbazia dei SS. Stefano e Giacomo
Piazza Martiri della Libertà, 11, Isola della Scala (VR)
Cattedrale di Bova
Via Vescovado, 20, Bova (RC)
Collegiata dei Santi Leonardo e Cassia
Via S. Cassiano, 17, San Casciano dei Bagni (SI)
Pieve di San Pietro in Bossolo
Strada della Pieve, 19, Tavarnelle Val di Pesa (FI)
Sa Perda Sposa
SP43, 2, Masullas (OR)
Torre Astura
Strada Provinciale 106b, 2626, Nettuno (RM)
Villa di Tiberio
Via Flacca, km 1161, Sperlonga (LT)
Masseria Ferragnano
Via Cisternino, 282, Locorotondo (BA)
Abbazia di Santa Maria di Follina
Via del Convento, 4,, Follina (TV)
Chiesa di San Francesco
Salita Serafini, 8, Agnone (IS)
Cattedrale di Acerenza
Largo Duomo, 1, Acerenza (PZ)
Museo del Medioevo e del Rinascimento
Piazza Cairoli, 3, Sorano (GR)
Chiesa Madre di Santa Maria dell'Olmo
Piazza Conte Antonio Campagna, 1, Castelmezzano (PZ)
Collegiata di San Cristoforo
Via del Duomo, 1, Barga (LU)
Chiesa di San Mauro
Piazza Italia, 24, Maniago (PN)
Museo del Pane Rituale
Via G. Cosenza, 26, Salemi (TP)
Chiesa dell'Addolorata
Via San Pietro, Maratea (PZ)
Chiesa Collegiata di San Salvatore
Piazza Don Tonino Bello, 7, Alessano (LE)
Santuario della Madonna dell'Angelo
Viale Madonna dell'Angelo, 12, Caorle (VE)
Museo Etnoantropologico di Sutera (MES)
Piazza Carmine, 5, Sutera (CL)
Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino
Villa Welsperg località Castelpietra, 2 - 38054, Mezzano (TN)
Chiesetta di San Teodoro
SP26, Cerenzia (KR)

Dove dormire

Rifugio della Rocca
Loc. Rocca Calascio, Castel del Monte (AQ)
Locanda Le Querce - Country House B&B
Via Ca' Giorgetto, Località Calmugnano, Frontino (PU)
Azienda Agricola Le Germandine
Loc. Germandine 119 - 57028, Suvereto (LI)
Hotel Castello Malicas
Via Grazia Deledda, 52-08020, Galtell (NU)
Il Contado Country House & SPA
Viale Dei Pini, 2/B - 52014, Poppi (AR)
Hotel Seelaus
Via Compatsch 8 I-39040 Alpe di Siusi , Castelrotto (BZ)
Masseria Poesia
Contrada Marinelli, 33 - 72014, Cisternino (BR)
GeoResort
Via Cruseta, 1, località Sompriezzo, Tremosine (BS)

Dove mangiare

Osteria del Borgo
Via Cluenzio, 44, Larino (CB)
Trattoria Pane, Vino e San Daniele
Via Browning 182/183, Asolo (TV)
Ristorante A Topia
Via Roma 16, Borgio Verezzi (SV)
Lokanda Devetak 1870
Brežici, 22, Savogna d'Isonzo (GO)
Cantina Il Trappeto
Via Casale, 168, Vico del Gargano (FG)
Osteria il Catenaccio
Frazione Rango, Bleggio Superiore (TN)
Il Convivio dei Corsi
Piazza san Michele, 3, Ortignano Raggiolo (AR)
Arbor
Via Geizkofler 15 , Vipiteno (BZ)

Dove comprare

Prosciuttificio Wolf
Sauris di Sotto, 88 - 33020, Sauris (UD)
Vogrig
Viale Libertà, 138, Cividale del Friuli (UD)
Panificio Pucci
Via Europa, 4, Massa Martana (PG)
Panificio Schuster
Sotto i Portici 3, Glorenza (BZ)
Forno Maratta
Via Vittorio Veneto, 22, Subiaco (RM)
Nuova Dolceria
Via Necropoli Grotticelle, 25, Siracusa (SR)

Idee di viaggio

4 borghi da non perdere per l’artigianato d’autore
Quattro borghi italiani che si distinguono per il loro artigianato, essenza di un’arte antica tramandata nei secoli. Un viaggio nella tipicità, itinerari emozionali che puntano i riflettori sull’unicità
By Luciana Francesca Rebonato
Basilicata: il borgo di Viggianello, terra di monti, ginestre ed il formaggio Paddaccio.
L’antico borgo che appartenne alla nobile famiglia dei Sanseverino, terra di ginestre, chiese, fontane e palazzi gentilizi, tra pietanze semplici e saporite e l’ottimo formaggio Paddaccio del Pollino.
By Luca Sartori
Sicilia, viaggio fra borghi e icone del sud - parte 2
Un mosaico di sole e di oro che illumina i borghi che lo costellano e pennellate di azzurro del mare che lambisce un’esuberante vegetazione. Un unicum d’arte e natura, tutto da scoprire
By Luciana Francesca Rebonato
Civita, terra dell'arberia calabrese
Un pensiero di bellezza dopo la tragedia del Raganello
By Marino Pagano
Ricetta: Brodetto di Caorle, i tesori del mare del borgo di Caorle
E’ talmente squisito da essere stato insignito da riconoscimenti internazionali. Fantasioso e sfizioso, cambia sapore a seconda del pescato e ogni volta intriga come al primo assaggio
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Storia, arte e letteratura si intrecciano ad Arquà Petrarca, borgo incastonato nei Colli Euganei, fra i più belli d’Italia
Scenografico e medievale, racchiude nei suoi scorci l’integrità e la suggestione del passato, proposto anche con rievocazioni in costume
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Il borgo di Acquaviva Picena, famoso per la sua rocca e per le tradizionali pajarole, si trova nelle Marche.
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Un weekend tra i borghi di Castelsardo e Aggius
L’antico borgo di Castelsardo, il mare, l’aragosta all’aragonese, la Valle della Luna, il Museo del Banditismo di Aggius e la zuppa gallurese.
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Visitare la Sicilia e le isole Egadi in traghetto? Ecco i borghi più facili da raggiungere
Luoghi memorabili da visitare in tutta comodità con la propria automobile. Che meraviglia la Sicilia!
By Redazione
Bolzano: una gita nei borghi di Ultimo e Glorenza.
Le vallate di boschi e prati, la cultura contadina della valle d’Ultimo, il lago di Zoccolo, le mura ed i palazzi, le chiese, i vicoli, i cortili, l’atmosfera di Glorenza ed i deliziosi canederli da accompagnare con un buon vino bianco locale.
By Luca Sartori
Borgo da vivere, un viaggio alla scoperta di Moliterno.
Nel cuore della Val d’Agri, in Basilicata, chiunque vorrà venire a Moliterno non sarà mai ospite ma uno di noi e, potrà vivere emozioni uniche in un paesaggio di straordinaria bellezza, ricco di tradizioni, cultura, storia, arte ed enogastronomia.
By Pasquale Dicillo
Torino: gita in Valle D’Aosta a Bard e Etroubles
L’imponente fortezza di Bard, i suoi musei, il delizioso borgo storico, la valle del Gran San Bernardo e Etroubles, autentico museo a cielo aperto, poi la polenta concia, il genepy e la zuppa valpellinese.
By Luca Sartori
Pietrarubbia, dove il Montefeltro si racconta.
E' Pietrarubbia il borgo che più di ogni altro si propone a perfetta sintesi delle terre dei Montefeltro. Luogo dal fascino sinistro eppure incantevole: qui storia e leggenda si mescolano per divenire pura emozione.
By Marco Toccacieli
6 tra i nostri borghi dove passare una Pasqua indimenticabile
Perchè non passare il week-end di Pasqua in uno dei borghi italiani approfittando dell'ospitalità delle strutture convenzionate Borghi Magazine?
By Redazione

Eventi

  • Mercatino Etrusco di Chiusi
    27-01-2019
    Chiusi (SI)
    Mercatini

    Aggiungi al tuo calendario 2019-01-27 2019-01-27 Europe/Rome Mercatino Etrusco di Chiusi Il mercatino propone la vendita di oggetti in rame e ferro, fiori e composizione di bambù, libri e artigianato, bigiotteria, vasellame, oggetti d'antiquariato, oltre a prodotti tipici della gastronomia locale quali marmellate, pane, dolci, olio, vino. Chiusi

    Il mercatino propone la vendita di oggetti in rame e ferro, fiori e composizione di bambù, libri e artigianato, bigiotteria, vasellame, oggetti d'antiquariato, oltre a prodotti tipici della gastronomia locale quali marmellate, pane, dolci, olio, vino.

  • Festa di San Biagio a Salemi
    03-02-2019
    Salemi (TP)
    Feste patronali

    Aggiungi al tuo calendario 2019-02-03 2019-02-03 Europe/Rome Festa di San Biagio a Salemi Tradizionale Festa del Pane in occasione dei festeggiamenti di San Biagio compatrono insieme a San Nicola, della città di Salemi. Salemi

    Tradizionale Festa del Pane in occasione dei festeggiamenti di San Biagio compatrono insieme a San Nicola, della città di Salemi.

  • Festa di San Giuseppe
    19-03-2019
    Riccia (CB)
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2019-03-19 2019-03-19 Europe/Rome Festa di San Giuseppe Nei giorni precedenti il 19 marzo è tutto un viavai di donne indaffarate che si spostano tra le diverse abitazioni di parenti e vicine di casa e che aiutano e intervengono attivamente nella preparazione di una festa della quale, più delle altre, si avverte l'approssimarsi dai profumi che si diffondono dalle cucine. Il culto del santo ebbe una progressiva diffusione in Italia dopo il X secolo. Nel 1470 Papa Sisto IV lo inseriva ufficialmente nella liturgia, consacrandogli il diciannovesimo giorno di marzo, ma solo con l'Ottocento la sua importanza poteva dirsi completamente riconosciuta. Nel 1870, infatti, San Giuseppe veniva dichiarato patrono della Chiesa universale. Il primo altare a Riccia in suo nome, consacrato nella chiesa dell’Annunziata, porta la data del 1883. Il Brunetti, con un suo dipinto del 1690, lo vede ritratto, insieme ad altre figure e con il suo emblematico bastone fiorito, alle spalle dell'altare maggiore della chiesa dell'Immacolata Concezione, già cappella del soppresso Convento dei Cappuccini, in Piazza Umberto I. San Giuseppe è il Santo per eccellenza della pietas popolare, assunto a modello dalle classi più povere e padre che nutre e protegge la famiglia. Lo stesso, è stato rivestito di volta in volta di tutte le principali virtù tra cui spiccano quelle della solidarietà e dell'ospitalità. Proprio per rimarcare l'importanza di queste ultime doti cristiane sono nati e si sono sviluppati un po' su tutto il territorio nazionale, ed in maniera particolare nel Meridione, diversi riti, legati all'offerta e al consumo di cibo, fatti propri soprattutto dalle classi contadine ed artigiane. A Riccia, tale devozione, è nata da una leggenda tramandata ancora oggi: un uomo vecchio e povero girava di paese in paese chiedendo ricovero, ma tutti glielo negavano. Giunto proprio a Riccia, una di queste porte, finalmente, si apre, ed il proprietario, seppure non benestante, divise con il poveretto quel poco che aveva di ceci, fagioli e fave. Il popolo riccese non tardò a riconoscere in questo viandante il falegname di Nazareth, dando così inizio alla tradizione. Il rito è affidato alla spontaneità dei singoli nuclei familiari che provvedono ad invitare tre persone, rappresentanti la Sacra Famiglia, a cui offrono un accurato e raffinato banchetto. In genere, alcuni giorni prima nelle case di chi svolge la festa vengono allestiti degli altarini con l'immagine del santo. Nelle famiglie dove ancora resistono marcate caratteristiche penitenziali la padrona di casa, o l'intero nucleo familiare, osserva nei sette mercoledì precedenti il 19 marzo uno stretto regime alimentare, non mangiando assolutamente carne. Il pranzo offerto agli ospiti e alla Sacra famiglia, impersonata da un uomo sposato (il San Giuseppe), da una donna celibe o nubile (la Madonna) e da un giovane non sposato (il Bambino) è generalmente di magro, detto di scàmpere. Le pietanze servite sono in numero variabile da 13 a 19. Prima dell'inizio del banchetto vengono recitate in ginocchio alcune preghiere, in genere le sette allegrezze, e poi, seduti a tavola, viene passato tra i presenti il primo bicchiere di vino ed il primo pezzo di pane che tutti i commensali devono assaggiare rigorosamente dopo i “santi”. A servire è la padrona di casa, anticamente scalza, aiutata in genere dalle figlie, che non partecipa però al convito, e non siede neppure nella stessa tavola dei santi. Gli alimenti sono quelli della cucina povera: il pane, per cominciare, che si ritrova "smollicato" nei maccheroni, come ripieno nei peperoni, e ancora nel baccalà e nei cavolfiori arracanati. I legumi, ceci, fagioli, lenticchie, conditi con olio extravergine di frantoio e segno di augurio e di abbondanza. Il baccalà, dalle sapidi carni, cucinato in tanti modi. Infine, i dolci, simbolo di agiatezza: riso con il latte e spolverata di cannella; agrodolce: denso impasto di mandorle e mosto cotto; biscotto con le uova da inzuppare nel robusto vino casalingo; e… cavezune: l'espressione più alta e commovente della genialità gastronomica affinata generazione dopo generazione. Ci sono in verità tante altre pietanze e, anche, le solite distorsioni consumistiche contemporanee dimentiche del tempo di Quaresima. Terminato il lungo pranzo si recitano di nuovo le preghiere e viene offerto ai "Santi" un cesto contenente una pagnotta di pane, un assaggio delle pietanze servite e un numero dispari di cavezune. Successivamente inizia il via vai tra le abitazioni di persone, con profumati cartocci in mano che recano la consueta "devozione" ad amici e parenti. Negli anni passati erano numerosi i forestieri che aspettavano l’occasione della festa per bussare di casa in casa e riempire il proprio sacco di ogni offerta ricevuta. Riccia

    Nei giorni precedenti il 19 marzo è tutto un viavai di donne indaffarate che si spostano tra le diverse abitazioni di parenti e vicine di casa e che aiutano e intervengono attivamente nella preparazione di una festa della quale, più delle altre, si avverte l'approssimarsi dai profumi che si diffondono dalle cucine. Il culto del santo ebbe una progressiva diffusione in Italia dopo il X secolo. Nel 1470 Papa Sisto IV lo inseriva ufficialmente nella liturgia, consacrandogli il diciannovesimo giorno di marzo, ma solo con l'Ottocento la sua importanza poteva dirsi completamente riconosciuta. Nel 1870, infatti, San Giuseppe veniva dichiarato patrono della Chiesa universale. Il primo altare a Riccia in suo nome, consacrato nella chiesa dell’Annunziata, porta la data del 1883. Il Brunetti, con un suo dipinto del 1690, lo vede ritratto, insieme ad altre figure e con il suo emblematico bastone fiorito, alle spalle dell'altare maggiore della chiesa dell'Immacolata Concezione, già cappella del soppresso Convento dei Cappuccini, in Piazza Umberto I. San Giuseppe è il Santo per eccellenza della pietas popolare, assunto a modello dalle classi più povere e padre che nutre e protegge la famiglia. Lo stesso, è stato rivestito di volta in volta di tutte le principali virtù tra cui spiccano quelle della solidarietà e dell'ospitalità. Proprio per rimarcare l'importanza di queste ultime doti cristiane sono nati e si sono sviluppati un po' su tutto il territorio nazionale, ed in maniera particolare nel Meridione, diversi riti, legati all'offerta e al consumo di cibo, fatti propri soprattutto dalle classi contadine ed artigiane. A Riccia, tale devozione, è nata da una leggenda tramandata ancora oggi: un uomo vecchio e povero girava di paese in paese chiedendo ricovero, ma tutti glielo negavano. Giunto proprio a Riccia, una di queste porte, finalmente, si apre, ed il proprietario, seppure non benestante, divise con il poveretto quel poco che aveva di ceci, fagioli e fave. Il popolo riccese non tardò a riconoscere in questo viandante il falegname di Nazareth, dando così inizio alla tradizione. Il rito è affidato alla spontaneità dei singoli nuclei familiari che provvedono ad invitare tre persone, rappresentanti la Sacra Famiglia, a cui offrono un accurato e raffinato banchetto. In genere, alcuni giorni prima nelle case di chi svolge la festa vengono allestiti degli altarini con l'immagine del santo. Nelle famiglie dove ancora resistono marcate caratteristiche penitenziali la padrona di casa, o l'intero nucleo familiare, osserva nei sette mercoledì precedenti il 19 marzo uno stretto regime alimentare, non mangiando assolutamente carne. Il pranzo offerto agli ospiti e alla Sacra famiglia, impersonata da un uomo sposato (il San Giuseppe), da una donna celibe o nubile (la Madonna) e da un giovane non sposato (il Bambino) è generalmente di magro, detto di scàmpere. Le pietanze servite sono in numero variabile da 13 a 19. Prima dell'inizio del banchetto vengono recitate in ginocchio alcune preghiere, in genere le sette allegrezze, e poi, seduti a tavola, viene passato tra i presenti il primo bicchiere di vino ed il primo pezzo di pane che tutti i commensali devono assaggiare rigorosamente dopo i “santi”. A servire è la padrona di casa, anticamente scalza, aiutata in genere dalle figlie, che non partecipa però al convito, e non siede neppure nella stessa tavola dei santi. Gli alimenti sono quelli della cucina povera: il pane, per cominciare, che si ritrova "smollicato" nei maccheroni, come ripieno nei peperoni, e ancora nel baccalà e nei cavolfiori arracanati. I legumi, ceci, fagioli, lenticchie, conditi con olio extravergine di frantoio e segno di augurio e di abbondanza. Il baccalà, dalle sapidi carni, cucinato in tanti modi. Infine, i dolci, simbolo di agiatezza: riso con il latte e spolverata di cannella; agrodolce: denso impasto di mandorle e mosto cotto; biscotto con le uova da inzuppare nel robusto vino casalingo; e… cavezune: l'espressione più alta e commovente della genialità gastronomica affinata generazione dopo generazione. Ci sono in verità tante altre pietanze e, anche, le solite distorsioni consumistiche contemporanee dimentiche del tempo di Quaresima. Terminato il lungo pranzo si recitano di nuovo le preghiere e viene offerto ai "Santi" un cesto contenente una pagnotta di pane, un assaggio delle pietanze servite e un numero dispari di cavezune. Successivamente inizia il via vai tra le abitazioni di persone, con profumati cartocci in mano che recano la consueta "devozione" ad amici e parenti. Negli anni passati erano numerosi i forestieri che aspettavano l’occasione della festa per bussare di casa in casa e riempire il proprio sacco di ogni offerta ricevuta.

  • Festa delle Cene di San Giuseppe
    19-03-2019
    Salemi (TP)
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2019-03-19 2019-03-19 Europe/Rome Festa delle Cene di San Giuseppe Per l'occasione vengono allestiti degli altari votivi, dette "Cene", costituiti da una struttura in legno, ricoperta di foglie d'alloro e mirto, addobbata con arance e limoni piccoli pani ricamati, detti "Cuddureddi", realizzati artigianalmente dalle donne del paese raffiguranti animali, piante e utensili da lavoro. Nell'occasione si producono i famosi dolci di San Giuseppe, i sfinci. Altri pani votivi sono i "Cuddureddi" di sant'Antonio Abate, i Panelli di san Nicolò da Tolentino, i pani di santa Elisabetta d'Ungheria e i Cavadduzzi di San Biagio, al quale gli abitanti si rivolsero nel 1465, per salvare i raccolti da un'invasione di cavallette. I "Cuddureddi" rappresentano la gola. Gli "u peri di voi" (Piede di Bue), invece, vengono confezionati con la prima farina del nuovo raccolto, mentre "u Carcocciulu" (il carciofo) per le feste natalizie. Salemi

    Per l'occasione vengono allestiti degli altari votivi, dette "Cene", costituiti da una struttura in legno, ricoperta di foglie d'alloro e mirto, addobbata con arance e limoni piccoli pani ricamati, detti "Cuddureddi", realizzati artigianalmente dalle donne del paese raffiguranti animali, piante e utensili da lavoro. Nell'occasione si producono i famosi dolci di San Giuseppe, i sfinci. Altri pani votivi sono i "Cuddureddi" di sant'Antonio Abate, i Panelli di san Nicolò da Tolentino, i pani di santa Elisabetta d'Ungheria e i Cavadduzzi di San Biagio, al quale gli abitanti si rivolsero nel 1465, per salvare i raccolti da un'invasione di cavallette. I "Cuddureddi" rappresentano la gola. Gli "u peri di voi" (Piede di Bue), invece, vengono confezionati con la prima farina del nuovo raccolto, mentre "u Carcocciulu" (il carciofo) per le feste natalizie.

  • Festa di San Giuseppe
    19-03-2019
    Aidone (EN)
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2019-03-19 2019-03-19 Europe/Rome Festa di San Giuseppe Prima vera festa dell'anno nuovo, con le tradizionali 'tavolate' sicule. Le tavole e le tavolate, altari ricolmi di ogni ben di Dio, erano allestite nelle case private come ex voto per grazia ricevuta. Nei mercoledì di marzo si allestivano le tavole chiamate anche "virginedd'". Erano più piccole, con tre o sei commensali che rappresentavano la Sacra Famiglia, erano meno costose ed in genere le famiglie, che a volte le ripetevano tutti gli anni, chiedevano la collaborazione o addirittura il sostegno economico alla collettività (a volte questa forma di mortificazione era voluta e la padrona di casa faceva la colletta casa per casa). La vigilia di san Giuseppe invece le famiglie che ne avevano fatto voto allestivano la tavolata, più grande e ricca, che richiedeva un rilevante impegno di spesa e di lavoro che si protraeva per più giorni. Sulle tavole dominava il pane lavorato nelle forme più fantasiose, tra cui però non poteva mancare il bastone fiorito, un braccio, il viso della Madonna, il pesce, ecc. Poi abbondavano le frittate di verdure, il finocchio, i dolci tipici (oltre ai cannoli, le sfingi, ovvero delle frittelle di pasta di pane) e infine primizie varie: dalle fave alle fragole. Le tavole sono pronte la sera della vigilia e fino all'indomani sono visitabili. A mezzogiorno in punto del 19 sono benedette e cominciano ad essere serviti i commensali istituzionali, ragazzi e/o anziani poveri in rappresentanza della Sacra Famiglia. Ai visitatori viene offerta la pasta condita con legumi misti e il pane. Aidone

    Prima vera festa dell'anno nuovo, con le tradizionali 'tavolate' sicule. Le tavole e le tavolate, altari ricolmi di ogni ben di Dio, erano allestite nelle case private come ex voto per grazia ricevuta. Nei mercoledì di marzo si allestivano le tavole chiamate anche "virginedd'". Erano più piccole, con tre o sei commensali che rappresentavano la Sacra Famiglia, erano meno costose ed in genere le famiglie, che a volte le ripetevano tutti gli anni, chiedevano la collaborazione o addirittura il sostegno economico alla collettività (a volte questa forma di mortificazione era voluta e la padrona di casa faceva la colletta casa per casa). La vigilia di san Giuseppe invece le famiglie che ne avevano fatto voto allestivano la tavolata, più grande e ricca, che richiedeva un rilevante impegno di spesa e di lavoro che si protraeva per più giorni. Sulle tavole dominava il pane lavorato nelle forme più fantasiose, tra cui però non poteva mancare il bastone fiorito, un braccio, il viso della Madonna, il pesce, ecc. Poi abbondavano le frittate di verdure, il finocchio, i dolci tipici (oltre ai cannoli, le sfingi, ovvero delle frittelle di pasta di pane) e infine primizie varie: dalle fave alle fragole. Le tavole sono pronte la sera della vigilia e fino all'indomani sono visitabili. A mezzogiorno in punto del 19 sono benedette e cominciano ad essere serviti i commensali istituzionali, ragazzi e/o anziani poveri in rappresentanza della Sacra Famiglia. Ai visitatori viene offerta la pasta condita con legumi misti e il pane.

  • La Straula. Festa di San Giuseppe
    19-03-2019
    Ribera (AG)
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2019-03-19 2019-03-19 Europe/Rome La Straula. Festa di San Giuseppe La Straula è un carro trainato da un asino, su cui è costruita una torre rivestita di rami d'alloro e varie forme di pane; al centro di questa torre è collocato un quadro raffigurante San Giuseppe. Ogni quartiere di Ribera cerca di preparare altari in onore del Santo dove i fedeli si riuniscono per pregare. I festeggiamenti sono arricchiti dalle tavolate di S. Giuseppe, dove sono presenti piatti tipici che vengono offerti ai Santi, rappresentati in quel contesto dai tre figuranti che compongono la Sacra Famiglia. Ribera

    La Straula è un carro trainato da un asino, su cui è costruita una torre rivestita di rami d'alloro e varie forme di pane; al centro di questa torre è collocato un quadro raffigurante San Giuseppe. Ogni quartiere di Ribera cerca di preparare altari in onore del Santo dove i fedeli si riuniscono per pregare. I festeggiamenti sono arricchiti dalle tavolate di S. Giuseppe, dove sono presenti piatti tipici che vengono offerti ai Santi, rappresentati in quel contesto dai tre figuranti che compongono la Sacra Famiglia.

  • Processione del Cristo Morto
    19-04-2019
    Montefalco (PG)
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2019-04-19 2019-04-19 Europe/Rome Processione del Cristo Morto Alla luce delle fiaccole, percorrono le vie del borgo le antiche statue lignee del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Il passaggio della processione è annunciato dai tamburi e delle "battice", un antico strumento utilizzato al posto delle campane. Montefalco

    Alla luce delle fiaccole, percorrono le vie del borgo le antiche statue lignee del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Il passaggio della processione è annunciato dai tamburi e delle "battice", un antico strumento utilizzato al posto delle campane.

  • Gloria del Cristo Risorto
    20-04-2019
    Montefalco (PG)
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2019-04-20 2019-04-20 Europe/Rome Gloria del Cristo Risorto Gloria del Cristo Risorto. Nella chiesa di San Bartolomeo, al Gloria della santa messa della veglia pasquale, si spalancano le porte e la statua lignea settecentesca del Cristo Risorto, portata a spalla a passo di corsa, fa il suo ingresso fra squilli di chiarine, suoni di campane e spari di mortaretti. Montefalco

    Gloria del Cristo Risorto. Nella chiesa di San Bartolomeo, al Gloria della santa messa della veglia pasquale, si spalancano le porte e la statua lignea settecentesca del Cristo Risorto, portata a spalla a passo di corsa, fa il suo ingresso fra squilli di chiarine, suoni di campane e spari di mortaretti.

  • Festa di San Giorgio, in località Mongiovino
    Dal 24-04-2019
    Al 25-04-2019
    Panicale (PG)
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2019-04-24 2019-04-25 Europe/Rome Festa di San Giorgio, in località Mongiovino Durante questa festa si ricorda un miracolo accaduto il 23 aprile 1513. Andreana, la ragazza alla quale era apparsa la Madonna, stava distribuendo il cibo agli operai che lavoravano per la costruzione del Santuario; il pane però era poco e non riusciva a sfamare tutti, ma, tutto ad un tratto, iniziò a moltiplicarsi. Panicale

    Durante questa festa si ricorda un miracolo accaduto il 23 aprile 1513. Andreana, la ragazza alla quale era apparsa la Madonna, stava distribuendo il cibo agli operai che lavoravano per la costruzione del Santuario; il pane però era poco e non riusciva a sfamare tutti, ma, tutto ad un tratto, iniziò a moltiplicarsi.

  • Caboniscu ammuttau binu nieddu e pani indorau
    02-06-2019
    Masullas (OR)
    Sagre

    Aggiungi al tuo calendario 2019-06-02 2019-06-02 Europe/Rome Caboniscu ammuttau binu nieddu e pani indorau Si degusta il polletto ruspante insaporito col mirto tipico della zona di Masullas, accompagnato da su pani indorau (ottimo pane locale fritto con l’uovo) e dal vino nero. Concerti e balli popolari animano le serate, caratterizzate da un atmosfera gioiosa e conviviale. Masullas

    Si degusta il polletto ruspante insaporito col mirto tipico della zona di Masullas, accompagnato da su pani indorau (ottimo pane locale fritto con l’uovo) e dal vino nero. Concerti e balli popolari animano le serate, caratterizzate da un atmosfera gioiosa e conviviale.

  • Festa di Sant'Antonio da Padova
    13-06-2019
    Acquaviva Collecroce (CB)
    Ricorrenze religiose

    Aggiungi al tuo calendario 2019-06-13 2019-06-13 Europe/Rome Festa di Sant'Antonio da Padova Sfilata di buoi, benedizione autovetture, distribuzione del pane benedetto. Acquaviva Collecroce

    Sfilata di buoi, benedizione autovetture, distribuzione del pane benedetto.

  • Festa Patronale SS. Martiri Nicandro, Marciano e Daria
    Dal 15-06-2019
    Al 18-06-2019
    Venafro (IS)
    Feste patronali

    Aggiungi al tuo calendario 2019-06-15 2019-06-18 Europe/Rome Festa Patronale SS. Martiri Nicandro, Marciano e Daria Nicandro e Marciano erano due valorosi soldati romani, probabilmente originari della Mesia (l'odierna Bulgaria), di stanza a Venafro. Secondo la tradizione Daria era moglie di Nicandro. Pur consapevoli dei rischi che comportava la loro scelta, abbracciarono la religione cristiana. Furono arrestati e condannati a morte per non aver voluto rinnegare la loro fede il 17 giugno del 303 d.C. La festa in onore dei patroni è molto sentita. I festeggiamenti si protraggono dal 16 al 18 giugno di ogni anno con diversi spettacoli di intrattenimento e con momenti di profonda religiosità attraverso le processioni e le numerose messe. Precede i festeggiamenti il Mese di San Nicandro, caratterizzato dalle sante messe alle 6 e alle 19 a partire dal 17 maggio e fino al 17 giugno. Il 17 maggio alle 18,30 si tiene una processione dalla chiesa barocca dell'Annunziata alla basilica dei Ss. Martiri con la celebrazione della messa e il ritorno del busto argenteo di san Nicandro e delle reliquie alla chiesa dell'Annunziata. Il 15 giugno, a mezzanotte, presso il convento dei cappuccini, si ufficializza l'apertura della festa patronale con il suono di un motivetto ripetitivo eseguito da una piccola banda composta di elementi semplici che viene chiamata "bandarella". Per tutta la notte il motivetto viene ripetuto per le strade del borgo annunciando a tutti l'inizio dei festeggiamenti. Il giorno 16 si apre con fuochi pirotecnici, suono di campane, la santa messa in basilica al mattino e il giro delle bande musicali. Proprio in questo giorno si svolge la solenne processione che alle 19,30, dalla chiesa dell'Annunziata, porta il busto argenteo e le reliquie di san Nicandro, di san Marciano e di Santa Daria presso la basilica alle porte del borgo dove si svolgono i solenni vespri cantati presieduti dal vescovo. Nella sera vi è un concerto bandistico. Il 17 è il giorno in cui si ricordano i tre martiri con numerose messe e il solenne pontificale delle 11 presieduto dal vescovo, durante il quale c'è la consegna delle chiavi e dei ceri da parte del sindaco al vescovo, che le consegna idealmente a San Nicandro ponendole tra le mani del busto argenteo. Per quanto riguarda i festeggiamenti civili, la mattina si tiene la tradizionale fiera e durante la giornata c'è il giro delle bande. La sera c'è un concerto di musica leggera con cantanti di fama nazionale. Il 18 si celebrano altre sante messe. Il simbolo dei festeggiamenti però è la solenne processione serale, caratterizzata dal canto corale dell'inno a dedicato ai santi, dal luccichio delle migliaia di candele portate in processione e dall'enorme partecipazione popolare al corteo religioso. La processione ha inizio verso le ore 20 dalla basilica subito dopo la cosiddetta "ammessa", ovvero l'asta per aggiudicarsi il diritto di portare in spalla le statue, e termina dopo la mezzanotte, quando ha percorso tutto il centro storico cantando nelle varie fermate l'antico inno popolare ai santi martiri. Nella cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo c'è l'omelia del vescovo. Il luogo di conclusione del sacro e solenne rito è la chiesa dell'Annunziata, dove il busto e le reliquie rimangono fino alle festività successive. Al termine della processione, i festeggiamenti si concludono con i tradizionali fuochi pirotecnici. In questi giorni di festa si svolge la Fiera di san Nicandro il giorno 17, si allestiscono eventi collaterali, è presente un luna park in viale San Nicandro, si svolge anche il trofeo San Nicandro, gara podistica di caratura nazionale con atleti provenienti da diverse regioni di Italia e periodicamente si allestisce l'opera di San Nicandro, dramma sacro sulla vita dei martiri. Venafro

    Nicandro e Marciano erano due valorosi soldati romani, probabilmente originari della Mesia (l'odierna Bulgaria), di stanza a Venafro. Secondo la tradizione Daria era moglie di Nicandro. Pur consapevoli dei rischi che comportava la loro scelta, abbracciarono la religione cristiana. Furono arrestati e condannati a morte per non aver voluto rinnegare la loro fede il 17 giugno del 303 d.C. La festa in onore dei patroni è molto sentita. I festeggiamenti si protraggono dal 16 al 18 giugno di ogni anno con diversi spettacoli di intrattenimento e con momenti di profonda religiosità attraverso le processioni e le numerose messe. Precede i festeggiamenti il Mese di San Nicandro, caratterizzato dalle sante messe alle 6 e alle 19 a partire dal 17 maggio e fino al 17 giugno. Il 17 maggio alle 18,30 si tiene una processione dalla chiesa barocca dell'Annunziata alla basilica dei Ss. Martiri con la celebrazione della messa e il ritorno del busto argenteo di san Nicandro e delle reliquie alla chiesa dell'Annunziata. Il 15 giugno, a mezzanotte, presso il convento dei cappuccini, si ufficializza l'apertura della festa patronale con il suono di un motivetto ripetitivo eseguito da una piccola banda composta di elementi semplici che viene chiamata "bandarella". Per tutta la notte il motivetto viene ripetuto per le strade del borgo annunciando a tutti l'inizio dei festeggiamenti. Il giorno 16 si apre con fuochi pirotecnici, suono di campane, la santa messa in basilica al mattino e il giro delle bande musicali. Proprio in questo giorno si svolge la solenne processione che alle 19,30, dalla chiesa dell'Annunziata, porta il busto argenteo e le reliquie di san Nicandro, di san Marciano e di Santa Daria presso la basilica alle porte del borgo dove si svolgono i solenni vespri cantati presieduti dal vescovo. Nella sera vi è un concerto bandistico. Il 17 è il giorno in cui si ricordano i tre martiri con numerose messe e il solenne pontificale delle 11 presieduto dal vescovo, durante il quale c'è la consegna delle chiavi e dei ceri da parte del sindaco al vescovo, che le consegna idealmente a San Nicandro ponendole tra le mani del busto argenteo. Per quanto riguarda i festeggiamenti civili, la mattina si tiene la tradizionale fiera e durante la giornata c'è il giro delle bande. La sera c'è un concerto di musica leggera con cantanti di fama nazionale. Il 18 si celebrano altre sante messe. Il simbolo dei festeggiamenti però è la solenne processione serale, caratterizzata dal canto corale dell'inno a dedicato ai santi, dal luccichio delle migliaia di candele portate in processione e dall'enorme partecipazione popolare al corteo religioso. La processione ha inizio verso le ore 20 dalla basilica subito dopo la cosiddetta "ammessa", ovvero l'asta per aggiudicarsi il diritto di portare in spalla le statue, e termina dopo la mezzanotte, quando ha percorso tutto il centro storico cantando nelle varie fermate l'antico inno popolare ai santi martiri. Nella cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo c'è l'omelia del vescovo. Il luogo di conclusione del sacro e solenne rito è la chiesa dell'Annunziata, dove il busto e le reliquie rimangono fino alle festività successive. Al termine della processione, i festeggiamenti si concludono con i tradizionali fuochi pirotecnici. In questi giorni di festa si svolge la Fiera di san Nicandro il giorno 17, si allestiscono eventi collaterali, è presente un luna park in viale San Nicandro, si svolge anche il trofeo San Nicandro, gara podistica di caratura nazionale con atleti provenienti da diverse regioni di Italia e periodicamente si allestisce l'opera di San Nicandro, dramma sacro sulla vita dei martiri.

  • Rievocazione della Trebbiatura
    28-07-2019
    Ausonia (FR)
    Festival

    Aggiungi al tuo calendario 2019-07-28 2019-07-28 Europe/Rome Rievocazione della Trebbiatura L’evento è curato dal gruppo folk “la Frattese” e celebra “il Pane” come fonte primaria di vita. Pane nato dalla farina, prodotta dal grano, grano che viene raccolto dopo circa un anno di lavoro. Si prepara il terreno, questo viene seminato, ha necessità di cura nell’anno e quando è giunto a maturazione viene mietuto e trebbiato (cioè liberato dalla pula). Anticamente tutto ciò avveniva con il sudore e la fatica di uomini e donne che oggi è diminuito grazie all’arrivo dei mezzi meccanici. Un tempo la trebbiatura era festa poiché dopo tanto lavoro finalmente c’era il raccolto usato anche come merce di scambio per poter avere il denaro necessario a soddisfare altri bisogni familiari. Ausonia

    L’evento è curato dal gruppo folk “la Frattese” e celebra “il Pane” come fonte primaria di vita. Pane nato dalla farina, prodotta dal grano, grano che viene raccolto dopo circa un anno di lavoro. Si prepara il terreno, questo viene seminato, ha necessità di cura nell’anno e quando è giunto a maturazione viene mietuto e trebbiato (cioè liberato dalla pula). Anticamente tutto ciò avveniva con il sudore e la fatica di uomini e donne che oggi è diminuito grazie all’arrivo dei mezzi meccanici. Un tempo la trebbiatura era festa poiché dopo tanto lavoro finalmente c’era il raccolto usato anche come merce di scambio per poter avere il denaro necessario a soddisfare altri bisogni familiari.

  • Festeggiamenti di Santa Maria Assunta - I Favoni
    01-08-2019
    Caramanico Terme (PE)
    Feste patronali

    Aggiungi al tuo calendario 2019-08-01 2019-08-01 Europe/Rome Festeggiamenti di Santa Maria Assunta - I Favoni Al mattino, lo sparo di mortaretti, le botte scure, annunciano l'apertura della festa patronale. All'imbrunire, le campane della Chiesa di Santa Maria Maggiore danno il via, in tutta la vallata, all'accensione dei Favoni, grandi fuochi rituali. Alla competizione tra i vari gruppi per avere il fuoco più vistoso, si aggiunge la festa con piatti tipici e musica di dù botte, una piccola fisarmonica abruzzese. Caramanico Terme

    Al mattino, lo sparo di mortaretti, le botte scure, annunciano l'apertura della festa patronale. All'imbrunire, le campane della Chiesa di Santa Maria Maggiore danno il via, in tutta la vallata, all'accensione dei Favoni, grandi fuochi rituali. Alla competizione tra i vari gruppi per avere il fuoco più vistoso, si aggiunge la festa con piatti tipici e musica di dù botte, una piccola fisarmonica abruzzese.

  • Sagra della Ficandò (peperonata tradizionale)
    04-08-2019
    Alessano (LE)
    Sagre

    Aggiungi al tuo calendario 2019-08-04 2019-08-04 Europe/Rome Sagra della Ficandò (peperonata tradizionale) La Sagra dei Peperoni alla Ficandò si svolge ogni anno nel centro storico di Alessano all’inizio di agosto (dal 2009 al 2017 si è sempre svolta il 4 agosto). La Ficandò è un piatto semplice e genuino a base di peperoni tagliati a listarelle, condito con peperoncino piccante e accompagnato col pane casereccio o con la tipica frisella. Alessano

    La Sagra dei Peperoni alla Ficandò si svolge ogni anno nel centro storico di Alessano all’inizio di agosto (dal 2009 al 2017 si è sempre svolta il 4 agosto). La Ficandò è un piatto semplice e genuino a base di peperoni tagliati a listarelle, condito con peperoncino piccante e accompagnato col pane casereccio o con la tipica frisella.

  • Festa dell'Immacolata nel rione Rotale
    13-08-2019
    Rivello (PZ)
    Sagre

    Aggiungi al tuo calendario 2019-08-13 2019-08-13 Europe/Rome Festa dell'Immacolata nel rione Rotale Messe, processione e serata musicale che termina con fuochi pirotecnici. La sera della vigilia si svolge nella piazzetta una degustazione di prodotti tipici della cucina locale (pane, prosciutto, salsiccia, soperzàta, formaggi e dolci vari). Rivello

    Messe, processione e serata musicale che termina con fuochi pirotecnici. La sera della vigilia si svolge nella piazzetta una degustazione di prodotti tipici della cucina locale (pane, prosciutto, salsiccia, soperzàta, formaggi e dolci vari).

  • Pane, Prosciutto e Fantasia
    Dal 26-09-2019
    Al 27-09-2019
    Preci (PG)
    Sagre

    Aggiungi al tuo calendario 2019-09-26 2019-09-27 Europe/Rome Pane, Prosciutto e Fantasia Manifestazione dedicata ai prodotti tipici locali. Preci

    Manifestazione dedicata ai prodotti tipici locali.

  • Festa del Pane, in località Scarpia di Otro
    13-10-2019
    Alagna Valsesia (VC)
    Sagre

    Aggiungi al tuo calendario 2019-10-13 2019-10-13 Europe/Rome Festa del Pane, in località Scarpia di Otro Alagna Valsesia

  • Pane e Olio in frantoio
    16-11-2019
    Rapolla (PZ)
    Rievocazioni storiche

    Aggiungi al tuo calendario 2019-11-16 2019-11-16 Europe/Rome Pane e Olio in frantoio Incontri culturali e suggestiva rievocazione in costumi d'epoca medioevale con falconieri. Rapolla

    Incontri culturali e suggestiva rievocazione in costumi d'epoca medioevale con falconieri.

  • Presepe Vivente nel Borgo Antico
    Dal 24-12-2019
    Al 26-12-2019
    Zavattarello (PV)
    Presepe Vivente nel Borgo Antico
    Mostre

    Aggiungi al tuo calendario 2019-12-24 2019-12-26 Europe/Rome Presepe Vivente nel Borgo Antico Il 24 dicembre dalle ore 21.30. A seguire S. Messa con i figuranti in costume.
    Il 26 dicembre dalle ore 17.00.

    Il Presepe Vivente di Zavattarello celebra il Natale con una rappresentazione speciale, nella cornice del borgo medievale "Su di Dentro". Rievochiamo la nascita di Gesù omaggiandolo con la ricostruzione della vita della nostra valle com'era un tempo: all'interno delle case del Duecento, lungo le vie medievali, con gli attrezzi antichi ancora funzionanti del Museo "Magazzino dei Ricordi", torneremo insieme a rivivere il nostro passato. Caratteristica peculiare di questa rappresentazione è l'animazione, che consente una partecipazione attiva dei visitatori. Qui possono sentirsi davvero parte di questo mondo antico: chiunque può mangiare il pane appena sfornato, bere il vino novello, toccare la lana filata e il mantello delle pecore custodite nei recinti... Il borgo medievale che è dominato dal Castello Dal Verme è l'ambientazione delle decine di attività ricostruite durante il presepe vivente. Le scene trovano posto nella loro sede più consona: tra le vie e nelle case di un borgo duecentesco che ha conservata ancora intatta la propria urbanistica, caratterizzata da stradine tortuose. Qui si affacciano case in pietra locale di origine medievale, che i proprietari gentilmente aprono ai figuranti e ai visitatori: possiamo quindi trovare il panettiere che prepara focacce nell'antico forno del paese, un'osteria dentro una profumata cantina, il senatore romano con la sua famiglia in un palazzo nobiliare... Entrando in queste stanze e passeggiando per le vie, basta uno sguardo a rendersi conto di quanto poco sia cambiato l'aspetto originario di questo luogo.
    Zavattarello

    Il 24 dicembre dalle ore 21.30. A seguire S. Messa con i figuranti in costume.
    Il 26 dicembre dalle ore 17.00.

    Il Presepe Vivente di Zavattarello celebra il Natale con una rappresentazione speciale, nella cornice del borgo medievale "Su di Dentro". Rievochiamo la nascita di Gesù omaggiandolo con la ricostruzione della vita della nostra valle com'era un tempo: all'interno delle case del Duecento, lungo le vie medievali, con gli attrezzi antichi ancora funzionanti del Museo "Magazzino dei Ricordi", torneremo insieme a rivivere il nostro passato. Caratteristica peculiare di questa rappresentazione è l'animazione, che consente una partecipazione attiva dei visitatori. Qui possono sentirsi davvero parte di questo mondo antico: chiunque può mangiare il pane appena sfornato, bere il vino novello, toccare la lana filata e il mantello delle pecore custodite nei recinti... Il borgo medievale che è dominato dal Castello Dal Verme è l'ambientazione delle decine di attività ricostruite durante il presepe vivente. Le scene trovano posto nella loro sede più consona: tra le vie e nelle case di un borgo duecentesco che ha conservata ancora intatta la propria urbanistica, caratterizzata da stradine tortuose. Qui si affacciano case in pietra locale di origine medievale, che i proprietari gentilmente aprono ai figuranti e ai visitatori: possiamo quindi trovare il panettiere che prepara focacce nell'antico forno del paese, un'osteria dentro una profumata cantina, il senatore romano con la sua famiglia in un palazzo nobiliare... Entrando in queste stanze e passeggiando per le vie, basta uno sguardo a rendersi conto di quanto poco sia cambiato l'aspetto originario di questo luogo.

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In tavola

Ricetta: La Michetta del borgo di Dolceacqua, tra amore e leggenda
La Michetta di Dolceacqua è tipica del borgo ligure e, rispetto all’omonimo tipo di pane, pare sia legata a una storia d’amore. Una prelibatezza semplice e gustosa, per tornare indietro nel tempo assaggiando il presente
By Luciana Francesca Rebonato
Ricetta: La Befana, il tradizionale biscotto dell’Epifania del borgo di Barga
Preparato secondo una ricetta antica, la Befana è il biscotto tradizionale del borgo di Barga per festeggiare l'epifania in famiglia o con amici
By Redazione
Ricetta: La Ciambella del borgo di Veroli. Capodanno a tutto gusto
Rinomata in tutta la Ciociaria, la Ciambella di Veroli, ha un inconfondibile aroma all’anice e la sua forma ricorda una corona. Per festeggiare l’inizio del nuovo anno all’insegna di serenità e prosperità
By Luciana Francesca Rebonato
Ricetta: La Spongata, il dolce di Natale dei borghi di Parma
E’ il dolce tradizionale della provincia di Parma e ogni borgo del territorio vanta la sua ricetta. Una prelibatezza dalle origini antiche e che trasmette, oltre al sapore, tutta l’atmosfera della tradizione natalizia
By Luciana Francesca Rebonato
Ricetta: i Caponec, un viaggio del gusto fra i borghi della Val di Ledro
Sono ottimi caldi, quando sprigionano il profumo del loro ripieno e rimandano ai tempi in cui venivano cotti sulle stufe a legna. Una preparazione sfiziosa, una tipicità gastronomica della valle trentina, incastonata tra le montagne e il lago
By Luciana Francesca Rebonato
Ricetta: I tortelli di zucca del borgo di Sabbioneta, i sapori della campagna in autunno
La ricetta risalirebbe addirittura ai tempi dei Gonzaga e celebra l’incontro autunnale fra i sapori della campagna. Un trionfo agrodolce, ricco di carattere e con la zucca nel ripieno, in tema per festeggiare Halloween
By Luciana Francesca Rebonato
Ricetta: Olive ascolane, terre picene da gustare
Sfere dorate croccanti che custodiscono al loro interno olive ripiene di carne e di odori. Un’icona della gastronomia marchigiana, prelibatezze da gustare a tavola o mentre si cammina, all’insegna della tradizione applicata allo street food
By Luciana Francesca Rebonato
Ricetta: la Crescia del borgo di Frontone
Da non confondere con la piadina, un sostituto al pane che ci arriva direttamente dai tempi dei Montefeltro
By Redazione
Ricetta: Carciofi viola ripieni del borgo di Montelupone
Una vera e propria delizia, un regalo della generosa terra di questo borgo marchigiano, una ricetta che attinge dalla tradizione. Il trionfo del sapore in questi carciofi viola, facili da cucinare e allegri cromaticamente in tavola
By Luciana Francesca Rebonato
Ricetta: strangolapreti alla trentina: il sapore genuino dei borghi di montagna
Sono un piacere irrinunciabile per gli intenditori dei sapori genuini dei borghi, in questo caso di montagna e trentina. Un piatto che oltre al gusto dona anche l’inconfondibile colore verde delle valli e dei prati delle dolomiti
By Luciana Francesca Rebonato
Involtini di pesce spada alla messinese
Il profumo del mare siciliano si concentra in questa ricetta fresca, semplice e gustosa, ideale per l’estate così come in tutte le stagioni. Una sfiziosa cucina marinara che tributa gusto e tradizioni gastronomiche dell’antica Trinacria.
By Luciana Francesca Rebonato
Ricetta: il Cappon Magro, profumi e sapori della Liguria
Dagli uliveti del ponente ai porticcioli di pescatori del Levante, passando per le buone tavole di Genova. Tutta la seduzione della cucina ligure, che trionfa nel Cappon Magro. Un piatto storico, la maestria dell’incontro tra terra e mare
By Luciana Francesca Rebonato
Ricetta: la Paposcia di Vico del Gargano
Il pane tipico di Vico del Gargano che ha antiche origini contadine
By Redazione
Ricetta: la Supa Barbetta del borgo di Angrogna
Una ricetta tradizionale delle valli valdesi. Un piatto povero e nutriente a base di pane raffermo o grissini che sicuramente stuzzicherà il vostro palato.
By Redazione
Toscana: il borgo di Castiglione della Garfagnana, tra il Biroldo, la Mondiola ed il pane di patate.
Il suggestivo borgo fortificato nel cuore della Garfagnana, le mura e le torri, il castello, i palazzi nobiliari, le chiese di San Michele e San Pietro, e le prelibatezze gastronomiche, la Mondiola, il Biroldo e il pane di patate.
By Luca Sartori
Ricetta: Zuppa alla Bosana
L'anima marinara di Bosa in un piatto semplice ma ricco di sapori e di profumi.
By Redazione
Ricetta: il fianchetto Altavillese
Non c'è domenica senza fianchetto ad Altavilla Irpina, in Campania.
By Adolfo Spiniello
Ricetta: i Rasckatiell di miskiglio del borgo di Teana
Uno dei piatti della tradizione della Valle del Serrapotamo. Una pasta fresca ottenuta da un mix di farine e da gustarsi con un sugo acquoso come si faceva in passato. Un primo piatto adatto anche a palati vegani.
By Redazione
Liguria: il borgo marinaro di Laigueglia e i suoi dolcini tipici, i baci.
La bella chiesa parrocchiale barocca di San Matteo, il “Bastione di Levante”, i pittoreschi carruggi e gli affacci sul mare, poi il profumo di frittura di pesce, la zuppa e le frittelle di bianchetti.
By Luca Sartori
Ricetta: La Cialetta, il pane gustoso di Cleto
Una vera e propria delizia è questo pane buono, semplice e preparato in maniera artigianale.
By Redazione
Ricetta: i peperoni alla Ficandò di Alessano
Un piatto semplice e povero, marchio della tradizione alessanese, protagonista di una delle più sentite sagre del salento.
By Redazione
Ricetta: La Nfigghiulata del borgo di Sortino
Una delle ricette più antiche della tradizione siciliana, un tortina rustica a forma di rosa a sfoglie dal gusto particolare
By Redazione
Ricetta: la Pinsa, il tradizionale dolce veneto della Befana
L'epifania, tutte le feste si porta via, ma ci lascia un delizioso dolce dalla tradizione antica
By Redazione
Ricetta: la Cuccìa di Castelmezzano
Piatto tipico del borgo lucano a base di legumi e cereali dal sapore molto intenso, preparato secondo una ricetta che si tramanda da generazioni.
By Redazione
Ricetta: Pizz' e ffuje del borgo di Orsogna
Una ricetta tipicamente invernale ma deliziosa anche con un clima più caldo. Una pizza di farina di granturco e verdure adatta anche ai vegetariani
By
Olio extravergine d'oliva del Garda DOP: gentilezza e carattere dalle rive del lago
Olio d'oliva del Garda DOP: tutta la meraviglia di un'olio dall'aroma delicato ma persistente. Una materia prima amata ed estremamente rara che cresce attorno al lago di Garda.
By Redazione
Ricetta: Involtini bianchi di trippa di Locorotondo
Oggi vi proponiamo un piatto tipico di Locorotondo: involtini di trippa bianchi. Un piatto semplice ma deciso, perfetto per una cena in compagnia.
By Redazione
Ricetta: Ravioli di brasato al bonarda di Varzi
Un piatto gustoso e saporito famoso in tutto l'oltrepò pavese, in piemonte e nell'alta provincia di Piacenza
By Redazione
Ricetta: Zuppa con fontina Dop e pane nero di Etroubles
Una ricetta semplice, veloce e sostanziosa: perfetta per contrastare i primi freddi autunnali. Parola d’ordine: le migliori materie prime e voglia di scoprire nuovi sapori!
By Redazione
Panino con medaglioni di trota alla friulana
Ecco a voi una ricetta a base di pesce che unisce la semplicità e la praticità del fast food, alla qualità dei gusti tradizionali della nostra tavola. Un piatto tanto semplice, quanto sfizioso.
By Redazione
Liguria: Triora, terra di pane e streghe.
Il pane di Triora, le streghe, il Museo etnografico e della stregoneria, il Bruss e i suggestivi caruggi
By Luca Sartori
Ricetta: Chifel di Muggia (Trieste)
Questa ricetta vi farà conoscere la versione dolce dei chifel triestini, tipica del Friuli Venezia Giulia ed in particolare del borgo di Muggia.
By Redazione
Ricetta: il Brodetto di pesce della Costa dei Trabocchi
Per la ricetta di questa settimana vi proponiamo la variante vastese del brodetto di pesce, una zuppa tipica della Costa dei Trabocchi in Abruzzo, perfetta da gustare nelle giornate di bel tempo della stagione più calda dell’anno.
By Redazione
Ricetta: Biscotti Salati Dell'Amiata
Tipico della tradizione contadina toscana, questi biscotti sono oggi protagonisti i di aperitivi e apericene
By Redazione
Atri: il sapore del pecorino all’ombra dei tesori d’arte
L’antico centro del teramano, tra chiese, musei, la liquirizia, gli arrosticini e l’ottimo pecorino
By Luca Sartori
Ricetta: L'Acquacotta del ristorante La Solina di Montemerano, tipico piatto della tradizione Maremmana
L'Acquacotta è un piatto tipico della cucina maremmana, sia dalla zona di Grosseto che dalla regione di Tuscia in provincia di Viterbo. La ricetta è stata fornita dal Ristorante La Solina, rinomato nella zona.
By Redazione
Ricetta: A Cialledde del borgo di Locorotondo
A Ciallédde è un piatto tipico di Locorotondo, borgo in provincia di Bari, e della cucina contadina povera di altri tempi, ma il fatto d'essere nutriente, leggero e fresco lo rende estremamente attuale.
By Redazione
Ricetta: La Zuppa Gallurese
La Zuppa Gallurese è uno dei piatti più antichi della Gallura ed uno dei piatti tipici del borgo di Aggius che veniva servito in occasione di pranzi importanti e matrimoni.
By Il Muto di Gallura
Testaroli della Lunigiana al pesto
Per la ricetta dai borghi della settimana, vedremo come preparare i Testaroli nella loro classica ricetta tagliati a quadratini e conditi con pesto ligure.
By Redazione

Prodotti tipici

Pancetta Piacentina DOP
Salumificio La Rocca
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Curiosità

Candela, il delizioso borgo del foggiano, dove affondano le radici dell’attore Pierfrancesco Favino.
Le colline della Daunia Meridionale, i panorami, la dominazione degli Svevi, i vicoli e le piazze, le orecchiette, le “ciammaruche”, la chiesa Madre, i successi di Pierfrancesco Favino, il cinema e la televisione e poi il Festival di Sanremo.
By Luca Sartori
Zocca, il piccolo borgo dell’appennino modenese che ha visto nascere Vasco Rossi.
Zocca è terra di castagne e aria buona, borlenghi e crescentine, ma anche di musica e luogo di nascita del grande Vasco Rossi.
By Luca Sartori
La leggenda della Vergine Ardenza e le campane di Viggianello
Un giorno all’anno, i rintocchi delle campane del borgo, si animano di magia, gioia, pianto e agonia ...per chi è in grado di sentirli
By Redazione
Per tutte le streghe del borgo di Triora
Una storia di streghe e magia che impregna il territorio di uno dei Borghi più belli d'Italia dalla preistoria a oggi
By Ivan Pisoni
Venosa, la chiesa incompiuta del complesso della Santissima Trinità affascina ancora
Esistono luoghi capaci di far volare la fantasia e di generare miti: è il caso della chiesa incompiuta del complesso della Santissima Trinità di Venosa, in Basilicata.
By Redazione
Le leggende del borgo sommerso del lago Delio
Nella provincia di Varese, vicino ai comuni di Maccagno con Pino e Veddasca, c'è un lago che sovrasta il lago Maggiore.
By Redazione
La leggenda del Rosì di Gromo
Una storia ancora oggi tramandata ai bambini del borgo bergamasco che narra di un brigante dei tempi passati.
By Redazione

Notizie

La Puglia e la magia dei suoi presepi viventi
6 imperdibili presepi viventi in Puglia per vivere in pieno la magia del Natale
By Marino Pagano
L’antica Città Alta, come un antico borgo nel cuore di Bergamo
Bergamo Alta, il centro antico della città. Da Piazza Vecchia a Piazza del Duomo tra vicoli, portici, botteghe artigiane e locali storici. Tra torri, palazzi, musei, poi la Cattedrale, il Battistero, la Basilica di Santa Maria Maggiore
By Luca Sartori
Gli eventi da non perdere nei borghi nel mese di ottobre 2018
Sagre, degustazioni, eventi, rievocazioni, mercatini, manifestazioni sportive e molto altro... Questo mese, nei borghi, non ci si annoia di sicuro
By
Sagre nei borghi da non perdere a settembre
Una ricca lista di sagre e eventi enogastronomici da non perdere questo mese
By Redazione
Viaggio attraverso i Borghi della Taranta - parte seconda
Siamo nella Grecìa salentina, isola linguistica ellenofona della Puglia meridionale. Esattamente nove i comuni dove ancora si parla un dialetto neo greco, appena di più quelli coinvolti dal consorzio tra enti.
By Marino Pagano
Concerti, festival e sagre da non perdere nei borghi nel mese di giugno
Siamo alle soglie dell'estate e il calendario degli eventi nei borghi si arricchisce e si scalda come la temperatura. Ecco una selezione di eventi da non perdere tra sagre, festival e concerti.
By Redazione
Concerti, spettacoli, festival, sagre, mercatini. Gli eventi last minute nei borghi per il ponte del primo maggio
Una selezione di eventi da non perdere nei borghi tra il 28 aprile e il primo maggio
By Redazione
Mercatini, sagre, festival, mostre e fiere da non perdere nei borghi a marzo 2018
Una selezione di eventi nei borghi per assaporare le tipicità e scoprire tesori nascosti questo mese di marzo
By Redazione
Mercatini, sagre, spettacoli, feste patronali e altri eventi da non perdere nei borghi nella seconda metà di febbraio 2018
Una selezione di eventi che non potete perdere se visitate questi fantastici borghi a febbraio
By Redazione
Il quartiere di Venezia Nuova, l’antico centro di Livorno
Nel cuore antico della città marinara, tra canali, ponti, antichi edifici e angoli pittoreschi. Unico quartiere della città ad aver conservato il patrimonio architettonico dopo la Seconda Guerra Mondiale.
By Luca Sartori
L’antica Ferrara, città gioiello nelle terre degli Estensi.
L’immenso castello estense, la cattedrale di San Giorgio, le tante botteghe storiche, le erboristerie, le librerie e le gastronomie, poi l’anguilla, la saporita pancetta arrotolata ed il pampepato.
By Luca Sartori
'Diario di Tonnara' (Istituto Luce). Antiche tradizioni dei borghi marinari
All'Istituto Luce di Roma stanno completando un affascinante documentario sulle storiche tonnare di Sicilia e Sardegna, e dei loro borghi.
By Redazione
Eventi enogastronomici e sagre nei borghi a dicembre
Una selezione di eventi gustosi da non perdere nei borghi questo mese.
By Redazione
Tra le mura del cuore antico di Lucca
Come un borgo murato nel cuore della città, tra il Palazzo Ducale, il Duomo, la pittoresca Piazza dell’Anfiteatro e la Torre di Giunigi, tra una zuppa di farro ed i tornelli.
By Luca Sartori
L'estate di San Martino nei borghi: eventi, sagre, mercatini e fiere da non perdere l'11 novembre
Un antico proverbio dice "A San Martino ogni mosto diventa vino", una data tra estate e inverno dedicata al santo e celebrata in gran parte del paese. Ecco la nostra selezione di eventi nei borghi tra il 10 e il 12 novembre 2017
By Redazione
Sagre ed eventi enogastronomici da non perdere nei borghi a novembre
Una selezione golosa di eventi dedicati al cibo, ai prodotti tipici e all'enogastronomia per i veri amanti dei borghi
By Redazione
XX° edizione di Frantoi Aperti, cinque proposte per scoprire l'Umbria e i suoi borghi dell'olio
Dal 28 ottobre al 26 novembre, e ancora dal 1° al 3 dicembre cinque proposte all'insegna di borghi medievali, dell'olio, di cultura e piccoli musei
By Redazione
Corbule, Canestri e Pontine: gli intrecci tradizionali di Castelsardo
La tradizione artigianale sarda è ricchissima, e in parte ancora inesplorata. Tra le tipicità, i celebri cestini, diffusi in tutto il territorio sardo e che acquisiscono un valore speciale nel borgo di Castelsardo.
By Redazione
Campane dal borgo di Agnone: così belle da conquistare tutto il mondo
L'artigianato molisano nella produzione di campane conquista il mondo, a cominciare da Indonesia, Myanmar e Thailandia.
By Redazione
Gita al borgo di Usseaux e visita al vicino forte di Fenestrelle
All’ombra dell’Albergian e dell’Orsiera, dove si svolse la battaglia dell’Assietta, tra murales, genepì, pascoli e boschi.
By Luca Sartori
Festival, Mercatini e Sagre nei borghi da non perdere a settembre
Una selezione di eventi da non perdere questo mese
By Redazione
‘Rocca e Natura’ il giardino delle delizie di Fontanellato
Per tutti gli amanti del bio e dei prodotti nautrali, domenica 23 luglio dalle ore 9 alle ore 19 attorno alla Rocca Sanvitale di Fontanellato (PR), si svolgerà il mercato ‘Rocca e Natura’.
By Redazione
Tones on the Stones: un festival unico al mondo tra cave di pietra e canyon di ghiaccio
Dal 9 al 23 luglio torna l' 11° edizione di Tones of the Stones, il festival negli spettacolari Orridi di Uriezzo, che vi farà emozionare con performance e spettacoli da non perdere.
By Redazione
Tutti i comuni e tutti gli eventi della Notte Romantica dei Borghi più Belli d’Italia
Il 24 Giugno si terrà “La Notte Romantica dei Borghi più belli d’Italia- la notte bianca degli innamorati”. Ecco tutti i comuni dove festeggiarla e, dove disponibili, le iniziative ed gli eventi divisi per regione.
By Redazione
Dal 30 Aprile al 1° Maggio Castell'Arquato diventerà la Capitale del Vino Tipico con il Monterosso Festival
Per due giorni il borgo di Castell’Arquato diventerà la “capitale” del vino di territorio… di quel vino espressione di storia, cultura, tradizioni, professionalità… che i cugini francesi definiscono terroir.
By Redazione
Conferenza stampa di presentazione di Restauro-Musei
Lo storico appuntamento con RESTAURO-MUSEI, vetrina internazionale dedicata al Restauro e alla Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, verrà presentato per la XXIV edizione Giovedì 16 marzo,
By Redazione
Ostana, dove il vento fa il suo giro
Proprio sotto la cima del Monviso si trova il comune di Ostana: il più piccolo e tra i più alti in quota della nostra rete di borghi.
By Redazione